domenica 30 settembre 2012

Sbronzi di sera, riuscire a tornare a casa si spera

Giovedì sera ero talmente ubriaca che ad un certo punto ho pensato: "Dovrebbe essere illegale sbronzarsi così tanto".
Gli ubriachi, generalmente, possono essere suddivisi in due macrocategorie: gli ubriachi-tristi e gli ubriachi-felici.
All'interno di questi universi, esistono numerosi e variegati sottoinsiemi a cui appartengono, ad esempio, gli ubriachi-molesti, gli ubriachi-depressi, le ubriache-zoccole... E così via.
Io appartengo alla diramazione di ubriachi-entusiasti-della-vita-fino-al-momento-della-paranoia. Chiunque ne faccia parte è consapevole di avere una soglia che NON andrebbe assolutamente valicata, pena La Paranoia Perniciosa.
La PP solitamente prende vita quando il tasso alcolico supera lo stadio "sono una felice cretina stronza amica di tutti" e si nutre delle problematiche che turbano intimamente il nostro Io.

Fu così che alle ore 23.09 mandai un messaggio a mia madre (che ancora crede che gli indirizzi email necessitino di www) il seguente messaggio:
Mamma sarò povera e precaria tutta la vita ma ti giuro che mai e poi mai finirò per ritrovarmi al bar a lamentarmi di un marito che non butta la spazzatura.

sabato 29 settembre 2012

Sulla risposta telefonica

"Salve, mi scusi se la disturbo. Sono una giornalista della _, la contatto per sapere se le è possibile rilasciare una dichiarazione in merito all'apertura straordinaria dello CSAC in occasione della Giornata Europea del Patrimonio".

"No guardi, i miei non ci sono e io non rilascio niente".

martedì 25 settembre 2012

Casa

Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti.


venerdì 21 settembre 2012

Vado a vivere... Dove?

Prima che i miei genitori ristrutturassero casa, davanti alla porta della mia camera stava un'antica chaise longue appartenuta ai miei nonni.
Era un mobile assolutamente superfluo, da me utilizzato per riporre giornali e riviste che, altrimenti, avrebbero ingombrato la stanza già piena di libri, vestiti, scarpe e quant'altro.
Un gelido mattino d'inverno, mi svegliai come d'abitudine alle 6.50 (frequentavo ancora la terza media e come caspita ho fatto a svegliarmi per anni a quell'ora rimane un mistero insoluto), come d'abitudine vidi la luce penetrare dalla cucina, segno che madre e padre già stavano facendo colazione.
Qualcosa però non quadrava. Mancava... Cosa?
Mancava tutto ciò che in mesi e mesi avevo accumulato su quell'inutile mobile di cui nessuno si era mai preoccupato prima.
Corsa in cucina:
«Dove sono i giornali?»
Silenzio.
«Oh li avrete mica buttati??»
Panico.
«Diglielo tu» dice mia madre. Sbuffo di mio padre.
«Quel divanetto si stava sfondando»
«Cooooosaaaa???» E giù lacrime, singhiozzi disperati, e via di "E come vi siete permessi", "E dovevate chiedere", "E non capite niente", "Vi odio", "Non vedo l'ora di andarmene".
Quello fu il momento in cui decisi che, presto o tardi, avrei trovato un posto in cui accumulare felicemente materiale cartaceo, senza preoccuparmi di incursioni e razzie notturne a tradimento e, soprattutto, decisi che i miei genitori non avrebbero avuto una copia delle chiavi.
La
felicità.
Quel momento è arrivato, finalmente posso dire Anch'io sto cercando un monoloc!
Ed ecco che all'orizzonte già incombono nuvoloni densi di dubbi:
- Monoloc più piccolo, più costoso MA a due passi dal centro, tanto da potermi spostare in bici in tutta tranquillità
OPPURE
- Biloc più spazioso, disposto su due piani, meno caro MA disperso ai confini della città?

Banny, interpellato, dice solo: Sti cazzi. Se vede proprio che no è Roma.

