lunedì 31 ottobre 2011

...Comunque domani parto.

Ed ecco, come ogni ottobre da quando esiste il Po, torna la nebbia ad avvolgere ogni pezzo di questa realtà di territorio compreso tra il Grande Fiume e gli Appennini.
La nebbia, è risaputo, gioca brutti scherzi: provoca quella sensazione di miscuglio tra malinconia, struggimento e tenerezza che nuoce gravamente alla salute, soprattutto quella mentale.
<<Qui tutto bene -scrivo ad un'amica momentaneamente vivente a Lisbona, cercando di sintetizzare la realtà altalenante in cui sono immersa ora- venerdì dovevo uscire con le amiche ma ero talmente inversa che ho dato buca e, una volta da sola in macchina di ritorno dal lavoro, ho aperto i rubinetti e ho pianto per la frustrazione e il nervosismo. Poi, mi sono ingozzata di torta fritta con un'amica fidata (forse dalle tue parti è meglio conosciuto come gnocco fritto). Sabato, invece, avevo appuntamento per alcuni esami medici obbligatori e, facendo il doppler, ho sentito il suono del mio cuore: era forte, più di quanto immaginassi, senza ombra di indecisione su quanto doveva fare, travolgente e risoluto. Mi ha riempito di determinazione e voglia di andare avanti perchè se dentro di me c'è un organo che fa un casino del genere perchè mai dovrei rinunciare??>>
E lei, poetica come solo lei sa essere, mi ha detto che come colonna sonora alle mia parole si addiceva Ennio Morricone.
Grazie, Chiara.


Comunque, stasera sarebbe anche Halloween, serata durante la quale i morti dovrebbero resuscitare.
Grazie a Celyciah per avermi concesso di utilizzare le sue foto:
senza di lei io sarei a metà.
Di conseguenza, anche le persone noiose come me dovrebbero smaltire la pigrizia e approfittare di una ricorrenza che non appartiene alla tradizione italiana ma che è entrata prepotentemente a far parte anche della nostra realtà in quanto ennesima occasione propizia per far bisboccia.
Feste a tema, invasione di panciute zucche e inutile merchandising, bande di ragazzini che si aggirano tra case e condomini minacciando il celebre “Dolcetto o Scherzetto?”. Peccato che la maggior parte del mio vicinato sia composta da anziani che se ne fregano di Halloween, dei dolcetti e i suddetti ragazzini vengano così cacciati in malo modo
Io, nel frattempo, me ne sto a letto con la mia gatta, i piedi freddi e il biglietto dell'aereo pronto sul ripiano della specchiera.

lunedì 24 ottobre 2011

Sempre un po' a disagio


Ho da poco scoperto l'esistenza di un blog veramente interessante: http://sempreunpoadisagio.blogspot.com/.
Ok, probabilmente sono molto più famosi di quanto immaginassi e il fatto che io ignorassi la loro esistenza rappresenta un numero consistente di punti a mio sfavore.
Mi sono sentita tranquillizzata anche solo dal titolo. Sempre un po' a disagio, ovvero la condizione costante della mia vita: non sono una figa pazzesca, sono imbranata, mediamente isterica ed emotivamente instabile.
I giorni si accavallano senza che io concluda niente di costruttivo e importante: il lavoro che serve a mantenermi, per quanto interessante fosse all'inizio, si è trasformato in un impiego noioso, ripetitivo e poco stimolante e mi sento come se sprecassi ore e ore preziose. Ma devo lavorare per forza e quindi... Avanti.
L'università è come un tunnel senza la luce ristoratrice ad attendermi al termine... Sono molto amareggiata per non aver sfruttato meglio il tempo negli anni scorsi perchè, se lo avessi fatto, ora non mi troverei in questa situazione. Forse.
E la mia attività giornalistica continua a essere abusiva, precaria e a rischio, come viene detto a Giancarlo Siani nel film "Fortapàsc". E, ovviamente, continua a essere molto poco retribuita.
Qualche settimana fa, durante la pausa pranzo del mio lavoro "ufficiale", ho deciso di recarmi presso un vicino centro commerciale per affogare i dispiaceri amorosi nell'acquisto convulso di vestiti inutili.
Percorrendo il tragitto in macchina, ho presto notato una grossa nuvola di fumo giallo ocra provenire da una zona non ben definita. Le persone normali cosa avrebbero fatto? Avrebbero tirato su il finestrino per non far entrare la puzza acre in macchina e avrebbero attivato la funzione di ricircolo. E io? Io no, io ho spalancato il finestrino per annusare l'aria e per carpire eventuali grida di aiuto, sirene e quant'altro. 
Una volta raggiunta la zona da cui proveniva il fumo, ho mollato la macchina sul ciglio della strada e mi sono precipitata a fare foto e interviste, incurante del fatto che ai piedi avessi ballerine di gomma. Il terreno era bollente e dopo mezzora passata a correre su e giù vicino alle fiamme, le suddette calzature hanno deciso di seguire il corso della natura e cedere al calore, sciogliendosi in buona parte sui miei piedi.
L'articolo e le foto che ne sono derivati erano buoni e, ovviamente, sono stati inviati senza compenso a un importate sito di news online.
L'ultimo incarico affidatomi dalla redazione è stato intervistare una naturopata. Che cos'è una naturopata? E' un essere umano molto strano che crede a cose decisamente poco probabili, almeno dal mio punto di vista: esiste l'anima e possiede un colore e una forma, le malattie sono il risultato degli errori nelle vite precedenti e possono essere curate con l'amore e la forza psicologica. Banale come battuta ma, quando ho la febbre, il paracetamolo mi dà molte più soddisfazioni.
E' una vocazione, più che la scelta di un mestiere. Ho sempre saputo quello che volevo fare, ma la strada per arrivarci è veramente, veramente piena di insidie e prese per il culo.