lunedì 21 ottobre 2013

Oh tua bella madunìna

Disclaimer: questo post non è "politically correct". Può essere apprezzato SOLO dagli emiliani, forse anche dai romagnoli, da chi conosce bene e apprezza le tradizioni culinarie di questa regione e da chi ha molto senso dell'umorismo.
Questo post NON deve essere letto da vegani/vegetariani estremisti.
Ade, perdonami.


Uno degli argomenti di discussione preferiti tra me e i miei genitori è quanto i milanesi non sappiano niente di cucina.
Passano gli anni e non ci stanchiamo mai di ridere al ricordo di aneddoti particolarmente esilaranti: il nostro preferito risale ai tempi in cui i miei nonni abitavano ancora nella Bassa parmense e ogni inverno uccidevano i maiali per ricavarne quei pregiati salumi per cui la mia provincia è famosa.
Uno dei culatelli artigianali ricavati fu regalato come gesto di ringraziamento al chirurgo che operò mio nonno da un grave tumore al cervello, nonostante fosse un'operazione molto rischiosa e incerta.
Si trattava di uno stimatissimo professionista di Milano e, visto che il periodo era prossimo al Natale, i miei nonni gli spedirono il miglior pezzo della loro produzione, stagionato in una cantina immersa nella nebbia che era sopravvissuta a ben due esondazioni del Po, prodotto da un maiale di prima qualità che, prima di diventare insaccato, era stato nutrito solo con frutta, verdura, ortaggi, ghiande a chilometri zero. Zero mangimi industriali, zero stalle in cui crescere pressati come polistirolo. Robe che (quasi) non esistono più.
Tutto questo per arrivare al momento in cui, un giorno, i miei nonni ricevettero la telefonata per i ringraziamenti di rito, durante la quale il chirurgo milanese specificò che il culatello era una delizia: lo aveva fatto bollire per circa due ore, prima di gustarlo.
Il problema del milanese medio è che di cucina non possiede nemmeno le conoscenze di base. Le tipicità regionali sono solo leggende da guardare a Linea Verde come fosse Chi l'ha visto, stagionatura, origine controllata, marchio registrato sono incomprensibili vocaboli di origine ignota.
Quando il milanese parte alla volta dell'Emilia si sente sempre come se stesse per intraprendere un'avventurosa scampagnata in territorio sottosviluppato, come se la semplice posizione geografica sotto-il-Po ci connotasse come esseri umanamente inferiori. Si sentono tutti come moderni Cristofori Colombi convinti di dover far girare l'economia e dispensare il più alto sapere agli indios vestiti solo di piume. Non sono cattivi, sono solo... Milanesi. Non è discriminazione, sono così e non c'è niente da fare.
Li vedi arrivare sui loro suv bianchi, sulle station wagon cariche di pargoli vestiti Ralph Laurent, li riconosci ancor prima di guardare la targa grazie alla velocità media (15 km/h circa) e alla capoccetta che guarda a destra e a sinistra, attoniti di fronte a cotanta distesa di campi non destinati all'abuso edilizio.
Le insegne "Trattoria", "Piatti tipici" e "Torta fritta" sono per loro la prova concreta di essere finalmente approdati nel paese dei balocchi, il resto non conta. Nemmeno se una di queste fantomatiche trattorie, intuendo la provenienza, rifila i peggio scarti riesumati dal fondo dispensa, gnocchi al sapore di niente e sughi a base di glutammato. Per loro tutto sarà eccelso, torneranno a casa e, tronfi di aver scovato un localino di quelli giusti, agli amici racconteranno quali delizie senza pari hanno mangiato, raccomandando calorosamente la tale o la talatra bettola in cui farsi abbindolare con il sorriso sulle labbra.
Ed ecco spiegato perché troppo spesso locali dove si mangia con la stessa qualità e la stessa igiene delle peggiori bettole di Caracas ottengono infinite stelle Tripadvisor, facendo cadere nel tranello innumerevoli altri allocchi dello stesso calibro.
Volete un consiglio che ho scoperto universalmente valido a mie spese? La grande cucina non ha bisogno di grandi insegne. 

Un abbraccio, con affetto e immutata stima, ai miei amici milanesi. ;)



martedì 15 ottobre 2013

La lista del Deboscio

In risposta a Il Deboscio, che io tanto stimo e leggo quotidianamente.