Aiutatemi.

giovedì 20 settembre 2012

Oh jesus

Dovrei controllare più spesso le chiavi di ricerca che portano al mio blog. Sono sempre inaspettate emozioni.
Ma poi... Proprio io, io che sono bisbetica, imbranata, sarcastica e saccente?? 
Andate a farvi un giro al Dadaumpa al venerdì, se poi proprio avete questo tipo di urgenze.



martedì 18 settembre 2012

One day

E quando all'improvviso capisci che qualcosa di giusto, nella tua vita, l'hai fatto.
Nonostante tutto, nonostante tutti, eccola lì, una lucina in fondo al tunnel.
Perché sì, da oggi tu hai un contratto. 
Certo, adesso devi farti il sacrosanto mazzo, ma hai un cazzutissimo contratto regolare di collaborazione retribuita con un quotidiano e, oddio, fai fatica perfino a pensarlo, a tempo i n d e t e r m i n a t o.
Capisci? 
Hai delle responsabilità, devi mettere giudizio, essere credibile, basta dire minchiate. 
E studiatele una volta per tutte le carte che ti hanno dato all'Ordine!
Che mi sa che dovresti essere adulta davvero, adesso.

Fare il mestiere senza avere nessuna intenzione di uscirne, allora il mestiere è una cosa seria, altrimenti diventa un veicolo, uno strumento per altre cose.

Oddai, certo che vi autografo le mutande!

sabato 15 settembre 2012

Se mi ami, regalami un grandangolo

Ho ceduto, poveretta me.
Mi sono fotografata i piedi come gli hipster che si credono grandi artisti incompresi et innovativi et profondi, nonché di innato talento.
Ma... Sono da poco la felicissima madre di una creatura di origine giapponese e, per quanto sia impegnativo accudirla e soddisfare ogni sua esigenza, il nostro rapporto migliora ogni giorno che passa.
Ad esempio, la messa a fuoco manuale, ormai, non ha più misteri per me. E, per quanto mi riguarda, è un po' come cambiare pannolini.

PS: io lavoro qui dentro durante il fine settimana.


venerdì 14 settembre 2012

Pagine innaffiate di birra

Pessima, pessima scelta guardarmi Le pagine della nostra vita.
Meno male che avevo la Poretti tre luppoli fredda di frigo e pure bustoni di Fonzies.

giovedì 13 settembre 2012

Devo ancora

Devo ancora leggere Il grande Gatsby. Sì, faccio schifo, lo so.

Devo ancora vedere 8 ½. Sì, faccio molto schifo.

Devo ancora smettere di credere che un giorno mi sveglierò con il super potere "assimilare i libri per osmosi".

Devo ancora decidere se la notazione tra parentesi (e ride) riportata in certe interviste mi dà fastidio o è una simpatica e indispensabile postilla.

Devo ancora assaggiare il Philadelphia al Milka. Ho paura che: a) mi deluda / b) mi crei dipendenza.

Devo ancora cominciare a prendere a schiaffi i commessi di Zara.

Devo ancora incontrare una persona che mi interessa fin dal primo sguardo.

Devo ancora capire cosa cambiare per vivere come voglio io.

Devo ancora scegliere qual è la mia parola preferita.

Devo ancora dirglielo che, per me, è così carino.

Devo ancora imparare a fare foto di cui andare fiera.

Devo ancora scrivere, devo, non vivo senza.

Devo ancora visitare Istanbul. Ma ci sono quasi.

Devo ancora andare in Argentina. Ma arriverò e mai più me ne andrò.

Devo ancora abituarmi a non iperventilare quando mi entusiasmo per qualcosa.

Devo ancora uscirci da certe storie.

Deve ancora venire il giorno in cui smetterò di farmi domande. Ma per quello basta l'alcol.

domenica 9 settembre 2012

Esco a comprare il gelato

Ho il ciclo, sono depressa e odio l'intera umanità.

ESSERE L'UNICO ESSERE UMANO AL MONDO PER UNA FOTTUTISSIMA SETTIMANA E' CHIEDERE TROPPO??

