lunedì 23 luglio 2012

Don Chisciotte

Sono nata incapace di sapermi rapportare con l'altro sesso.
E' così, è un'incapacità congenita, intrinseca nel DNA, di cui non mi libererò mai.

Il primo vero primo appuntamento è avvenuto quando avevo 16 anni, relativamente tardi rispetto alla media.
Indossavo Converse sdrucite, jeans strappati al ginocchio e una polo di mio babbo. E non perché mio babbo sia un uomo minuto al punto da poterci scambiare i vestiti, no. Tutt'altro. La maglietta mi arrivava alle ginocchia, in effetti. 
I capelli erano più spettinati e indisciplinati che mai, vedevano la spazzola ancora più raramente di adesso. Quando il tizio provò a baciarmi, io tenni le labbra serrate per almeno i primi 15 secondi.


Mi è venuto in mente tutto questo quando oggi pomeriggio, guidando per le strade della my little thermal town, ho fatto attraversare una giovane coppietta di adolescenti che si tenevano per mano e suppongo si stessero sussurrando parole tenere.
Il Lui altri non è che un vicino di casa che per tutta l'infanzia e oltre ha fatto coppia fissa con un'altra vicina di casa. Lui carino, lei proprio bruttarella fin dalla più tenera età. Eppure erano sempre insieme, affiatati e cretini come una coppia di cocorite dell'amore, al punto che tutto il vicinato era addirittura certo che, un giorno, avrebbero convolato a nozze.
Ricordo che un inverno, quando tornavo dal liceo e l'autobus mi lasciava poco distante da casa, li vedevo sempre giocare nella neve con un cane husky: lo mettevano sulla slitta e lo trascinavano divertiti tra sforzi immani, ilarità fanciullesca e la perplessità di tutti gli astanti. Una coppia così è effettivamente destinata, un giorno, a tappezzare il paesiello di volantini matrimoniali, di quelli in cui una foto fatta alle macchinette della stazione è accompagnata da frasi che mettono la tristezza nel cuore tipo "E adesso siete ingabbiati!!!". 


Ma tant'è. L'amore ai tempi del precariato è quanto mai imprevedibile e i due si sono lasciati, non so né quando, né per volontà di chi.
Il Lui, il ragazzetto idiota che anni addietro metteva l'husky sulla slitta, s'è fatto furbo e teneva per mano una ragazzina dalle fattezze angeliche, ben lontana dalla bruttarella padrona del cane sopracitato.


La morale? Ebbene, ce l'ha fatta lui e io sono ancora qui, a 25 anni suonati, a collezionare situazioni grottesche e improbabili, l'ultima delle quali mi ha vista impegnata in un incontro tutt'altro che rovente, avvenuto sui sassi della riva di un fiume. 
Oltre ad essermi tumefatta le ginocchia e distrutta la schiena (in fondo, non son più una ragazzina), l'apice è stato raggiunto quando mi è stato domandato "Ti diverti o vuoi andare a casa?". 
Non credo sia necessario aggiungere altro.

2 commenti:

  1. Non aggiungere altro..basta così..ma non credo sia colpa tua e del tuo DNA, la verità è che è proprio l'altro sesso ad avere gravi lacune :)

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