sabato 17 agosto 2013

Cos'è per me Golden Brown

C'è un'intervista a cui da sempre sogno di rispondere: sono le cinque domande rivolte ai contributors del settimanale Io Donna, inserto del sabato del Corriere della Sera che leggo ogni settimana da più di dieci anni.
Film culto
Canzone preferita
Profumo di un luogo
Piatto preferito
Un oggetto
Ogni settimana, controllo se gli intervistati di turno hanno dato o meno le risposte che darei io, mentre mentalmente ripasso le mie cinque preferenze, sempre invariate.
La musica è un terreno alquanto inedito per me ma vorrei cominciare a raccontare proprio lei, la mia canzone preferita: Golden Brown degli Stranglers
A dire la verità, avevo chiesto a qualcuno più preparato e capace di me di raccontarmi il significato di questa canzone ma è passato tanto tempo, non lo ha mai fatto, e ho provveduto da sola, anche se molto probabilmente il risultato non è lo stesso. 
Golden Brown è apparsa esattamente sei anni prima che io nascessi ed è diventata in pochissimo tempo una delle canzoni più ascoltate a livello planetario, e non solo negli anni 80. 
Il motivo per un successo così travolgente, nonostante solo poche e criptiche righe di testo, è uno solo: la melodia è simile a un valzer leggero e scacciapensieri, è coinvolgente, rassicurante e carezzevole. 
Il testo poi, ancora a trentadue anni di distanza, rimane un mistero irrisolto: è un calderone di frasi suggestive senza senso e senza connessione logica l'una all'altra. Golden Brown (tradotto letteralmente come Marrone Dorato) può riferirsi all'eroina, di cui i componenti della band facevano probabilmente largo uso; può riferirsi, come spiegarono in seguito, anche al colore dei capelli di  una ragazza da cui il cantante e autore Hugh Cornwell era ossessionato o, ipotizzarono, anche alla Marmite, la marmellata dal gusto quanto mai discutibile tanto in voga nei paesi anglosassoni.
Come già ha scritto il giornalista Davide Agazzi, "Golden Brown è la risposta musicale al test di Rorschac, dove ognuno può sentire quello vuole, guardando al di là di una parola e pensando al proprio Marrone Dorato". 
Per me, Golden Brown è inscindibile dal suo video, un puro colpo di genio ambientato nell'Egitto degli anni '20 circa che vede la band impegnata nei panni sia di esploratori delle antiche tombe faraoniche, sia di cantanti in abiti da sera durante una performance live per Radio Cairo, all'interno di quello che sembra essere un nostalgico hotel a tema. Le immagini che me lo hanno reso più caro sono quelle che ritraggono il tramonto dietro le piramidi, insieme alle umili barche a vela sul Nilo.
Il video della mia canzone preferita è ambientato a Il Cairo e finché avrò vita non potrò mai più associare le stesse immagini a quella città.




6 commenti:

  1. Il brano che hai scelto mi piace moltissimo. Io non saprei scegliere una canzone, vado a periodi. Se dovessi dare un titolo adesso, credo sarebbe "Non, Je ne regrette rien" della Piaf, è un brano che sento molto vicino a me e mi commuove sempre.

    http://lovedlens.blogspot.it

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono contenta che ti piaccia ;)
      Faccio un salto sul tuo blog, a presto!

      Elimina
  2. Quanti ricordi con questa canzone.....

    RispondiElimina
  3. grazie a te ho scoperto il video di questa canzone, che conoscevo già... ma che non mi pareva tanto bella

    RispondiElimina