venerdì 12 ottobre 2012

Come la Corrida

Avendo genitori giovani, quando ero bambina al sabato pomeriggio venivo scaricata dai nonni materni con tanto di zainetto contenente pigiamino, mutande, calzettoni antiscivolo (che uso ancora), un secchiello di Lego, un elefantino azzurro, un blocco di fogli di carta e una penna. Già dovevo prendere appunti. Su cosa, non si sa.
Loro andavano chissà dove e a me toccava mangiare come un camionista bulgaro, guardare la Corrida e a letto appena finiva. Meno male che avevo il mio amico immaginario a tenermi compagnia.
Comunque, la gente della Corrida mi metteva tantissimo a disagio, tant'è che nascondevo la faccia tra i cuscini del divano o, in alternativa, mi tappavo le orecchie per non sentire urla, fischi e campanacci.
Penso che quel programma abbia devastato la psiche di tutti coloro che sono stati bambini negli anni '80. Io ne ero terrorizzata.
In età adulta, ho capito che era semplicemente imbarazzo elevato all'ennesima potenza. Quell'imbarazzo che non ti coinvolge in prima persona ma capace comunque di dare fastidio.
Oggi, rifacendomi a quel trauma infantile, per alcune situazioni ho coniato l'espressione Mi vergogno come quando guardo la Corrida.
TOP 3 del vergognarsi come quando guardo la Corrida:

Le tardone vestite da giovani. Le trovi a mazzi nei locali, corredate da gonne giropassera piene di strass e strappi in tinta con la cover dell'iphone, stivaloni a mezza coscia, truccate con la cazzuola e con un'inesauribile voglia di biiiip.
Io non riesco nemmeno a guardarle dall'imbarazzo e invece i miei amici penemuniti già si fregano le mani.

Gli attori di alcune pubblicità televisive/radiofoniche. Lo so che non è colpa loro, lo so che è un mestiere come un altro, ma quando mi incitano con inesauribile entusiasmo a dire che l'olezzo più persistente è l'odore di sudore o quando, con voce profonda e sprezzante per le convenzioni sociali, vogliono convincermi che andare a casa del fidanzato con un mazzo di rose è il modo giusto per rivoluzionare il mondo, è più forte di me. Devo cambiare canale prima che mi venga di nuovo l'impulso di nascondere la faccia sotto al plaid.
(a proposito di pubblicità, quanto sei figo nuovo capitano dei bastoncini Findus)

Il vicino di tavolo al ristorante. Il quale pontifica con la squinzia di ultima generazione su quale sia il significato recondito di Spa, inteso come centro benessere. Il tutto condito da squittii e palpatine tra le pieghe della candida e ignara tovaglia.
Ah no, quella non è vergogna. Quella è voglia di impugnare la forchetta e compiere una strage.

8 commenti:

  1. Oddìo, succede spessissimo anche a me...se guardo la tivvù e qualcuno da una risposta a capodicazzo o magari scivola e gli si scopre il culo..sai, cose di questo tipo no?
    Ebbene o mi nascondo, come fai tu, sotto ad un coscino oppure devo per forza cambiare canale...
    Se fossi nei panni di quei tipi ingoglierei la lingua all'istante!

    RispondiElimina
  2. A me procran la stessa sensazione anche i "vocalist" delle discoteche, che dicono cose a caso con un timbro di voce particolarmente fastidioso.

    RispondiElimina
  3. Un saluto...mi pare che ultimamente stiano cambiando delle cose..:) In bocca al lupo.. ;)) Marco

    RispondiElimina
  4. Sono rimasto indietro con i tuoi post, ma recupero. Giuro.

    RispondiElimina