mercoledì 8 agosto 2012

Memorie di una giornalista sfigata

Come ho chiarito qualche giorno fa, non ho voglia di scrivere.
Ripropongo quindi un'esperienza vissuta qualche mese fa, riveduta e corretta perché, con questo racconto, ho deciso di partecipare a una specie di concorso.
Ho dei problemi.
Grossi.
Ciao, torno alla mia piscina gonfiabile comprata su Amazon.

Qualche mese fa, la mia morbosa curiosità mi ha spinto a un'esperienza universalmente ritenuta squallida e grottesca: lo speed dating.
Dovuta premessa: cos'è lo speed dating? Trattasi di una serie di appuntamenti al buio, solitamente organizzati in un luogo dall'atmosfera lounge: candele, musichetta rilassante, rumori ovattati, drink (oddio come odio questa parola) raffinati.
I partecipanti vengono fatti sedere uno di fronte all'altro, disposti su due file parallele di sedie ai lati opposti di vari tavolini, e hanno 5 minuti di tempo per parlare, presentarsi, conoscersi. Gli uomini sono disposti in una fila, mentre le donne in quella opposta e sono gli uomini a scalare posto di volta in volta, al suono di un campanello che scandisce le varie sessioni di approfondimento, chiamiamole così.
Sì, l'ho fatto.Però all'Ikea.
A San Valentino, cristosantissimo.
Quindi niente luci soffuse, tanto meno l'ambiente sofisticato a fare da sfondo.
3,99 euro per aperitivo a buffet e una ventina di uomini con cui scambiare chiacchiere a profusione. O, nel mio caso, BALLE a profusione.
Innanzitutto, ho detto di chiamarmi Valeria e per un esiguo numero di minuti mi sono pure crogiolata al pensiero che mi si addicesse parecchio, salvo poi dimenticarmene e presentarmi col mio vero nome in plurime occasioni.

Arrivo in ritardo e ad accogliermi la canzone di Fausto Leali "Vivo per lei". Non mi sento a mio agio, direi.
Un azzimato presentatore in smoking luminescente mi fa accomodare dopo avermi appiccicato alla maglietta un'etichetta a forma di cuore con il nome. O, meglio, col nome fittizio.
Il primo ad accomodarsi di fronte a me può tranquillamente essere mio padre, forse un attimo più vecchio, ma questo non lo frena dal focalizzare l'attenzione su quel punto del corpo umano femminile tra collo e ombelico.
Begli occhiali - esordisce - sono vintage?
Grazie! e, mentre cerco di trovare una risposta intelligente all'osservazione sullo stile vintage, ribatte:
Aspetta, girati un po'... Ah no, non sono vintage. Li hai comprati di recente?
...Li ho cambiati da poco...
Ah ho capito... A me piace molto lo stile vintage, vado sempre in cerca dei mercatini.
Da quel momento e per i rimanenti 4 minuti circa, una serie di sproloqui sui mercatini del vintage di cui io sembro la massima esperta, nonché cultrice.
Suona la campanella, avanti il prossimo.

Ciao, io sono Alberto!
Alberto ha tutta l'aria del bravo ragazzone che non ha idea alcuna di come si seduce il cuore di una donzella.
La mia mente, in effetti, ci mette ben pochi attimi a partire per la tangente, costruendo fantasie su improbabili premiazioni Pulitzer in cui è Hugh Jackman a consegnarmi l'ambito premio.
Riesco a cogliere brevi stralci del monologo in cui racconta che il suo mestiere consiste nello scrivere i manuali di utilizzo per macchinari ottici. Oddio, ho pure il coraggio di incoraggiarlo con un convintissimo Mmh interessante!
Mi risveglio solo quando mi viene rivolta la fatidica domanda E tu cosa fai nella vita?
Per un attimo ho la tentazione di dire Affitto l'utero per 20.000 euro al mese, ma poi viro ad un classico quanto improbabile Sto finendo di studiare e sono in graduatoria per insegnare matematica alle superiori. Seh, come no. Sono proprio credibile, io che ancora non ho imparato la tabellina del 7.
Ah dai, non ti davo della matematica! Hai più l'aria di una che studia materie umanistiche!
Ma pensa, Alberto.
Suona nuovamente la campanella e sento di dover fare un mentale sospiro di sollievo.

