venerdì 24 febbraio 2012

Io non voglio scappare

Tra esattamente tre mesi compio 25 anni. 
Lo so, ho avuto il grandissimo privilegio di nascere lo stesso giorno di Ilaria Alpi, Bob Dylan, nonché nella ricorrenza della dichiarazione di guerra dell'Italia all'Impero Austro-Ungarico durante la Prima Guerra Mondiale.
Penso siano accadute innumerevoli altre cose importanti in questa data ma questi tre particolari fattori ben sintetizzano vari aspetti della mia vita: la passione, la tenacia, la forza di Ilaria Alpi, oltre alla voglia inesauribile di fare al meglio un mestiere che non si sceglie, bensì da cui si viene scelti (una vocazione, ne sono sempre più convinta, altrimenti non si spiega il rimanere dalle 9.30 del mattino a mezzanotte passata in una redazione da cui non percepisco stipendio). 
Bob Dylan: no, non sono musicista, anzi... Sono stonata come un adolescente in piena fase di cambiamento voce che tenta di gorgheggiare come Maria Callas. Non mi permetterei mai di paragonarmi a lui ma condivido con questo straordinario personaggio la continua ricerca di "qualcosa di più", la perenne inquietudine e tensione a tutto ciò che è diverso e rappresenta uno spunto di crescita e miglioramento, oltre alla mutevolezza, la versatilità, l'impazienza.
Per quanto riguarda l'entrata in guerra dell'Italia... Bè, non sono una guerrafondaia, ci mancherebbe! La citazione si riferisce piuttosto alla prima strofa della "Canzone del Piave", inno nazionale italiano dal 1943 al 1946, nonché tuttora una delle più famose canzoni patriottiche che celebra l'inizio della resistenza delle forze armate italiane che costrinsero gli Austro-Ungarici a ripiegare. Sì, sono patriottica, nonostante tutto e nonostante tutti. Amo il mio Paese di un amore istintivo e profondo, lo amo con tutti i sensi, soprattutto perché le difficoltà che sta attraversando mi spingono sempre di più a difenderlo con tutte le forze. «E' necessario sentirsi violentemente italiani - scriveva Giovannino Guareschi, illustre figlio della Bassa parmense, nel 1951 sulla rivista "Candido" - Bisogna avere il senso della importante funzione dell'Italia nel mondo se si vuole avere la forza di difendere l'Italia ad ogni costo. Bisogna essere violentemente italiani per avere la forza di volere ad ogni costo rimanere tali».
E' questa la mia strada, me ne rendo sempre più conto ogni giorno che passa, ogni volta che qualcuno mi chiede "Ma come? Non ci pensi ad andare a lavorare all'estero?". Ogni volta che ritorno, ogni volta che vien giorno, ogni volta che qualcuno si preoccupa per me. Ok, io Vasco non lo sopporto, ma questa canzone è la colonna sonora di uno dei migliori film sul giornalismo italiano: Fortàpasc, la storia di Giancarlo Siani
Sono i ragazzi come lui, fulgidi e irraggiungibili esempi, che mi convincono a non scappare, a viaggiare per crescere ma poi tornare: sono una delle poche superstiti con l'illusione di dover provare, provare, provare a fare qualcosa, qualsiasi cosa, per migliorare il posto a cui appartengo.

1 commento:

  1. Ho visto il film, e mi è piaciuto.Imperfetto ma sincero.Siani, come Impastato,è uno degli eroi che mi indica la strada.Spero che il tuo scrivere,il tuo modo di approciarti al giornalismo, senta sempre come primaria esigenza quella di raccontare la verità,costi quel che costi.La differenza nella vita sta solo in questo.Essere sempre coerenti con il proprio cuore e la propria intelligenza, non vendersi mai, rischiare,perdere anche,ma con dignità.Hai talento,nella penna e nel cuore.Non fartelo mai rubare.

    RispondiElimina