giovedì 26 settembre 2013

Trappole da orsi

E le multe ai bivaccatori folli davanti al Battistero.
E il sindaco che parcheggia la sua vettura elettrica nelle strisce sbagliate.
E il Guidone Barilla che la spara così grossa che fin Cruciani si sente in dovere di smorzarlo.
E la crisi dichiarata dal giornale in cui (ancora?) lavoro (?).
E le polemiche per le sculture di Botero in piazza.
Sì, ok. A Parma è in corso l'ennesima ondata di stupidera, si salvi chi può. Per me temo sia già tardi, pare che io sia stata colpita da una grave forma di stronzaggine che si manifesta in impeti di incontrollabile ira funesta che fomenta la mia innata propensione a disintegrare le poche cose buone a cui, in realtà, dovrei prestare più cura.
Ma facciamo un passo oltre.
La stupidera mi ha altresì portato a pormi questo quesito: se qualcuno ponesse delle cosiddette trappole da orsi sul mio cammino, quali esche dovrebbe apporre nel mezzo perché io, nonostante consapevole che si tratti di una trappola, non sappia comunque resistere?
Trappola n°5:
Una birra, grazie. Ghiacciata, grazie.
Trappola n°4:
I tortelli di zucca con burro e Parmigiano. Va bè.
Trappola n°3:
La spremuta. Ovvero, succo d'arancia fresco senza zucchero. Sembra strano, lo so, ma ne consumo ettolitri e ne vado molto ghiotta.
Trappola n°2: 
No ai fiori recisi, sì alle scarpe. Mazzi di scarpe. Ballerine, tacchi, stivali. O, meglio, una carta di credito illimitata da utilizzare nel miei negozi preferiti.
Trappola n°1:
Il gelato. Qualsiasi sia la stagione non importa: fammi trovare una vaschetta di gelato fiordilatte e cioccolato e la tagliola si sarà già chiusa attorno alla mia testa che neanche Saw L'enigmista.



venerdì 20 settembre 2013

Un attimo di attenzione, grazie

Chi è tutta sta gente?
Sono giornalisti, ahinoi.
Cosa ci faccio io lì in mezzo?
AHAHAHAH.
Perché abbiamo dei cestini della spesa?
Ecco, questo ora ve lo spiego meglio.
Si tratta di un qualcosa per cui ho messo volentieri a disposizione il mio faccione, anche se non meriterei cotanta credibilità.

Il progetto si chiama PARMA FACCIAMO SQUADRA e si pone l'obiettivo di sostenere le realtà locali che già da tempo si occupano di persone in difficoltà attraverso la distribuzione di pasti gratuiti e mettendo a disposizione generi alimentari di prima necessità.
A dare il via al progetto sono i grandi giocatori del Parma FC in campo negli anni '90 che, in questa occasione, hanno ri-fatto squadra per sostenere quella che è stata per lungo tempo la loro città e con la quale hanno mantenuto legami importanti: Nevio Scala, Lorenzo Minotti, Sandro Melli, Luigi Apolloni, Alberto Di Chiara, Fausto Pizzi, Marco Osio, Marco Ferrari, Luca Bucci, Gabriele Pin, Cornelio Donati hanno creato una catena di solidarietà a cui stanno prendendo parte varie associazioni e categorie del territorio, tra cui pure i giornalisti (visto? un cuore ce l'abbiamo pure noi).
Ora, come testimonial della campagna, mi sento investita di una responsabilità che probabilmente è più grande di me ma, nonostante i miei mezzi limitati, vorrei comunque tentare di comunicare che sono consapevole del fatto che in ogni parte di Italia l'emergenza non cessa mai di esistere e, per onestà intellettuale, sono consapevole di voler cercare di tirare l'acqua al mio mulino.
Chiunque di voi legga queste righe, che decida o meno di contribuire a questa campagna di raccolta fondi, deve altrettanto essere consapevole a Parma troverà sempre persone, volti, sorrisi, voci accoglienti. Burberi, è vero, ma ospitali e sempre pronti a non lasciare il prossimo in difficoltà. Perchè l'Emilia è così, l'Emilia sta in piedi e aiuta gli altri a rialzarsi. Terremoti, esondazioni, crisi, scandali, amministrazioni comunali di dubbio gusto. Non importa. Noi sappiamo come ci si rimette in piedi.
A Parma troverete una città bella oltre ogni immaginazione, una città ancora provinciale che sa conquistare con la sua cucina piena di burro e Formaggio, con le biciclette che attentano alla vita dei pedoni e con la luce gialla dei lampioni ottocenteschi.
Se qualcuno fosse tentato di donare anche solo una cifra irrisoria, lo può fare tramite il sito www.parmafacciamosquadra.it.
In ogni caso, siete sempre i benvenuti.

