martedì 24 luglio 2012

Happy birthday!

Tanti auguri a L'amore ai tempi del precariato!
Come passa in fretta il tempo, guarda come sei cresciuto, come sei cambiato, non ti riconosco più. Vieni qui e fatti abbracciare.

Ebbene, essendo oggi il compleanno della creatura, voglio riproporre la rivisitazione del primo post con cui venne alla luce, ovvero l'idea che ogni uomo che transita attraverso la vita di una donna, lasciando un segno più o meno denso di significato, assomigli molto a un giro in giostra. Ma che giostra?



Per quanto sia piuttosto banale come argomento su cui riflettere, ho recentemente capito che le relazioni amorose e, in generale, i rapporti con l’altro sesso, sono allegorie di giostre di un luna park: c’è chi arriva a collezionare l'equivalente di Disney World, chi Gardaland, chi un semplice agglomerato di tristi giostrine, di quelle che solitamente si trovano nei centri commerciali o ai giardinetti.

La folgorazione mi è venuta quasi due anni fa, quando nel mio personale parchetto divertimenti si è aggiunto lo Scivolo Con Tappeto, ovvero la giostra in cui è necessario scalare un'ardua e sdrucciolevole salita per poi lanciarsi a tutta velocità su gobbuti e ripidi scivoli tramite l’ausilio di panni in feltro.
L'atterraggio avviene solitamente su materassi assolutamente inadatti al loro scopo: dovrebbero essere comodi, accoglienti e voluttuosi, in realtà la tela cerata che li ricopre rende l'impatto ancora più traumatico e penoso.

Ne ho dedotto che questa giostra rappresenti una categoria ben precisa di uomini: la vetta è raggiungibile solo con sforzo e fatica, ma già durante il tragitto si pregusta l’emozione dell’imminente discesa.
Incuranti del fiato corto e del dolore alle gambe, una volta conquistata la vetta, il sorriso è estatico, l’ebbrezza dell’altezza inebriante, le luci sparate dritte negli occhi e l’adrenalina contribuiscono a un beato stordimento dei sensi.
E quando arriva il sacrosanto momento del lancio, però, capita che sia divertentissimo durante i primi istanti, un’emozione mai provata prima, mentre arriva galoppando la consapevolezza di essere totalmente impreparati all'impatto e cresce la certezza che sarà doloroso, molto doloroso.
E così è, in effetti.
Se poi, durante la discesa, il tappeto sguscia via da sotto il culo, la situazione si fa ulteriormente drammatica, dal momento che ci si ustiona ampie parti di corpo a causa dell’attrito con la lamiera.


Altro non è che la sintesi estrema di un certo tipo di relazioni in cui, a un certo punto, c'è quel fastidioso campanello d'allarme che comincia a tintinnare, dapprima molto lieve e via via sempre più martellante. Cerchiamo di metterlo a tacere, di nasconderlo, di ignorarlo... Niente. Lui suona, diventa assordante ma non riesce mai a salvarci da una dolente e rovinosa caduta sulla tela cerata del materasso umido, puzzolente e sempre troppo rigido.


7 commenti:

  1. fantastico!
    e tanti auguri al blog ;D

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  2. Auguri :))) E 100 di questi giorni :D !

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  3. Anche se in ritardo mi unisco al coro...Augurissimi ;) Marco. P.s.: i nostri blog sono nati entrambi in luglio...che caldo :)

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  4. auguri!! è avanzata una fetta di torta?

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    1. Attenzione, sono molto agguerrita quando si tratta di dolci ;)

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