venerdì 30 novembre 2012

Ci fosse ancora Vanna Marchi

C'ho un problema serio.
Perché comincio ad averci una certa età e il lavoro richiede sempre più un abbigliamento non dico elegante e formale, ma quanto meno che non mi faccia sembrare appena promossa all'esame di terza media.
Ma il problema non è questo... Sono ancora in grado di  gestirmi il guardaroba, anche se di tanto tanto azzardo di prima mattina jeans strappati e maglietta di David Bowie.
Il vero problema, attenzione, è che qualche anno fa ho comprato un paio di pantaloni che mi piacevano veramente un sacco: blu scuro, semplici e dal taglio perfetto, comodi, adatti ad ogni situazione. E capaci di portarmi una sfiga incalcolabile ogni sacrosanta volta che li indosso.
Sono con le amiche? Litighiamo. Sono al lavoro? Il cazziatone è assicurato. Faccio cadere cose, rovescio bicchieri, inciampo, non ne azzecco una: la mia connaturata maldestrezza è amplificata e la malasorte mi colpisce a colpo sicuro.
Questo è un appello accorato: ditemi, li fanno apposta capi d'abbigliamento disgraziati  per mettere alla prova l'autocontrollo degli ignari acquirenti? E, soprattutto, esiste un rito capace di liberare i pantaloni da questo carico di calamità? Un apposito esorcista?
Davvero, vorrei ricominciare a indossarli a cuor leggero.

domenica 25 novembre 2012

Saturday night retirement

Che si fa noi, primo sabato sera tra ragazze nella casa nuova?
Super party di inaugurazione, alcol a fiumi, camerieri nudi ad ogni angolo e anche qualche canna da far passare?

Noooo, noi si gioca a Crystal Ball, si guarda Real Time, rigorosamente inveendo contro l'igiene di Buddy, e si conclude in bellezza guardando video di questo tenore.



mercoledì 21 novembre 2012

:')

Non sono cose che nascono per caso come i fiori in giardino, ci vuole impegno e lavoro, come un campo di mais.
Grazie a A. per la suggestiva e calzante metafora che stamattina mi ha aperto gli occhi sul colore dell'impegno che finora ho impiegato sul lavoro e tutte le sue ramificazioni.
Sì, il giallo è il mio colore preferito, assieme al blu, e le belle notizie sanno sempre di giallo, di sole, di terra buona.
Va bè, per farla breve: circa un mese fa ho partecipato a un concorso fotografico indetto dalla Legacoop della mia città, suddiviso in tre sezioni tematiche.
Ebbene, una delle tre sezioni... Sì, l'ha vinta una delle foto da me presentate, mentre le altre quattro faranno parte di una mostra itinerante e di un catologo.
Sfogare qui l'urlo di gioia che ho provato nell'apprendere la notizia è l'unica occasione che ho per ringraziare innanzitutto Fabio, per l'attenzione con cui mi ha insegnato i segreti del mestiere e perché non mi fa mai sentire un'inetta, nonostante io abbia ancora tutto da imparare.
Per dire che, nonostante tutto, l'impegno paga sempre, sempre.
Per ringraziare Bubi, lui sa perché.
E la mia coinquilina, perché mi vuole bene anche se sono una bruttissima persona.

Siete ovviamente invitati alla premiazione di venerdì 14 dicembre e siete gentilmente pregati di incitarmi a lanciare il reggiseno sulla folla. Grazie.

martedì 20 novembre 2012

Si avvolge nella bambagia arancione

Niente, vorrei presentarvi il quarto coinquilino.
Si chiama Batman, è piccolo e discreto, veste sempre in grigio e nero. Ha una spiccata predilezione per le puntine delle carote e i cubetti di zucchina, gradisce l'attività fisica notturna e la sua stanza è una mela finta.


