sabato 17 novembre 2012

Se un pomeriggio di quasi inverno una traslocatrice


Ho deciso che devo al più presto cominciare a rispondere a casaccio alla gente che mi fa domande cretine.
«Lei sa mica perché non esiste la confezione da 20?» si rivolge a me, l'altro avventore in parafarmacia.
«Forse ha sbagliato ingresso, la tabaccheria è proprio qui di fronte».
E invece no! E invece devo impegnarmi per dare risposte molto più creative.
«Lei sa mica perché non esiste la confezione da 20?»
Ah com'è giallo il sole oggi! Giallissimo, mi creda.
Ecco. Perché mi sa che i miei nuovi vicini non sono un popolo di sveltoni.
Se mi vedi parcheggiata a margine della strada, intenta a scaricare uno scatolone da cui spuntano libri, dvd e le stecche per le tende e, sottobraccio, un tappeto arrotolato in bilico assieme ad un borsone ripieno di lenzuola, è veramente inutile chiedere «Signorina, sta traslocando?».
Ma secondo te, pezzo di pirla?? Ti pare che mi stia divertendo a passare le uniche due ore di pausa dal lavoro per giocare a vediamo quanto ci metti a sfracellare a terra lo scatolone con le tue tazze preferite?
Io so che qualcuna di voi può capirmi. Il trasloco da zitella è una faccenda incresciosa.
Perché sì, è vero che ad aiutarmi c'è anche il coinquilino, ma solo quando, giustamente, non ha da sbrigare le faccende sue e quando, giustamente, anche lui è impegnato nello spostamento di scatole, borse, valigie.
Che lui ha da aiutare la coinquilina, ovvero la fidanzata sua. E lo so che mi vogliono bene come al cucciolo di casa ma, obiettivamente, non ho orari di lavoro che ben si conciliano con la vita degli altri esseri umani.
Quando tutti vanno a letto, è il momento buono in cui io devo infilare jeans e cerata gialla per uscire sotto la pioggia a fare un servizio sulle foglie secche che occludono i tombini di scolo.
E quindi nulla... Mi sono stesa sul letto provvisorio per immedesimarmi.
E quindi le pareti tutte bianche mi mettono un po' di malinconia.
E poi c'è questo armadio con le ante arancioni che proprio non mi va giù.
E c'è che non so di che colore scegliere le tende, oltre al fatto che i miei libri non hanno ancora una casa.
Però ho comprato un meraviglioso baule antico che fungerà da comodino.
Ma c'è la determinazione ad affrontare tutta 'sta tonnellata de robba e arrivarci in fondo sana e salva.
E, soprattutto, c'è sempre il Pronto Pizza.

8 commenti:

  1. ti capisco... ho affrontato il trauma del trasloco qualche anno fa... da sola con la mia ford fiesta... viaggi su e giù tra le due case..all'epoca facevo incetta di cartoni vuoti peggio di un barbone della stazione... poi un paio di giorni per i mobili con un furgone a nolo e l'aiuto di un mio ex ( aveva molto da farsi perdonare il bastardo ) ... una cosa allucinante davvero!!! in bocca al lupo :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. come ti capisco... su e giù io e la mia polo che ormai è più lercia del furgone di ritiro spazzatura, senza contare che ho dovuto chiedere gli scatoloni ad un sexy shop.

      Elimina
  2. uh bè meno male che c'è lui! povera stella! ti abbraccissimo!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ormai ce l'ho quasi fatta! Manca solo la cassettiera da montare :)

      Elimina
  3. oddio..
    le tazze no, non devono rompersi! :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Incolumi, per fortuna. Però ho rotto la vaschetta del frigo.

      Elimina
  4. Da me c'è "pronto kebab".
    Non ho mai osato tanto anche se devo ammettere che mi inglosisce l'idea.
    E' che poi tutto l'appartamento mi puzzerebbe di kebab, per questo rinuncio, non si sa mai che mi risvegli con un turco nel letto. Niente contro i turchi... ma i baffi che mi solletticano il collo proprio non li sopporto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti dirò... A me la pizza dà sempre una grande soddisfazione, soprattutto quando a prepararla sono gli altri :P

      Elimina