mercoledì 7 marzo 2012

9) Un libro che mi ha fatto crescere

Carlo Cassola è un italico talento che avrebbe meritato, e meriterebbe tuttora, molto più riconoscimento.
Come autore, lo scoprii in terza media grazie ad una lettura inserita nel sussidiario di italiano e ne rimasi molto colpita. Amo lo stile di scrittura di Cassola, fluido, essenziale, secco, senza fronzoli né forzature.
L'amore scoppiò grazie a un breve libro per ragazzi dal titolo Tempi memorabili che oggi è quasi introvabile e non è nemmeno menzionato tra la bibliografia essenziale dell'autore ma è un vero condensato di tutta la sua arte.
Poi fu La ragazza di Bube, un classico intramontabile della letteratura italiana che racconta uno squarcio del secondo dopoguerra grazie a una storia verosimile e pungente, vista attraverso gli occhi di una ragazza che si trova a vivere una situazione scomoda, assieme a momenti di tenerezza e autenticità.
Sebbene tutti i suoi libri rappresentino ancora oggi un continuo spunto di crescita, è Un cuore arido quello che mi ha maggiormente segnato.
Il nome della protagonista è Anna, un nome a cui Cassola è particolarmente legato e che ricorre spesso nei suoi romanzi, così come l'ambientazione toscana. Anna ha diciotto anni, è ritrosa, schiva, caparbia , non ha ancora amato nessuno e, anzi, respinge con disprezzo i corteggiamenti di un compaesano. E nonostante questa durezza, Anna è incredibilmente viva, quasi sfacciata e deliziosamente femminile: pungenti e incredibilmente attenti i suoi occhi verdi che uniti alla sua voce roca, quasi maschile, affascinano e metteno in soggezione gli uomini, suscitando invidie nelle coetanee. Non immune a questo particolare fascino è Mario, fidanzato della sorella Bice, di cui la ragazza si innamora, ricambiata, ma, come spesso accade nella vita reale, senza lieto fine.
Diventa, in un secondo momento, l'amante di un ricco ragazzo di città e, dopo averlo improvvisamente lasciato, Anna sceglie di non avere paura del futuro: decidendo di tornare al suo piccolo paese di origine, è consapevole della reputazione che le aleggia attorno ed è altrettanto consapevole che difficilmente potrà "trovare marito".
«E non invidiava nessuno... "Io non ho bisogno di sistemarmi - pensava Anna - Posso continuare a vivere come vivo". ...Ora, la stessa passione per Mario la lasciava indifferente. E Marcello, aveva contato sempre così poco per lei... "Com'ero sciocca a temere che la mia vita ne fosse sconvolta". Niente, niente avrebbe potuto sconvolgere la sua vita... perché la vita, l'essenza vera della vita, era qualcosa di intangibile. Niente poteva intaccarla: e i fatti, quei fatti di cui si parla tanto, ...erano in realtà senza importanza, senza significato».
Questa protagonista di rara forza non perde mai il fuoco che da sempre la anima: non ha desideri né rimpianti, resta fedele a se stessa, vince le limitazioni e non rinuncia a vivere a testa alta.
Ecco il libro che più mi ha fatto crescere.

Nessun commento:

Posta un commento