Improvvisamente, qualcosa di terrificante coglie la mia attenzione: un volto noto del maggior quotidiano di città e provincia sta documentando fotograficamente l'ikeico San Valentino parmigiano. Non posso permettere che la mia copertura salti.
Imploro con lo sguardo l'amica che mi ha accompagnata, salvo poi ritirarsi, e cerco di comunicarle a gesti convulsi di impedire alla fotografa di immortalarmi in questa situazione. Sarebbe veramente imbarazzante oltre ogni limite.
Nel frattempo, devo concentrarmi su Alessandro: di fronte a me siede, cazzo, uno degli assistenti più rognosi della mia facoltà. Dissimulando con molta abilità il mio stupore, unito a una buona dose di nervosismo, sorrido come un'isterica e ascolto con molta cautela quel che ha da dirmi.
Sì, all'Ateneo di Lettere mi è scaduto il contratto e ora insegno in un liceo scientifico di Parma, spiega con una certa autorevolezza. Mentalmente sto esultando sbracciandomi, saltando, ballando, cantando, altro che tre metri sopra il cielo.
E tu? Di cosa ti occupi? quanta formalità, non ha proprio dimenticato i modi da sessione d'esame.
Lavoro per l'Ansa. Non riesco a credere di averla sparata così grossa. Il karma mi punirà, lo so.
Nuovamente, la campanella mi salva mentre racconto avventure al limite del credibile di come io sia un'ispiratissima fotografa in cerca del reportage capace di farmi approdare al National Geographic e così via. Cercami su Facebook, dice alzandosi. Ok, annuisco mentre nascondo un moto di puro ribrezzo per i suoi denti in avanzato stato di decomposizione e la capigliatura con forfora e riporto.
Ho già detto varie volte che sono una persona orribile, non c'è bisogno di ripeterlo.

Il candidato successivo fisicamente è una sorta di mastro lindo ma mi avvince la descrizione del suo lavoro.
Sono uno psicologo, ho uno studio e principalmente lavoro con i rugbisti. Sai, ne hanno molto bisogno...
I rugbisti? Non riesco a nascondere un certo disorientamento... I rugbisti sono quelli che si danno spallate nel fango per una palla ovale, vero? Quelli che a fine partita dimenticano rivalità e antagonismo e vanno tutti insieme a trangugiare pizza accompagnata da fiumi di birra? Devo assolutamente farlo presente a uno dei miei redattori, parmigiano d'acciaio e vecchia gloria del rugby locale.

Mentre un ragazzo dalle sopracciglia depilatissime si siede con poca grazia al mio tavolino, comincio a meditare una via di fuga.
Mi guarda mugugnando.
Io vivo coi miei. Bé, penso sia ragionevole data la giovane età, 26 anni circa.
Ah dai. Mai pensato di andare a vivere, che ne so, con i tuoi amici?
Ma và. Io a casa ci sto bene, cosa credi.
Capisco.
E poi son di poche parole.
Ho notato.
Fai sport?
Mmm... Cammino.
Vai in discoteca?
Non direi.
E dove vai alla sera?
Affanculo, vorrei rispondere.
Cinema, pub o locali con musica dal vivo. Dipende...
Ah. Io comunque non parlo molto... Non mi viene da parlare.
E fai bene a tacere, mio caro.
Driiiiiiiin. Addio cretino.

Marco, quello che decido essere l'ultimo speed date della serata e, probabilmente, dell'intera vita, deve dare a giorni l'esame da pilota di aerei di linea. Non il mio tipo, capelli troppo irti e abbigliamento che ricorda Vacanze a Cortina '92, ma decisamente il più simpatico, soprattutto quando confessa tutto l'imbarazzo provato nel conversare con donne molto più mature di lui. Al che sento di chiedergli un consiglio: Quindi, tu cosa faresti se volessi fuggire da qui senza essere visto?, chiedo a bassa voce, per non essere sentita dagli organizzatori che già mi hanno intimato di non abbandonare la mia postazione. Infila la giacca e vai. Messaggio ricevuto, passo e chiudo.

11 commenti:

  1. Bellissimo questo post :) mi sono divertita un sacco !
    E ammettilo...pure tu un pochino ti sarai divertita a fingere di essere chi non eri e a paraculare un po' questo e un po' quello...;)

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  2. Ha rubato la mia attenzione il tuo blog per diversi motivi, anche se già il suo nome sarebbe bastato. Poi però leggo di una donna alle prese con la maledetta voglia di scrivere ed eccomi qui... Questo pezzo è divertentissimo, mi piace come scrivi, se ti va passa a trovarmi, mi sono unita ai tuoi lettori. Sono una blogger e aspirante critica...una che ha definitivamente rinunciato a quel maledetto tesserino da pubblicista...ho deciso, non lo voglio, e puoi immaginare perché...a presto, ti aspetto!!! =)

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    1. Posso immaginare, posso, sì :) Io ce l'ho fatta qualche mese fa, anche se ancora non ho ben capito quali vantaggi mi dia.
      Grazie mille per l'attenzione, da parte di una "critica" è incredibilmente lusinghiero :) A presto allora!

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  3. Mitico post.Lo avevo letto e riso come un matto anche nella versione originale.La director's cut è anche meglio :)

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  4. ah ecco la replica! ho capito ora :)
    come va con la nocepesca e l'infuso di metà agosto?

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    1. Ancora degente, oggi the verde e melone. Ma almeno ho la pancia piatta! E tu? La rimasterizzazione? :)

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  5. anch'io ho la pancia piatta :)
    la rimasterizzazione è alle spalle: è stata breve ma intensa.
    in bocca al lupo per la degenza e a presto (in forma)!

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  6. So che è un post vecchio... ma alla fine perchè ci sei andata? per curiosità, per necessità, o per lavoro?

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    1. Curiosità, tanta, troppa, inesauribile curiosità che a volte ho il privilegio di trasformare in lavoro :)

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