giovedì 28 giugno 2012

Come promesso

Notoriamente, a me di calcio non frega nulla.
Ma avevo promesso che in questa occasione mi sarei dipinta la faccia.
D'altronde, di questi tempi, Italia-Germania ha una simbologia imprescindibile e io non potevo venir meno agli italici riti scaramantici.
Come promesso, eccomi.

Pubblicità ingannevole

Ma io dico... Ma perché la pubblicità mi vuol far credere che, se vado in crociera con un'amica, mi ritrovo un gran bel pezzo di gnocco, spettinato e barbuto come piace a me, timidino, fighissimo e solo soletto sul ponte della nave??
Perché, capiamoci, mica succede davvero. 
E' che io son sempre stata molto boccalona con le pubblicità, ancora oggi adoro spegnere il cervello e lasciarmi cullare da immagini patinate e artificiose accompagnate da musiche che sembrano nate apposta per quel prodotto lì.
E, a tal proposito, vorrei onorare una delle migliori pubblicità mai prodotte per il piccolo schermo. Amen.


martedì 26 giugno 2012

Azzurro giornalista

E' stata un'epifania improvvisa, questa.
Non una convinzione maturata nel tempo, no. 
O, meglio, lo sapevo ma senza esserne consapevole.
E poi, improvvisamente, è divenuta una certezza.

Ero a Pianaccio questo week end, dispersa sull'Appennino bolognese per due giorni all'insegna del giornalismo e dei salotti radical chic di sinistra. 
Essì perché questo paesino che al catasto fa 18 abitanti d'inverno e 36 d'estate ha il merito di aver dato i natali a Enzo Biagi.
Quattro anni or sono, le figlie hanno istituito il Premio dedicato alla memoria del giornalista che, per quanto mi riguarda, ha rappresentato l'equivalente di Bruce Springsteen, Superman, Ayrton Senna e l'agente 007.
No, io non ho vinto, né partecipato: un amico ha vinto l'anno scorso ed era tra i giurati. Io non sono così brava, no.
Sabato, durante la serie di interventi tenuti durante la celebrazione e i successivi festeggiamenti, mentre mi guardavo attorno ho realizzato che, solamente tra il mio gruppo di amici, amici di amici, conoscenti, amici di conoscenti, 8 giornalisti su 10 avevano quella cosa. Me compresa.

In realtà volevo dire "Ciao mamma".
La camicia azzurra. 
I giornalisti hanno una inspiegabile predilezione per le camicie azzurre.


Altro esempio di camicia azzurra e
di come io possa addormentarmi ovunque.


giovedì 21 giugno 2012

10 buoni motivi per sposarmi

No eh. Mica mi sposo.
E' che un'amica, complici un paio di sangrie di troppo, mi ha detto: "Tu sei l'emblema della donna da NON sposare". E io voglio invece dimostrare il contrario:

- Sono una persona dalla mente aperta e flessibile.
Soprattutto, previa consegna di un (cospicuo) buono Amazon/Feltrinelli, si può risolvere qualsiasi diatriba.
Es: ho trovato numerose riviste porno, nonché filmini, nascosti sotto il letto? No problem, 200 euro di credito  di cui sopra e il nostro amore ha ancora senso di volare verso l'infinito e oltre. 


- Come cucino io pasta al pomodoro, pollo alla soia e tiramisù nessuno mai.
Ma sono anche molto brava ad alzare la cornetta e chiamare il Pronto Pizza. 


- Canto le Spice Girls meglio di come farebbe Laura Scimone.
E, insieme a me, duetta Rougi, il mio gatto preferito.


- Non sento la necessità di essere accompagnata a fare la spesa o a fare shopping. 
Anzi, da sola è meglio. I consorti che aspettano come cani al guinzaglio fuori dai camerini mi fanno venire voglia di lanciare una petizione in loro favore: "Al sabato pomeriggio fate un'opera buona. Lasciateli giocare a calcetto".