sabato 17 novembre 2012

Se un pomeriggio di quasi inverno una traslocatrice


Ho deciso che devo al più presto cominciare a rispondere a casaccio alla gente che mi fa domande cretine.
«Lei sa mica perché non esiste la confezione da 20?» si rivolge a me, l'altro avventore in parafarmacia.
«Forse ha sbagliato ingresso, la tabaccheria è proprio qui di fronte».
E invece no! E invece devo impegnarmi per dare risposte molto più creative.
«Lei sa mica perché non esiste la confezione da 20?»
Ah com'è giallo il sole oggi! Giallissimo, mi creda.
Ecco. Perché mi sa che i miei nuovi vicini non sono un popolo di sveltoni.
Se mi vedi parcheggiata a margine della strada, intenta a scaricare uno scatolone da cui spuntano libri, dvd e le stecche per le tende e, sottobraccio, un tappeto arrotolato in bilico assieme ad un borsone ripieno di lenzuola, è veramente inutile chiedere «Signorina, sta traslocando?».
Ma secondo te, pezzo di pirla?? Ti pare che mi stia divertendo a passare le uniche due ore di pausa dal lavoro per giocare a vediamo quanto ci metti a sfracellare a terra lo scatolone con le tue tazze preferite?
Io so che qualcuna di voi può capirmi. Il trasloco da zitella è una faccenda incresciosa.
Perché sì, è vero che ad aiutarmi c'è anche il coinquilino, ma solo quando, giustamente, non ha da sbrigare le faccende sue e quando, giustamente, anche lui è impegnato nello spostamento di scatole, borse, valigie.
Che lui ha da aiutare la coinquilina, ovvero la fidanzata sua. E lo so che mi vogliono bene come al cucciolo di casa ma, obiettivamente, non ho orari di lavoro che ben si conciliano con la vita degli altri esseri umani.
Quando tutti vanno a letto, è il momento buono in cui io devo infilare jeans e cerata gialla per uscire sotto la pioggia a fare un servizio sulle foglie secche che occludono i tombini di scolo.
E quindi nulla... Mi sono stesa sul letto provvisorio per immedesimarmi.
E quindi le pareti tutte bianche mi mettono un po' di malinconia.
E poi c'è questo armadio con le ante arancioni che proprio non mi va giù.
E c'è che non so di che colore scegliere le tende, oltre al fatto che i miei libri non hanno ancora una casa.
Però ho comprato un meraviglioso baule antico che fungerà da comodino.
Ma c'è la determinazione ad affrontare tutta 'sta tonnellata de robba e arrivarci in fondo sana e salva.
E, soprattutto, c'è sempre il Pronto Pizza.

mercoledì 14 novembre 2012

Bello orsacchiotto

Non mi soffermerò a parlare di quello che sto vivendo perché poi mi tiro addosso la sfiga dello sbrodolone che si compiace di se stesso. Mi limiterò a darmi una pacca sulla spalla e a dirmi Vai avanti così bella figheira.

Vorrei soffermarmi invece sul fatto che Io Donna, periodico inserto del mio idolatrato Corriere della Sera, ha scelto il sabato del mio esilio in Turchia per far uscire l'intervista al mio Cesarone.
Ma vi pare?? Non si fa, eh.
Perché io vi compro tutti i giorni, vi ho comprato con un giorno di ritardo anche nel baracchino davanti ad Aya Sophia.
Prima di imparare a leggere, annusavo con passione l'odore della vostra la carta imbrattata d'inchiostro.
Ho addirittura pensato seriamente di spendere 200 e passa euri per la vostra bicicletta.

E voi... Voi intervistate Cesare senza nemmeno farmi un fischio.
Credo che andrò in bagno a piangere.

domenica 11 novembre 2012

Le cose migliori della mia vita

Ego, pigrizia, analisi, introspezione... Questa mania delle classifiche è tutta colpa dei blogger e su di me ha attecchito alla grande.
Qualcuno, proprio ieri, mi ha fatto riflettere sulle cose migliori capitate nella propria vita, quelle cose tali per cui, al solo pensiero, ringraziamo qualche sconosciuta e magnanima divinità che ha concesso proprio a noi un minuto del suo tempo.
Ho sfruttato il volo di ritorno di stamattina per realizzare la mia top five, ordinandola non tanto in scala di importanza, quanto in base a una specie di ordine cronologico.

5. I miei genitori. Va da sé, sanno essere di una pesantezza inenarrabile, portatori di inutili preoccupazioni e fastidi rinnovati giorno dopo giorno, ma senza di loro non sarei nessuno.

4. La mia professoressa di Lettere delle medie. Perché lei mi ha insegnato tutto, ancora prima che io ne fossi consapevole. E perché c'è ancora.

3. Esser stata proprio là, proprio quel giorno, proprio in quel momento. Per puro caso incontrai una giornalista della mia prima redazione che, grazie al suggerimento del librario, mi invitò a propormi per una collaborazione vacante. E da allora non ho più smesso.

2. Aver detto no a un contratto a tempo indeterminato.

1. Il tramonto su Istanbul, visto dal mare.



martedì 6 novembre 2012

La valigia dell'ultimo momento

Sì, lo ammetto: sono una di quelle.
Una di quelle stoltissime creature che si riducono sempre all'ultimo momento a fare la valigia: la guardo, la osservo e cerco di indurla a riempirsi da sola tramite la forza del pensiero. Ma non succede, no.
Tocca proprio a me scegliere, decidere, piegare, ripiegare, controllare fino alla nausea.
E visto che sono una cialtrona approssimativa, stavo dimenticando le ciabatte a fantasia di gatti azzurri, il costume per un tuffo dal traghetto durante la gita nel Corno D'Oro (scherzo eh), le salviette struccanti e, ebbene sì, i libri e il lettore mp3! Come caspita pensavo di passarle 4 ore di aereo?? Io, che non sopporto l'attesa al semaforo.
E ora non so cosa scegliere, non sono passata in libreria e il pensiero di comprare qualche best seller in aeroporto getta una luce di apocalittico sconforto sulla mia partenza.
Sarà mica la volta buona che mi tocca cedere alle cinquanta sfumature di plurimi colori eh??

domenica 4 novembre 2012

I dolori della giovane Alle

Devo ancora decidere se è più doloroso tagliarsi le dita con la carta o grattugiarsele insieme al Parmigiano.