giovedì 10 ottobre 2013

Buon compleanno Maestro

Oggi è il compleanno dell'unico uomo (oltre ai miei nipoti) di cui io abbia conservato l'effige in casa, nonostante una convivenza spesso burrascosa e un'amara separazione. Era il 16 dicembre 2010 quando, ignara di tutto quello che mi aspettava, ho messo piede per la prima volta in quel paese della Bassa parmense che gli diede i natali. Ne sono seguiti due anni di gioie e dolori, due anni di un lavoro che mi ha dato tanto e ha preteso di più. 
Di quel lavoro non avrei conservato un ricordo eccezionale se non fosse per un paio di colleghe a cui affiderei la mia stessa vita e per lui, per quest'uomo che ha inventato qualcosa che prima non c'era. Qualunque bambino che nasca a Parma e provincia impara a conoscere la sua musica e le sue opere ma pochi hanno la possibilità di conoscere l'essere umano che fu. E ancora meno persone hanno la possibilità di conoscere le persone che lo amano come se lo avessero incontrato, che lo studiano, lo curano, lo tramandano non come un mostro sacro ma come un complesso miscuglio di arte, musica, umanità, pregi e difetti.
Io ho avuto l'onore di tutto questo e di stare sdraiata da sola sul palco del teatro a lui dedicato (ma che mai vide) a godere delle sue note. Due anni di vita a lui dedicati, interroti bruscamente, che oggi ricorderei con ancora più amarezza se non fosse che lui ha creato attorno a sé un universo da scoprire. E io ne faccio parte.
Sarà per quegli occhi di ghiaccio che bucano la tela, sarà che nessuno al mondo potrà mai reggere il confronto. 
Riesce a farsi amare a distanza di 200 anni dalla nascita, malgrado un carattere tutt'altro che conciliante e, se lo ascoltassero su altri pianeti, riuscirebbe a farti idolatrare anche lì.

Va, ti posa sui clivi, sui colli, 
Ove olezzano tepide e molli
L'aure dolci del suolo natal!

Sei una rockstar. Buon compleanno Maestro.

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