- La comunione dei beni comprende libri, dvd, barattoli di marmellata, nutella, gelato, sacchetti di biscotti e patatine, bastoncini Findus, sciampi, balsami e creme.
Ma i conti correnti rimarranno separati.

- Viaggiare insieme è molto fico.
Ma anche le ferie separate non sono male.


Sono farmacomane.
Indi, avrò sempre il rimedio giusto al momento giusto.

- Se fai tardi con gli amici, mai e ripeto MAI ti aspetterò sveglia. 
Soprattutto, non svegliarmi.


- Non giro per casa indossando biancheria sexy: evito distrazioni e inutili grattacapi.
A tal proposito, cito le mutande a fantasia di ananas.

- Recito a memoria dalla prima all'ultima battuta dei Goonies.
«Cominceremo con le ditine piccoline e cicciottelle, poi con le manine paffutelle e poi con le bracette rotondette.»
«Uuuhuuuuh» (Chunck frigna)
«Dimmi subito dove sono i tuoi amichetti!»
«Uuhuuh nel camino.»
«Non dire bugie!»
«Giuro su dio siamo andati nella soffitta del padre di Micki e abbiamo trovato una mappa che diceva che sotto questo posto c'è un tesoro sepolto!»
«Andiamo, non ci raccontare stupidaggini.»
«Ehi ragazzino. O ci racconti tutto o ti frulliamo.»
«Tutto tutto??»
«Tutto tutto.»
«Va bene, vi racconto tutto. Quando ero in terza ho copiato all'esame di storia.Quando ero in quarta ho rubato il parrucchino di zio Max e me lo sono messo sul mento per fare Mosè alla recita della scuola. Quando ero in quinta ho buttato dalle scale mia sorella Aidi e poi ho dato la colpa al cane.
Ma la cosa più cattiva è stata quando ho fatto una bottiglia che sembrava vero vomito, la sera sono andato al cinema e ho nascosto la bottiglia nella giacca. Sono salito in galleria e poi... po po poi ho cominciato fare dei versi così Bleah Bleah Bleaaaaaahhhh e ho versato quella roba sul pubblico che stava di sotto e allora è successo un vero finimondo, tutti hanno cominciato a vomitare e si vomitavano addosso l'uno con l'altro.»

venerdì 15 giugno 2012

Così è se ci piace


Prendendo spunto dal recente post dell'amico Kovalski, vorrei apportare il mio FONDAMENTALE contributo di cui tutti sentivano l'esigenza.
Lui, da buon maschietto, spende parole di critica verso gli esseri di sesso femminile che, dopo un incontro casuale, hanno il brutto vizio di rimanere aggrappate come koala.
Ora, io non voglio farmi portavoce degli oppressi e degli afflitti, men che meno avanzare un referendum per obbligare alla cordiale ospitalità di tutte le galline che vi passano tra le lenzuola, piuttosto vorrei farvi presente che se una tipa, una qualsiasi, finito l'ambaradan, si riveste in tutta fretta e se va con una rapidità tale da lasciarvi il dubbio che la cosa sia avvenuta davvero, vuol dire che è il momento propizio per mettere in discussione le vostre doti amatorie.
Svegliatevi, signori miei.
Se la donzella non si intrattiene nemmeno un po' in vostra compagnia, non è per assecondare il vostro galateo della scopata di cortesia ma perché, come minimo, vi puzza il fiato o, nella peggiore delle ipotesi, vi puzza anche qualcosa di più.