venerdì 7 settembre 2012

Letture di un certo tipo

Ci sono veramente poche, pochissime cose che mi rendono gioiosa e garrula come Gene Kelly sotto la pioggia.
Una di queste è entrare in ufficio e trovare una copia di FOR MEN MAGAZINE dimenticata dal mio collega. Fossi stata sola, mi sarei messa a gorgheggiare mandando baci al cielo.
Credo che i mensili maschili siano le pubblicazioni più esilaranti mai concepite dall'umanità, sono compendi di inarrivabile cretineria, roba da far venir venir voglia a ogni donna normodotata di barricarsi in casa, sprangare porte e finestre e invocare che i Cavalieri dell'Apocalisse spazzino via una volta per tutte la feccia che mette su carta patinata una simile quantità di fesserie, oltre a tutti coloro che spendono soldi per leggerle, credendoci.
Già la copertina promette emozioni forti ma è il sommario a darmene la certezza: pag. 66 "Bivaccare sul divano con gli amici mangiando cibo spazzatura mentre guardate gli Europei non deve essere una scusa per ingrassare: ecco tutti gli snack sani!"
Ed ecco che i "cibi da divano" vengono suddivisi in due colonne: NO, ovvero cibi che vi porterebbero presto ad assomigliare a Giuliano Ferrara, e SI, ovvero cibi che vogliono far credere capaci di trasformarvi in Christian Bale.
Spiccano tra i SI: birra, miniwurstel e pizza in quantità molto limitata assieme a, attenzione, spiedini di gamberi, sedani con gorgorzola, biscotti secchi al miele, frutti di bosco con yogurt, frullati di frutta senza latte.
Ora, nonostante io non sia una profonda conoscitrice dell'animo maschile, trovo che le probabilità che un uomo prepari ai propri simili un buffet a base di sedano e biscotti in occasione della finale di Champions League siano pari alle probabilità che stanotte King Kong venga a rapirmi.
Ma è a pag. 104 che arrivano le vere soddisfazioni: "Corso di sopravvivenza per maschi. Qui ti dimostriamo che tutte le donne sono diverse una dall'altra".
Urca!! Ma proprio tutte tutte?? Caspita, chi mai l'avrebbe immaginato.
Il segreto di una coppia felice - riporto fedelmente - è il baratto: TU mi lasci uscire con gli amici, IO ti porto all'Ikea. TU mi cedi il divano per una domenica di partite, IO dopo vengo con te a vedere un film strappalacrime.
Facciamo così: TU la smetti di scrivere minchiate e IO prometto di non inviarti per posta tutta la pupù prodotta in una settimana dai cani del vicinato, ok?
Il meglio, però, è racchiuso nella rubrica Gli esperti di FMM - LE GRANDI DOMANDE.
Tale Aldo di Viareggio espone il proprio dilemma: "Ho le sopracciglia unite sopra il naso. Cosa posso fare?" Risposta: "Consulta uno specialista".
Caro Aldo, dai retta a me: batti forte e ripetutamente la testa contro il muro, così i lividi camufferanno la peluria ed è la volta buona che magari ti viene un'idea brillante.

giovedì 6 settembre 2012

Dai, no

Era il lontano 2008 quando mi iscrissi a Facebook.
Non sapevo usarlo: non ne capivo le funzioni, salvo mandarmi mail con mio cugino che già si era trasferito in Irlanda. Avevo il terrore di tutti i giochini e quiz che mi mandavano i pochi amici e, pur di non farmi riconoscere, avevo come foto profilo un barattolo di Estathé al limone. Bei tempi.
Quando cominciai a capirne le dinamiche, ci fu un fulgido periodo in cui tanti, a random, stabilivano nuove ed eteree amicizie con sconosciuti portanti lo stesso cognome.
Ovviamente ne fui entusiasta e anch'io trovai dei "famigliari" sparsi ovunque nel mondo, anche se, a onor del vero, la maggior parte resta concentrata nella mia stessa regione.
Sull'onda dell'entusiasmo qualcuno organizzò una grande riunione di "famiglia" a cui però nessuno mai partecipò e i rapporti tra noi continuarono a mantenersi cortesi e telematici.


Ora, io capisco che qualcuno possa provare stima e affetto incondizionato nei confronti dei propri "famigliari", ancorché solo virtuali, ma prendersi il disturbo di iscrivermi senza consenso al gruppo del circolo di dimostrazioni pratiche per il "piacere femminile" mi lascia, non so, perplessa? Imbarazzata? Percossa e attonita come la Terra al nunzio sta pensando all'ultima ora del fatal Napoleone?
Sì, insomma, una cosa del genere.

Domanda prima: perché la gente sente il bisogno di iscrivere me, misantropa convinta, a questo tipo di circoli ricreativi?
Domanda seconda: non so, sembro disperata a tal punto?
Domanda terza: esattamente, la dicitura TI ASSICURO...VEDRAI CADERE FIORI DAL CIELO! è la premessa a cosa? E poi perché dovrei vedere fiori cadere dal cielo??
Domanda quarta e ultima: no davvero, sembro così messa male? Ditelo.


martedì 4 settembre 2012

Mi piaci tuuuuuuuu

E VA BENE. Lo confesso.

