lunedì 9 gennaio 2012

Nata sotto il segno dei Gemelli

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"Fai la giornalista?", mi viene chiesto. "Fai la guida turistica quindi!", eh no, non proprio.
"Ma quindi sei una cronista d'assalto!" 
No, la cronista d'assalto non direi.
Sono più simile a un giocoliere che tenta di tenere in equilibrio la passione più grande della vita, ovvero il giornalismo, quello che vorrei far diventare un mestiere vero e proprio, con quello che mi dà di che vivere, ovvero, da più di un anno a questa parte, la guida turistica-ufficio stampa-traduttrice-interprete-diplomatica all'interno di un Ufficio Turistico della provincia di Parma.
Come tante persone dalle idee non troppo chiare, dopo un anno di facoltà universitaria assolutamente non adatta (nel mio caso, giurisprudenza), ho deciso che, se proprio dovevo sprecare tempo studiando, allora era meglio far qualcosa che mi piacesse davvero. Ho quindi ripiegato su Lettere, precisamente un curriculum a metà tra Letteratura e Storia (il colmo dell'inutilità!). 
Da qui, tanti mestieri più o meno assurdi per mantenermi agli studi, viaggiare appena possibile e scrivere. 
Da qui, l'ispirazione per il titolo del blog: L'amore ai tempi del precariato, il cui sottotitolo dovrebbe essere, parafrasando il film Big Fish, "Storie di una vita al limite del credibile".



 Il bilancio della prima settimana del nuovo anno ha portato alla consapevolezza che azzerare la vita privata per favorire quella lavorativa ha indubbiamente molti vantaggi: non avere una vita al di fuori del lavoro è una sicurezza e mi dà la possibilità di dare ampio respiro alla mia misantropia latente. Ovvero, preferisco non avere occasione di intraprendere rapporti che poi non saprei gestire.


"I giornalisti sono persone orribili, non lo sai? Un po' come i cavalli (cit. Peter Griffin)".

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