Mi spiego meglio: non nego che alcune romanticone si siano effettivamente perse un passaggio nell'evoluzione della specie e immancabilmente sognino ad occhi aperti il giorno del matrimonio dopo il primo tête-à-tête, oltre a prendere le misure dell'armadio sbirciando oltre la vostra spalla, ma ce ne sono anche tante sufficientemente sveglie da intuire quale sia l'entità del vostro affetto reciproco.
Per cui, se una ragazza rimane supina e non afferra con urgenza le mutande, spesso è perché magari, e dico magari, avete imbroccato la strada giusta e lei vi sta concedendo l'opportunità di una doppietta. Intesi?
Inoltre, portarsi lo spazzolino in borsa non è un'abitudine tanto deprecabile, miei cari e adorabili fringuelli.
Io PAGHEREI per un uomo che si tiene sempre in tasca almeno le vigorsol gusto menta molto fresca e mi fa il favore di non limonarmi con quel retrogusto di calzino dimenticato dietro la scarpiera.

giovedì 14 giugno 2012

Canta che ti passa

So che è una cazzata. Lo so. Però l'oroscopo lo leggo, è più forte di me.
Quello di Robert Brezsny, del settimanale Internazionale, per intenderci, è il mio preferito in assoluto.
Più che essere una "lettura degli astri", sono i consigli spassionati di un mezzo pazzo santone-dandy-alternativo e, non so perché, ma ci becca. Eccome se ci becca.

"Il dolore che proverai la prossima settimana sarà direttamente proporzionale all’amore represso e trattenuto. Perciò se lascerai che il tuo amore scorra liberamente come un ruscello di montagna durante un temporale, forse non dovrai affrontare nessun dolore. Dici che esprimere in modo strategico il tuo affetto ti fa sentire più forte e meno indifeso? In altre occasioni sarà anche vero, ma non adesso. Incondizionato e disinibito devono essere le tue parole d’ordine.", disse la scorsa settimana.

Amore represso e trattenuto non so, Brezsny mio caro. Sicuramente è stata una di quelle settimane da eliminare dalla memoria tramite elettroshock, lobotomia e gocce di tranquillanti inserite abbondantemente in ogni orifizio.
La settimana da lui descritta, grazie al cielo, si conclude oggi e la mia personalissima scelta è stata quella di affrontare il dolore.
Come?
Canta che ti passa!

E fu così che, per esorcizzare, mi immersi in un'ardua camminata, sfidando l'intemperia che da giorni non lascia tregua alle colline parmensi, sicura che affrontare il vento contrario fosse la giusta metafora della vita da portare a compimento senza cedimenti.
Senza dimenticare il lettore mp3 (ovviamente non sono così avanti da avere l'ipod) che aveva il consueto compito di fare da giusta colonna sonora. È che guardo troppi film, sì.
Quindi mezza lacrimuccia durante il ritornello di I try dei Frameless, canzone che avevo quasi lasciato cadere nel dimenticatoio e riemersa grazie alla riproduzione casuale, coreografie improvvisate e performance liriche inarrivabili  per La terra dei cachi, gli LFMAO e... Sì, lei. Quella bruttona della Gaga che però l'ha imbroccata non giusta, giustissima.
Quindi non mi sono improvvisata passeggiatrice agghindata con borchie e calze a rete, ma nemmeno mi sono risparmiata in quanto a scimmiottamenti, credendo di essere da sola.
Credendo, appunto.
Che lo dico a fare che all'ultimo assolo di Born this way sono stata poi sorpassata da un gruppo di corridori super fisicati che hanno trattenuto a stento le risate, vergognandosi per me come quando guardi La Corrida?

domenica 10 giugno 2012

A dedication to.