Sì, lo ammetto: sono una donna dotata di raziocinio, senso pratico e diplomazia, oltre a un discreto Q.I. ma mi piacciono i supereroi, OK??
Ironman, Lanterna Verde, gli X-Men, Thor, I Fantastici Quattro, Flash, Spiderman: impazzisco di gioia a ogni nuovo film o serie tv che dedicano a uno degli eroi Marvel o DC.
Ma il mio preferito, colui per il quale il mio cuore batte dalla più tenera età è solo lui, il paladino di Gotham City, nientepopodimeno che BATMAN.

Sarà che ci giocavo con i miei genitori quand'ero piccola, sarà che non mi sono mai persa una puntata del cartone animato, la cui sigla ancora ricordo a memoria, sarà che qualche fumetto me lo allungava mio cugino più grande.
Sarà che il suo costume e i suoi accessori sono una figata: ma vuoi mettere il total black contro mutandoni rossi o tutine aderenti/fosforescenti?
Lui, che veglia sempre nella mia Alle-caverna


Sarà che, a differenza di tutti gli altri supereroi, è umano, tutti i suoi poteri derivano semplicemente dalle proprie abilità (o dal suo immenso patrimonio), è mortale, non arriva da nessun pianeta alieno, non è stato morso da insetti radioattivi.
Sarà che il suo equipaggiamento fa sembrare l'FBI appena sopra i Goonies, sarà che una Bat-caverna è il sogno proibito di qualsiasi eterno adolescente, sarà che è ricco e generoso, colto, poliglotta, scienziato, criminologo, sarà che è sempre stato interpretato da attori che, ehm, fan cadere la mascella.

Sarà che è un gran pezzo di gnocco 'sto Bruce Wayne.

domenica 2 settembre 2012

Gli alternativi del sabato sera

Inequivocabilmente consanguinei,
uno è stato ribattezzato "Hitchcock ubriachino". Indovinate chi.
Storie semplici di un sabato sera alternativo:

uscire dal lavoro alle 19.30

prenotare una pizza da asporto

"guidi come Batman"

parcheggio in doppia fila, pizza ritirata

passi affrettati sotto la pioggia

mi raccomando chiama se hai problemi

tre fette di pizza a me, una al cane

improbabili foto di famiglia

favole improvvisate di pirati contro ninja

il cucio pucciato nel miele, infallibile per ristabilire la pace

scaricare Slash the fruit, 0,99 cent: beato smartphone, mo ci pensi te

è ora della nanna, cicciottani miei.

Come madre sarei abominevole, ma come zia... Spacco!

sabato 1 settembre 2012

Fighe Domani: anch'io mi impegno

Donne Omega: vi è in loro la scintilla della figaggine o sono condannate per sempre a capelli sfidanti le leggi della fisica, macchie indelebili sulla nuova camicia bianca, rossetto sui denti dopo il primo bacio?

E' questo che mi sono chiesta quando ho avuto l'epifania d'estate: il movimento Fighe Domani.
E io mi sono chiesta: ma io, Femmina Omega intrisa fino al midollo di omegosità, posso essere Figa Domani?
E se sì, da dove cominciare?

Santa Pazienza, come direbbe l'Ade, prima di tutto devo imparare a gestire i capelli perché, sì, succede che io mi precipiti fuori di casa con i jeans infilati sotto la maglia del pigiama ma, di solito, esco dopo una minima preparazione che mi renda socialmente accettabile. Il problema è che, tempo pochi minuti, al massimo poche mezz'ore, il risultato diventa questo: --------------------------------------------------------------->
Forse dovrei smetterla di essere terrorizzata dalla parrucchiera e lasciar fare un po' alla sua inventiva, così, tanto per rinnovare.

Poi, dovrei smetterla di sentirmi un trans se metto i tacchi.
Dovrei imparare ad ancheggiare in modo sensuale e dovrei pure migliorare il mio abbigliamento da casa, non si sa mai.

Poi, diciamo che se perdessi 5-6-7 chilogrammi non guasterebbe. Ordunque, basta ammazzarsi di biscotti, basta alzare la cornetta per farsi recapitare a casa pizza gongorzola-stracchino-cotto, basta intingere il cucchiaio nella Nutella prima di prendere una badilata di fiordilatte.
E basta, dico basta, alle calorie dei super alcolici.
Pf. No dai. Questo è troppo.