domenica 28 ottobre 2012

Buongiorno un cazzo

La temperatura è scesa drasticamente, diluvia.
Una vecchia dai capelli color albicocca mi passa davanti al bar, spintonandomi.
Il cappuccio è tiepido.
L'edicola è chiusa.
Il paese è invaso dalla sagra.
Bancarelle ovunque.
Grigliata di spiedini, salamini e arrosti alle 9 del mattino.
Tu che mangi formaggio davanti a me, sempre alle 9 del mattino.
Tu, collega scemo, che oltre ad avere probabili tendenze da serial killer, hai osato sbagliare a sistemare l'ora e sei arrivato in ritardo.
In mancanza del giornale, incappare in blogger che scrivono "non potrei vivere senza i miei capelli spendenti".
E perché il telefono continua a squillare???


La mia capacità di sopportazione del genere umano è direttamente proporzionale alle ore di sonno.

E sto dormendo poco. Molto poco.




giovedì 25 ottobre 2012

Rendete a Cesare quel che è di Cesare

A sbaragliare la concorrenza è stato lui, ebbene sì.
L'ex Lunapòp dalle meches rosse che, suo malgrado, ha conquistato il mio cuoricino trash.
Il perché voglia sposarlo, non me lo so spiegare bene nemmeno io...
Quando lui era più giovane, ed io ero ragazzina, lo odiavo con tutte le mie forze: lo trovavo brutto, stonato e insopportabile. Pensavo fosse più adatto a interpretare un ruolo marginale in Trainspotting, piuttosto che l'italica popstar che andava conquistandosi le copertine dei vari Cioè, Top Girl e Ragazza In Gamba.
(Per favore, stendiamo un velo pietoso sulle mie frequentazioni letterarie adolescenziali. Ho già accennato al fatto che al sabato sera venivo scaricata dai nonni, no? Ecco, ad un certo punto l'amico immaginario che per anni aveva vissuto sulla mia spalla destra, decise di partire per andare a fare compagnia ad altri bambini disturbati, mentre io venivo irrimediabilmente attirata da giornalacci il cui unico pregio erano i gadget contenuti al loro interno e di cui, comunque, non capivo assolutamente il senso, vedi ombretti e rossetti).

Comunque, dopo un periodo di totale scomparsa in cui non mi è pervenuto nemmeno un vago accenno al suo operato, la voce del paladino bolognese è finalmente giunta alle mie orecchie, seducendole con Mondo.
E potete inveire contro quello che volete, dal testo sconclusionato alla sua adorabile cadenza emiliana che si nota soprattutto nella pronuncia della doppia c, ma da quel giorno ho pensato che, effettivamente, non è facile trovare un uomo che, da personaggio rachitico dotato di improbabili colorazioni tricologiche e di troppo entusiasmo per la Vespa, diventi un gran pezzo di gnocco con ingegno sufficiente a scrivere canzonette tenere e fantasiose, simili tra loro, è vero, ma in fondo mai ordinarie.
Quindi, Cesare, se passi di qua scrivimi che andiamo a mangiarci i Loacker rossi al Parco Ducale.
E le briciole poi le lanciamo alle anatre, te lo prometto.


martedì 23 ottobre 2012

Votate il prossimo post!

Perdonate la disarmante inutilità del post che segue ma in questo periodo sono sempre più a corto di tempo: tornare a lavorare per un quotidiano mi ha ricordato di quanto sia assolutamente superflua una vita privata dotata di un minimo di stabilità ed equilibrio. 
Quindi di seguito riporto quelle che sono/potrebbero essere idee per futuri post o, comunque, pensieri parole opere e omissioni che mi vorticano nella testolina. 
Votate e io aguzzerò l'ingegno per produrre qualcosa di sensato e che possa anche farvi passare qualche minuto di sollazzo.
Dai, fatemi sentire utile. Pliiis.



Sono terrorizzata dalla lista degli ingredienti sul retro del cibo confezionato.

Dopo almeno quindici anni dalla disintossicazione, sono ripiombata nel tunnel dei Loacker  rossi. 

Domenica ho intervistato Max Stèfani senza sapere chi fosse. Poi l'ho scoperto. (Grazie)

Venerdì ho la prima cena con gli altri collaboratori del giornale. M sono sentita più a  mio agio in occasione delle prime presentazioni ufficiali con genitori di ex.

Si parla di accorpare le province di Parma e Piacenza. Avreste dovuto vedere le facce dei parmigiani quando qualcuno ha proposto di denominare la nuova provincia allargata Pi.Pa. 

Per un anno, ho insegnato alle scuole medie. Per quanto sia assurdo, è vero.

Vorrei sposare Cesare Cremonini.

In realtà, se mai in un futuro molto ipotetico e lontano dovessi avere un marito e pure della prole, vorrei che iniziassero tutti per A.

Da bambina, quando ho scoperto le dinamiche della riproduzione sessuale, ho avuto una specie di crisi isterica.

Tra quindici giorni volo a Istanbul: finalmente è giunto il turno delle mie ferie.


giovedì 18 ottobre 2012

Sulla risposta telefonica - ep.2

«Pronto, ciao. Sono l'Alessandra»
«Eh»
«Niente, siam qua, io e la fotografa, e abbiamo notato un po' di trambusto vicino al Palazzo. Pare siano caduti calcinacci, ci sono i pompieri, una folla di curiosi... Facciamo la foto-notizia?»
«C'è il morto?»
«...Non credo»
«E ALLORA PERCHÈ CAZZO SIAMO ANCORA AL TELEFONO?»
tu tu tu tu tu tu

domenica 14 ottobre 2012

Palinsesti di un certo spessore

Domenica sera, piove. Ho una vita sociale che mi aspetta laffuori? No.
E quindi, guarda un po', mi metto il pigiamone bracalone, mi faccio un toast, una tazza di the e mi metto sul divano. 