C'era una volta
una ragazza approdata quasi per caso in una città dell'Italia centrale, una città tanto bella e accogliente, quanto sinistra ed imprevedibile.
La ragazza aveva solo se stessa, una valigia rossa e una penna blu nella tasta del suo impermeabile beige, non sapeva bene quale fosse il suo ruolo in quella città e, come nei migliori film americani, per riflettere e per passare il tempo si recò ad una mostra fotografica allestita, si può dire, sottoterra.
Lì vide un sacco di foto meravigliose che immortalavano i mille e più volti dell'Italia degli anni '50, foto in bianco e nero ma così colorate da mozzare il fiato in gola.
Vide persone che guardavano le foto di sfuggita, senza cogliere la bellezza e la poesia di un Paese perennemente pieno di contraddizioni, ascoltò commenti entusiastici e commenti fuori luogo.
E poi ascoltò una voce squillante, una voce che faceva piegare gli angoli della bocca all'insù, volenti o nolenti.
Questa voce squillante si prese carico della ragazza, la condusse alla luce del sole e radunò attorno a sé un gruppo di ragazzi da tutta Italia che, nonostante per la maggior parte dell'anno siano lontani, restano sempre amici. Culi e pataglie, come si dice dalle mie parti, perché accomunati da una passione che è quasi la ragione di vita, mossi dallo stesso vento che non sempre tira dove dovrebbe.
La voce squillante è la brezza che ha unito questi ragazzi alla deriva, li ha fatti mangiare insieme seduti sulle scalinate della città dell'Italia centrale, li ha fatti sentire vicini, li ha abbracciati.
Questa voce squillante mi ha fatto un regalo: mi ha dato una parte di sé e un cuore che tengo sempre vicino al mio.

Questo è l'elogio a un'Amica, di quelle vere, di quelle che vedi poco ma ci sono sempre, di quelle che non mollano e non ti fanno mollare, di quelle che ti raccolgono, ti raddrizzano e ti sorridono sempre, anche se nemmeno per loro il momento è buono.

sabato 9 giugno 2012

(S)pettinamenti

Cosa succede se per una volta la Femmina Omega ha i capelli pettinati a dovere, non scombinati come appena uscita dalla centrifuga, morbidamente ondulati senza l'intervento del parrucchiere, privi degli odiosi effetti collaterali per cui ogni giorno ringrazio l'umidità che mai manca nelle Terre Verdiane?
C'è che mio nipote mi ha fatto cambiare balsamo.

Che poi non sarebbe nipote, sarebbe cugino, ma da quando è nato suo fratello, pochi mesi fa, per dinamiche famigliari a me oscure hanno cominciato a definirli "i tuoi nipoti". Che nipoti siano, allora.

Come spesso accade, mercoledì sono andata a prenderlo a scuola.
Ora, non è il mio cuore de zzzia a parlare, non solo, ma per avere sette anni mio nipote è veramente intelligente e acuto:
«Fili, vuoi anche tu un Estathe?»
«No.»
«Come mai?»
«Non mi piace.»
«Io sono ghiotta di Estathe.»
«Non è vero.»
«...Come non è vero?? Certo che è vero!»
«Invece no. L'Estathe è una cosa da piccoli e tu non sei più piccola.»

Cristo.
E' quindi facilmente intuibile quanto sia complicato intrattenerlo senza che si annoi, senza mi faccia sentire una ritardata e senza che poi vada a riportare  strane cose a sua madre che implicherebbero un'ordinanza restrittiva nei miei confronti.
Dopo aver pazientemente atteso che scambiasse le figurine dei Puffi con i suoi compagni (a proposito, gli manca solo l'84. Per cortesia se qualcuno la trova mi contatti per evitare crisi esistenziali che stanno inesorabilmente portando una famiglia alla deriva!), ho deciso di portarlo con me da Risparmio Casa, questa enorme specie di discount contenente solo, ovviamente, cose per la casa.
Non ricordavo però che vendesse pure giocattoli...
Posso assicurare che non è il genere di bambino che si mette a strepitare per le corsie dei supermercati facendo capricci insopportabili, però fa gli occhioni. E a me si stringe il cuore, non so dire di no.
Indi, per evitare di accampare scuse, l'ho dirottato verso le scansie Balsami.
«Fili vieni! Aiutami a scegliere un balsamo.»
E fu così che mi toccò spiegargli a cosa esattamente mi serviva il balsamo, quali caratteristiche essenziali doveva apportare alla mia chioma spettinata, fargli annusare barattoli e flaconi per un totale di un'ora e venti di permanenza nel negozio (ovviamente con ripetute e fugaci occhiate al reparto giocattoli che non ho assecondato).
Alla fine, mi sono lasciata convincere all'acquisto di un barattolone di roba verde ghiacciolo, la cui etichetta millanta proprietà liscianti e disciplinanti, oltre a consigliarne l'uso addirittura professionale, alla modica cifra di 1,99 euri.
Quando è venuto il momento di utilizzarlo, sono stata colta da rimpianti e sensi di colpa... Guardavo di sbieco l'enorme barattolo verde, disillusa che potesse essere veramente un acquisto rivoluzionario e maledicendo Risparmio Casa, oltre alla mia mancanza di idee per le attività post scolastiche di mio nipote.
E invece... Invece la Femmina Omega ha dovuto ricredersi, rimirando il miracolo ottenuto senza l'ausilio di piastre, spazzolone e ammenicoli vari.


