venerdì 1 novembre 2013

Mi ricordo lustrini verdi

Sono figlia di genitori giovanissimi, alla mia età mia madre aveva già una bambina di due anni attaccata alle sottane.
Erano gli anni '80, andava tutto bene, avevano una bella casa in collina circondata dal verde, erano sereni, belli e, complici i nonni altrettanto giovani e arzilli, di tanto in tanto potevano concedersi una serata fuori con gli amici.
Mia madre aveva un angolo nell'armadio dedicato ai vestiti da indossare in queste serate di libertà condizionata: non ho mai capito dove andassero, lei ha sempre sostenuto che non frequentassero discoteche, ma sono sicura che mi abbia mentito. Altrimenti dove mai avrebbe indossato quel micro top a paillettes verde smeraldo da cui ero fatalmente attratta? Non passava settimana senza che andassi a dargli un'occhiata, anche solo fugace. Non era appeso su una gruccia, era tristemente abbandonato sul fondo di un ripiano e non me ne capacitavo. Appena aprivo le ante del guardaroba, però, quell'ammasso di piccoli e ordinati lustrini catturava ogni possibile raggio di luce e, di rimando, scintillava catturando il mio sguardo e il mio amore incondizionato. Ancora ricordo l'emozione della prima volta: giocavo sul tappeto mentre mia madre si stava vestendo e, forse per farmi stare buona, me lo diede come fosse un giocattolo. Un colpo di fulmine a prima vista.
Non ricordo per quanti anni ho continuato ad amarlo, desiderarlo e provarlo di nascosto come se fosse una gonna.
Ogni tanto lo afferravo per vederne ancora e ancora i riflessi iridescenti, per sentirne la consistenza, inaspettatamente ruvida e scivolosa, per immaginare le mille meraviglie che potevano succedere indossando quel capo fantastico. Spesso imploravo mia madre di metterselo, anche solo per andare a fare la spesa. Perché si ostinava a lasciarlo in fondo all'armadio?
Solo dopo ho capito che, probabilmente, la mia giovane madre lo aveva acquistato in un folle slancio di shopping selvaggio, uno di quegli impeti sconsiderati che colpiscono chiunque almeno una volta nella vita.
Mi piace immaginarla, giovane ragazza sormontata da troppi capelli cotonati e troppi spallotti imbottiti, mentre cammina per le vie del centro storico e, complice quell'inesauribile entusiasmo anni '80, il suo occhio viene trafitto dall'abbagliante luccichio verde. Bling bling, "è proprio quello che fa per me". Entra nel negozio e, senza pensarci due volte, lo compra prima che qualcun altro possa farlo. Una volta tornata a casa, però, in effetti quel top non è più così splendente e forse non è il caso di indossarlo in serate che non siano Carnevale o feste a tema.
Personalmente, sono riuscita a portarmi a casa un giacchino rosa-dorato di cui ero certa di non poter fare a meno. Anzi, me lo sono fatta portare a casa. Perché non l'ho visto in una vetrina, l'ho visto spulciando un famoso sito di shopping online e ho immediatamente pensato che doveva essere mio, che lui era nient'altro che il passaporto per serate estremamente cool. Proprio come suppongo sia stato per il top di paillettes verde smeraldo.
Ora è lì, mi guarda ogni volta che apro l'armadio, occhieggia e mi chiede almeno una serata di riscatto sociale. Nell'attesa che quel giorno arrivi, almeno è appeso su una gruccia.

7 commenti:

  1. Bellissimo questo post...:)
    Felice giornata <3

    p.s. e che riscatto sociale sia...dai, quel giacchino se lo merita ;) !

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    1. Hai ragione... Il problema è che non so assolutamente a cosa abbinarlo!!

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  2. Penso che dentro ogni armadio si nasconda un top di paillettes verde smeraldo :-)

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  3. Fai rivivere questo ricordo e indossa quell'abito!

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    1. Questa domenica sarà il capodanno cinese... Dici che è la volta buona??

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  4. Hej !
    Obserwujemy? Jeżeli tak, to zacznij : ) Odwdzięczę się tym samym :D
    Pozdrawiam !
    http://typicalifee.blogspot.com/

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