lunedì 29 aprile 2013

Un treno chiamato ritorno (alla realtà)

Sono tornata dopo giorni che mi sono sembrati mesi, sono tornata nella città che amo più al mondo, la mia città, sentendomi estranea e stranita.
Sono tornata dopo un interminabile viaggio in treno  in cui a tenermi compagnia erano Hemingway e la Parigi degli anni 20.
Una deviazione estemporanea, un altro treno, ed eccomi, ho ancora la camicia che sa di sabbia e mare, la valigia abbandonata nell'ingresso, piena di giornali e taccuini.
E tutto mi sembra così incompatibile con la realtà che dovrò affrontare da domani.


4 commenti:

  1. Bello il nuovo layout ale. Cazzona.

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  2. ma sei tornata.
    e sebbene le condizioni siano differenti, il paesaggio che conosci sarà una carezza, o quanto meno, una consolazione no?

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