lunedì 5 marzo 2012

8) Un libro che consiglierei

Consigliare un libro è un'azione molto delicata: bisogna tenere in considerazione soprattutto i gusti dell'interlocutore, quello che potrebbe interessarlo, quello che potrebbe rappresentare un valido punto di incontro e dialogo. O, perchè no, uno spunto di crescita. Dev'essere un consiglio a ragion veduta, via. Fondamentalmente, non si può proporre a chiunque Il giornalista quasi perfetto, di David Randall: un manuale di assistenza per giovani (ma non solo) giornalisti, a metà tra il serio e il faceto, che io tengo sempre a portata di mano. Sono certa che a mia madre non freghi proprio nulla delle 5 W, né di quale sia il modo migliore per prepararsi all'intervista con un ergastolano.
Allo stesso modo, non credo sia opportuno scomodare un'opera di Stefano Benni per chi non capisce l'ironia emiliana o consigliare I love shopping ai collezionisti di Harley Davidson.
Potrei anche sbagliarmi ma per un consiglio letterario a valenza universale io mi avvalgo non di uno scrittore, ma di un uomo che si è improvvisato tale per dar sfogo a un dramma poco conosciuto e difficilmente curabile: la sindrome denominata locked-in, ovvero la malattia tale per cui la mente è lucidissima e attiva, mentre il corpo è completamente immobilizzato.
Lo scafandro e la farfalla è il libro che racconta la commovente e intensa storia di Jean Dominique Bauby e la racconta in prima persona, grazie al battito ripetuto della palpebra sinistra, l'unica porzione di corpo ancora mobile che, a poco a poco, riesce a dettare lettere, frasi, pagine.
Bauby riesce a far volare la farfalla leggera del suo animo dall'interno di un rigido scafandro, dando sfogo a un mondo nemmeno immaginabile, sbattendo una volta la palpebra per dire sì, due volte per dire no. Sempre con il battito di ciglia, egli ferma l'interlocutore su una lettera dell'alfabeto che gli viene recitato secondo l'ordine di frequenza della lingua francese (E, S, A, R, I, N, T...) e, grazie all'aiuto di una redattrice del suo editore, Jean Dominique riesce a scrivere il libro: pagine disincantate, malinconiche, a tratti sarcastiche e struggenti ma mai di commiserazione.
"C'è tanto da fare. Si può volare nello spazio e nel tempo, partire per la Terra del Fuoco o per la corte di re Mida. Si può fare visita alla donna amata, scivolarle vicino e accarezzarle il viso ancora addormentato. Si possono costruire castelli in Spagna, conquistare il Vello d'oro, scoprire Atlantide, realizzare i sogni di bambino e le speranze di adulto. Fine delle divagazioni. Bisogna che inizi a comporre i diari di questo viaggio immobile, per essere pronto quando l'inviato del mio editore verrà a raccogliere il mio dettato, lettera per lettera. Nella mente mescolo dieci volte ogni frase, tolgo una parola, aggiungo un aggettivo e imparo il testo a memoria, paragrafo dopo paragrafo".
Bauby è stato redattore della rivista francese Elle, è stato un giornalista che ha contribuito a mantenere alto il tenore dei servizi proposti da un mensile femminile, in modo tale da renderlo leggibile anche da un pubblico più ampio.
Il fatto è che un giornalista, quello con la febbre dell'inchiostro, non smette mai di esserlo, nemmeno se rinchiuso dentro una rigida armatura da palombaro: vorrà sempre raccontare quello che sta vivendo, vorrà sempre rendere "gli altri" partecipi, a costo di comunicare con un solo occhio. E' una vocazione, l'ho già detto, no?

2 commenti:

  1. Aperta parentesi: abbiamo molte cose in comune, lo stesso segno zodiacale, la conoscenza della lingua spagnola, l'amore per la lettura e per l'informazione, l'amore per i viaggi e, lo dico sottovoce, anche a me piace molto scrivere, scrivo brevi racconti che naturalmente tengo nel cassetto dopo averli sottoposti alla lettura critica di mia madre. Chiusa parentesi. Accetto volentieri di leggere il libro che hai consigliato. Buona giornata. Monica

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    1. E' un libro di rara intensità, non te ne pentirai.
      Grazie per la fiducia,
      un saluto :)

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