domenica 18 dicembre 2011

Do The Right Thing

Cose curiose accadono all'amore ai tempi del precariato.
Tre mesi fa sono stata lasciata per ragioni ancora poco chiare da un ragazzo che, nonostante le molte perplessità che mi hanno suscitato alcuni suoi gesti, consideravo veramente speciale: carino, intelligente, divertente, impegnato, premuroso... L'unica cosa che mi dava un leggero senso di inquietudine era il suo perenne sguardo fisso, non vacuo o insistente. No, piuttosto direi critico. Mi soppesava con chissà quali criteri.
Thank you Paoler for that.
Do you remember BCN days
Bé, dopo un primo periodo di disperazione, ad un certo punto ho realizzato che era giunto il momento di rimettermi in piedi e, come si suol dire, "voltar pagina" e andare avanti ed è stato proprio in quel momento che, dal nulla, lui è ricomparso, amorevole e dispiaciuto per quanto era successo.
Come ogni essere di sesso femminile, mi sono sentita lusingata e decisamente appagata da un evento di tali proporzioni: un uomo che rinuncia al proprio insano orgoglio! Quante volte succede??
Per quanto ancora fossi facile preda dei caldi istinti, non gli mai tenuto nascosto il fatto che non ero più la persona di prima: avevo accettato la sua assenza, avevo reagito e imparato a fare a meno della sua presenza.
In breve, dopo un primo periodo in cui pensavo seriamente di poter rimettere a posto le cose, ho capito dai continui litigi telefonici che non sarei riuscita a rimettere a posto un rapporto già incrinato e, soprattutto, non ci avrei messo l'impegno necessario.
Ok, forse ho temporeggiato un po' troppo ma... E' sempre così difficile fare la cosa giusta! Io mi impegno veramente tanto per comportarmi bene nei confronti del prossimo: prima di tutto per tenere in equilibrio il karma che, per come la vedo io, ha ripercussioni immediate sulla propria vita, e in secondo luogo perché, pur non essendo cattolica, trovo che il comandamento "Non fare al prossimo tuo quello che non vuoi fatto a te stesso" sia universalmente valido. Però è difficile, tremendamente angosciante e complicato.
E infatti, oltre agli insulti di routine, mi sono beccata pure un "meglio non stare con te che hai un culo che fa provincia".
Bè, oddio... Magra non la sono di certo ma è davvero un criterio di valutazione? Il suo sguardo fisso valutava le dimensioni del mio deretano (che, tanto per puntualizzare, non è da passerella ma ancora entra nei seggiolini di sicurezza delle altalene per bambini)? Esistono DAVVERO ancora persone che, a quasi 30 anni, mortificano una persona tramite i difetti fisici o quelli che si presume essere tali?
Mi sto ancora chiedendo se dopo un batosta morale come questa sarò ancora in grado di rapportarmi normalmente con un uomo, spogliarmi di fronte a lui, farmi vedere in costume o avere paura che ogni minimo difetto possa essere trasformato in un'arma.
Il principe azzurro non esiste e, anche se esistesse, sarebbe ormai obsoleto come un telefono cellulare senza connessione wi fi.
Vorrei, però, che esistessero tanti Humphrey Bogart capaci di amare, di fare la cosa giusta e lasciare andare.  

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