lunedì 16 settembre 2013

Non smentendomi mai

Ehm.
Niente.


È giunto il momento di confessare.
Niente. 
Ho perso l'aereo.
Causa forze di natura maggiore dalla mia volontà (nella fattispecia, un ingorgo in autostrada).
E quindi sono rimasta a casa.
Sì.
A casa o, meglio, in Italia. Perché presa dallo sconforto, uscita da Orio al Serio, non ho preso l'autostrada in direzione casa. No.
Sono andata a Torino, la città italiana che preferisco subito dopo la mia (Sì, sono campanilista. Quindi?).
Meno avventuroso come viaggio, è vero, meno esotico, meno affascinante. Però ho avuto comunque tempo e modo di fare quello che non facevo da tanto tempo: leggere al parco, andare per musei, mangiare nei tavolini all'aperto.
E piangere tutte le lacrime che da luglio non ero ancora riuscita a versare per la perdita di una persona molto cara, leggendo il libro che scrisse quando fu corrispondente dal terremoto in Abruzzo.
Il bilancio, tutto sommato, è in positivo, anche perché il viaggio a Porto è solo rimandato. Ma, per scaramanzia, non dirò né quando né con chi. 
Sì, ho momentaneamente deposto il desiderio di un viaggio in solitaria che duri più di una notte e non partirò da sola. Ma questa è tutta un'altra storia.
Nel frattempo, se andate a Torino:
SI, fortemente SI, al Museo del Cinema con tanto di ascensore panoramico sulla cupola della Mole.
FORSE al Museo Egizio. Intendiamoci, bellissimo museo, ben strutturato e incredibilmente ben mantenuto. L'antico Egitto mi affascina più di qualsiasi età arcaica ma, dopo anni di gite, visite guidate, libri, esami di storia, documentari si può anche fare a meno di vedere ANCORA reperti che, se ci pensate, erano solo vite altrui. Io non riesco mai a non pensare che mi scoccerebbe parecchio stare in vetrina da morta. Carino ma... Consigliato solo se piove/avanza tempo.
SI al Planetario, qualsiasi età voi abbiate.
SI a un qualsiasi parco del centro città: puliti, ben curati; meglio, ovviamente, se in stagione calda.
SI alla passeggiata sul Lungo Po. Cosa ve lo dico a fare?
SI ( ma non per forza) ai Murazzi.
SI al ristorante L'Angolo di Parin: vera, e ottima, cucina torinese!




 

lunedì 2 settembre 2013

Dieci giorni e poi ciao

Dieci giorni, ne mancano solo dieci. Dieci giorni e a quest'ora vedrò per la prima volta l'oceano e, incurante del freddo e di chi potrebbe rubarmi i pochi effetti personali mentre sono in acqua, proverò per la prima volta quella sensazione. Fare il bagno nell'oceano è diverso, dicono. È più scuro, più freddo. È diverso.
E proverò per la prima volta i Pastéis de Belém, insieme ai Pastéis de nata, la cantina di Sandeman,  le ostriche da Setúbal, il pesce spada da Sesimbra, i crostacei di Cascais, le cozze da Ericeira. 
Per la prima volta, la sensazione di essere libera di fare quello che voglio senza chiedere a nessuno. 
Nel frattempo, con il sorriso sulla faccia, scriverò per loro (a proposito, votate!) e per il "mio" giornale, che mi ha accreditato come i giornalisti adulti per un reportage destinato alla settimanale pagina viaggi.
Attendo, nel frattempo, consigli di lettura.