domenica 11 dicembre 2011

Una tranquilla domenica paranormale

Come quasi ogni domenica da un anno a questa parte, sono in ufficio... Ormai la mia vita si svolge principalmente tra questi 20 mq e in macchina. La mia macchina (ribattezzata Polly o Batmobile o Volkberta, a seconda delle giornate e del mio umore e, soprattutto, del corrispondente stile di guida) che ha già quasi 16.000 chilometri. Ed è con me da giugno. E' il prolugamento di me stessa, appunto.
Comunque, almeno fino alle 17.30 me ne starò seduta alla scrivania a fissare la piazza vuota e a rifiutare le centinaia di richieste per Castleville che mi arrivano su Facebook. Se rifiuto una, due, tre volte, quale parte del tuo sistema nervoso ti suggerisce di ostinarti a rompermi i coglioni?? Non lo so.
La verità è che da giorni mi sto trascinando un articolo sulla tragicomica situazione economica della piccola città in inesorabile declino in cui vivo e dovrei finire di scriverlo entro domani, altrimenti il mio caporedattore potrebbe tuonare con uno dei suoi tipici insulti in dialetto parmigiano. 
Nonostante il termine di consegna stia per giungere inesorabilmente, mi ostino a guardare video trash su Youtube assieme alla mia collega, malata di horror movies, paranormale, mostri marini e inquietanti presenze. 
La foto non c'entra nulla però mi sembrava comunque azzeccata.
Grazie, sempre, a Celyciah.
Lei ride e mi spiega con minuzia scientifica come si fa a "costruire" un perfetto fantasma posticcio, riportandomi esempi, definizioni, autori e specialisti in materia. Io ascolto con interesse unito alla mia sana dose di cinismo stile "Ehi ma cosa credi? Lo so anch'io che sono tutte falsità!", anche se con un occhio continuo a fissare con preoccupazione la replica della puntata di Voyager: macchie su muri e pavimenti somiglianti a volti umani apparsi in casa di un'anziana e innocua signora spagnola, città devastate dalla peste, case costruite su cimiteri. Sono tranquilla e scettica, certo, però se mi capitasse davvero di imbattermi in strani fenomeni vagamente occulti credo sarei molto turbata. E lievemente isterica.
<<Pensa ai conduttori di questi programmi che devo entrare di continuo in case infestate, castelli abbandonati, cimiteri...>> mi dice la collega.
E io penso a me, a cosa farei nei panni loro... Vedo lo snobbismo ereditato dai miei borghesissimi genitori impossessarsi di me e farmi avanzare a passo di marcia, avvolta da svolazzanti pantaloni palazzo, camicia con rouches, trench e mocassini a tacchi alti, e con alterigia intervistare gli astanti, facendo sfoggio di tutta la razionalità di cui dispongo.
E, probabilmente, al minimo scricchiolio assumere il colorito di uno straccio usato e avvertire un prepotente senso di nausea.



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