Toh, Cerco casa disperatamente, proprio il programma che farebbe al caso mio.

E poi, cosa c'è lì?? Fox Retro mi propone Batman, il telefilm con Adam West!
Sì sì, questo sì che è intrattenimento di qualità. Buono questo toast, tra l'altro.

Aspetta aspetta aspetta...  
Oddeo.
Un film di terza categoria dalla trama tanto improbabile quanto scontata con... Lui. 
Hugh Jackman.
Il paradiso dev'essere esattamente così.



venerdì 12 ottobre 2012

Come la Corrida

Avendo genitori giovani, quando ero bambina al sabato pomeriggio venivo scaricata dai nonni materni con tanto di zainetto contenente pigiamino, mutande, calzettoni antiscivolo (che uso ancora), un secchiello di Lego, un elefantino azzurro, un blocco di fogli di carta e una penna. Già dovevo prendere appunti. Su cosa, non si sa.
Loro andavano chissà dove e a me toccava mangiare come un camionista bulgaro, guardare la Corrida e a letto appena finiva. Meno male che avevo il mio amico immaginario a tenermi compagnia.
Comunque, la gente della Corrida mi metteva tantissimo a disagio, tant'è che nascondevo la faccia tra i cuscini del divano o, in alternativa, mi tappavo le orecchie per non sentire urla, fischi e campanacci.
Penso che quel programma abbia devastato la psiche di tutti coloro che sono stati bambini negli anni '80. Io ne ero terrorizzata.
In età adulta, ho capito che era semplicemente imbarazzo elevato all'ennesima potenza. Quell'imbarazzo che non ti coinvolge in prima persona ma capace comunque di dare fastidio.
Oggi, rifacendomi a quel trauma infantile, per alcune situazioni ho coniato l'espressione Mi vergogno come quando guardo la Corrida.
TOP 3 del vergognarsi come quando guardo la Corrida:

Le tardone vestite da giovani. Le trovi a mazzi nei locali, corredate da gonne giropassera piene di strass e strappi in tinta con la cover dell'iphone, stivaloni a mezza coscia, truccate con la cazzuola e con un'inesauribile voglia di biiiip.
Io non riesco nemmeno a guardarle dall'imbarazzo e invece i miei amici penemuniti già si fregano le mani.

Gli attori di alcune pubblicità televisive/radiofoniche. Lo so che non è colpa loro, lo so che è un mestiere come un altro, ma quando mi incitano con inesauribile entusiasmo a dire che l'olezzo più persistente è l'odore di sudore o quando, con voce profonda e sprezzante per le convenzioni sociali, vogliono convincermi che andare a casa del fidanzato con un mazzo di rose è il modo giusto per rivoluzionare il mondo, è più forte di me. Devo cambiare canale prima che mi venga di nuovo l'impulso di nascondere la faccia sotto al plaid.
(a proposito di pubblicità, quanto sei figo nuovo capitano dei bastoncini Findus)

Il vicino di tavolo al ristorante. Il quale pontifica con la squinzia di ultima generazione su quale sia il significato recondito di Spa, inteso come centro benessere. Il tutto condito da squittii e palpatine tra le pieghe della candida e ignara tovaglia.
Ah no, quella non è vergogna. Quella è voglia di impugnare la forchetta e compiere una strage.

martedì 9 ottobre 2012

Profumo di nostalgia

Tornare a casa e trovarla invasa dal profumo del basilico.
«L'abbiamo raccolto tutto per farti i sughi per i prossimi mesi»
Piango.

lunedì 8 ottobre 2012

Il diavolo ti chiama sullo smartphone

PUFF PANT.
Che fatica. Sono sempre di corsa, a pranzo un panino e adesso...? Adesso muoio a letto e sogno di essere rincorsa dal malvagio redattore imprecante.
Ma ce la faccio eh. Niente panico.
Anzi, ringrazio le due ragazze che, in preda a fumi alcolici e/o tossici, mi hanno scritto per accertarsi che la mia assenza non si prolungasse troppo. Grazie, davvero, troppo buone.
Accorro, armata di tanta volontà, inesauribile fantasia e profonde occhiaie che stanno cominciando ad assumere le cinquanta sfumature di grigio topo del Tamigi.
È che non ho un momento di pace, sono l'ultima arrivata e ho meno dignità di uno zerbino... Sabato scorso mi sono presa un cazziatone che mi ha lasciata in stato catatonico per circa due giorni.
Ma niente paura eh! Che, se sono arrivata fin qua, mica mi lascio abbattere da un Che cazzo fai degno di Gerard Butler in 300 e nemmeno lavorare con nuovi fotografi che mi guardano con compassione e mi intimano di riporre la mia macchina fotografica può scalfirmi.
In verità vi dico, il mio sistema nervoso è seriamente minacciato dalla ricerca di una casa.
Perché non vado più a vivere da sola, no... Dopo attente riflessioni e parecchie vicissitudini, abbiamo deciso di andare a vivere insieme noi due disperate (e Winx). Perché siamo uguali, perché ci insultiamo volendoci bene. Perché la famiglia, in realtà, è una cosa semplice.
Il destino trova sempre la sua strada.


A breve, all'interno de L'amore ai tempi del precariato, senza se e senza ma prenderà vita la sit-com a puntate L'affitto ai tempi del precariato: una giornalista, un'insegnante e un apprendista ingegnere informatico alle prese con allergie, guanti di gomma e detersivo per piatti, biciclette rubate e orari di lavoro che non lasciano spazio alla vita privata.