lunedì 4 giugno 2012

Siete meravigliosi

Gente, siete veramente degli esseri meravigliosi. Come poi arrivate a me ancora devo capirlo ma mi regalate sempre secchiate di emozioni. Grazie.



domenica 3 giugno 2012

Tra le tante cose che mi annoiano...

...Ne ho scelte dieci.
Visto che sono una persona sempre aggiornata, al passo con i tempi, nonché con le mode, ecco che, dopo Le 10 cose che mi fanno stare bene e Le 10 cose che non mi fanno stare bene, raccolgo l'invito a elencare (solo) dieci cose che mi annoiano.

10- I film dove il/la protagonista è il detentore di una verità suprema e deve convincere il mondo a fare come dice lui/lei.

9- La gente che quando racconta un fatto qualsiasi dice continuamente "E allora io gli ho detto... E poi mi ha detto... E poi mi fa... E allora io gli faccio".

8- "Eh ma ciao! Ma cosa fai adesso nella vita??": ovvero, convenevoli inutili quanto posticci.

7- I post troppo lunghi di gente che si crede troppo spiritosa. SE DESCRIVI MINUZIOSAMENTE OGNI DETTAGLIO DELLA TUA VITA "PAZZERELLA" NON FAI RIDERE.

6- Tu che in autobus ci metti un'ora per capire a che fermata devi scendere. Guarda siediti e, quando è il momento, ti dò io una pedata nel punto giusto.

5- Gente che racconta preparativi di matrimoni, prove di convivenza, dinamiche di coppia.

4- Aspettare.

3- Gli articoli che non vanno dritti al punto. SE NON SAPETE COS'E' IL DIRITTO ALL'OBLIO NON FATE I GIORNALISTI, OK?

2- Gente che, senza motivazione alcuna, mi racconta i cazzi propri. TE L'HO CHIESTO?!

1- Le battute di merda riassumibili nel classicone senza tempo: "Sono impegnata" "Guarda che io non sono geloso eheh."

sabato 2 giugno 2012

Son cose utili

In occasione del 2 giugno, mi sento di fare una proposta al nostro Governo che, ogni giorno, ha idee sempre più brillanti e geniali, tipo fare una parata da 13 milioni di euro quando la mia Regione è in ginocchio.
Potete fare una legge che imponga a tutti i produttori tessili l'apposizione di tasche su qualsiasi capo d'abbigliamento, soprattutto gonne e pantaloni? Sì, grazie, perché io, altrimenti, non so dove mettere le mani quando mi annoio.

Maledetta me e il momento in cui, ieri sera, ho calzato i jeans senza tasche: un classicone del venerdì sera è finire, senza averlo né programmato né desiderato, a feste in cui a divertirsi sono solo gli altri.
Se questa festa, poi, è il compleanno di qualcuno che non conosci e dove gli invitati sono perlopiù persone che da anni cerchi di evitare... Beh... C'è poco da scherzare.  
Dove cavolo si mettono le mani durante una conversazione al limite del suicidio? Le lascio penzolare inerti? Faccio stretching? Gesticolo come nelle migliori caricature degli italiani all'estero?? Non lo so, non ho ancora trovato una soluzione.