martedì 28 febbraio 2012

3) Il personaggio letterario preferito


Potrei essere banale e prevedibile dicendo che il mio personaggio preferito è Holden Caulfield, levandomi così l'impiccio di stare a descrivere ed approfondire un'altra figura che ha popolato il mio universo letterario. Potrei... Ma, in realtà, la figura che preferisco in assoluto è ben più articolata ed è il tipico esempio di personaggio che, seppur frutto della fantasia del suo autore, a fine lettura sembra sia esistito veramente perché, se così non fosse, il mondo intero non avrebbe più lo stesso sapore.
Parlo di Sherlock Holmes, il celebre "consulting detective" nato nel 1887 dalla penna di Sir Arthur Conan Doyle, il quale tentò poi di sbarazzarsene fornendogli una morte eroica al termine del racconto L'ultima avventura, poiché era stato sopraffatto dal successo di un personaggio talmente ben congegnato da riuscire a brillare di luce propria ed avere acquisito una consistenza reale. E' comprensibile che uno scrittore si senta un attimo derubato del proprio talento se declassato a burattinaio utile solo a mantenere in vita una personalità di ben più alto lignaggio.
Sherlock Holmes si distingue dagli altri detective che lo hanno preceduto per il suo metodo deduttivo (Quando hai eliminato l'impossibile, qualsiasi cosa resti, per quanto improbabile, deve essere la verità), oltre a un'eccezionale conoscenza del tessuto criminale non solo londinese ma anche internazionale e un'accurata padronanza delle materie scientifiche quali anatomia, botanica, geologia, chimica.
Sherlock Holmes non è un eroe dotato di super poteri, bensì esercita un fascino magnetico grazie a intelligenza, abilità e astuzia, non si lascia coinvolgere da nessun tipo di emozione per mantenere la mente sempre capace di ragionare con lucidità e freddezza (L'amore è un'emozione, e tutto ciò che è emozione contrasta con la fredda logica che io pongo al di sopra di tutto). E' consapevole del proprio talento e si fa beffe delle tecniche investigative di Scotland Yard, divertendosi alle spalle dell'Ispettore Lestrade, perennemente costretto ad affidarsi alle competenze del detective di Baker Street che concede il proprio aiuto soprattutto per soddisfazione personale.
La sua umanità si manifesta in una debolezza di cui cade preda ogni volta che si trova in uno stato di inattività: per combattere la depressione e mantenere la mente in movimento, Holmes fa uso di cocaina e morfina, un vizio molto più consono ai rocker degli ultimi decenni del secolo scorso o a qualche protagonista di moderne, quanto discusse, serie televisive. A completare il ritratto di un personaggio degno di essere letto e riletto c'è Watson, fedele compagno e unico appoggio di tante avventure, anche lui diventato spunto per gli "sfigati-che-fanno-da-spalla-al-figo-della-situazione" sempre presenti in film, telefilm e opere letterarie venute di seguito.


1 commento:

  1. Difficile scegliere un personaggio tra i tanti che ho amato.Potrebbe essere Edmond Dantes ( la vendetta senza requie ), o per certi versi Raskolnikov ( il tormento interiore ).Pensandoci bene, opterei sia per la sublime perfidia di Riccardo III che per l'amore consapevole della Moglie del Dottore ( Cecità - Saramago ).E Alesa Karamazov ? uff..troppo difficile. E alora vada per Julian Carax ( L'ombra del vento ): romantico e maledetto.

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