33 libri che trovi sempre sul comodino di una donna

I fiori del male NO. Ormai solo gli hipster lo leggono.
Orgoglio e pregiudizio NO. Però ho letto Orgoglio e pregiudizio e zombie. Vale?
50 sfumature Era per lavoro, ricordiamo. L'ho restituito con vergogna.
Le ho mai raccontato del vento del nord .
Memorie di una geisha NO. Però ho visto il film.
Il piccolo principe NO. Però l'ho letto in francese alle superiori. Vale?
Harry Potter SÌ. Ovvio.
Tokyo blues NO.
L’alchimista NO.
Kitchen NO.
Metafisica dei tubi NO.
Ti prendo e ti porto via NO. Ma che è 'sta roba?
Due di due NO. Non ero riuscita ad arrivare a riga due di pagina due.
L’eleganza del riccio SÌ. E sono fiera di non aver visto il film.
Il profumo Sarebbe "Profumo, storia di un assassino"? Allora SÌ.
Cent’anni di solitudine SÌ.
Seta NO. Perdonatemi ma io e Baricco non siamo esattamente anime gemelle.
La lettera scarlatta NO. Però vorrei esprimere solidarietà alla protagonista.
Jane Eyre NO.
Il diario di Anna Frank SÌ. 
Il giardino delle vergini suicide NO. Ma il film è stato sufficientemente soporifero per colmare la lacune.
Il ritratto di Dorian Gray SÌ.
Siddharta SÌ. Ci ho pure fatto la tesina di quinta superiore. Mea culpa.
La ragazza dai capelli strani NO. Qualcuno ha scritto la mia biografia?
Anna Karenina NO. Grazie al cielo NO.
Il maestro e Margherita SÌ. Be...
Ogni cosa è illuminata SÌ. Love.
Zia Mame NO.
La solitudine dei numeri primi NO. Santa pazienza, mi hai visto?
La casa degli spiriti NO.
Uomini che odiano le donne NO. Però ho visto il film senza Daniel Craig. Mi merito un applauso.
Il gabbiano Jonathan Livingston Ovvio. È degno di una religione.
La scienza in cucina e l’arte di mangiare bene AHAHAHAHA! EH??

giovedì 10 ottobre 2013

Buon compleanno Maestro

Oggi è il compleanno dell'unico uomo (oltre ai miei nipoti) di cui io abbia conservato l'effige in casa, nonostante una convivenza spesso burrascosa e un'amara separazione. Era il 16 dicembre 2010 quando, ignara di tutto quello che mi aspettava, ho messo piede per la prima volta in quel paese della Bassa parmense che gli diede i natali. Ne sono seguiti due anni di gioie e dolori, due anni di un lavoro che mi ha dato tanto e ha preteso di più. 
Di quel lavoro non avrei conservato un ricordo eccezionale se non fosse per un paio di colleghe a cui affiderei la mia stessa vita e per lui, per quest'uomo che ha inventato qualcosa che prima non c'era. Qualunque bambino che nasca a Parma e provincia impara a conoscere la sua musica e le sue opere ma pochi hanno la possibilità di conoscere l'essere umano che fu. E ancora meno persone hanno la possibilità di conoscere le persone che lo amano come se lo avessero incontrato, che lo studiano, lo curano, lo tramandano non come un mostro sacro ma come un complesso miscuglio di arte, musica, umanità, pregi e difetti.
Io ho avuto l'onore di tutto questo e di stare sdraiata da sola sul palco del teatro a lui dedicato (ma che mai vide) a godere delle sue note. Due anni di vita a lui dedicati, interroti bruscamente, che oggi ricorderei con ancora più amarezza se non fosse che lui ha creato attorno a sé un universo da scoprire. E io ne faccio parte.
Sarà per quegli occhi di ghiaccio che bucano la tela, sarà che nessuno al mondo potrà mai reggere il confronto. 
Riesce a farsi amare a distanza di 200 anni dalla nascita, malgrado un carattere tutt'altro che conciliante e, se lo ascoltassero su altri pianeti, riuscirebbe a farti idolatrare anche lì.

Va, ti posa sui clivi, sui colli, 
Ove olezzano tepide e molli
L'aure dolci del suolo natal!

Sei una rockstar. Buon compleanno Maestro.

lunedì 7 ottobre 2013

Femmina Omega VS Maschio Alfa

È passato più di un anno e io sono cambiata ben poco. Ero e rimango una Femmina Omega.
Che cos'è una Femmina Omega? Semplice: in termini di alfabeto greco, l'Omega equivale alla Zeta, l'opposto dell'Alfa. Di conseguenza, le due tipologie femminili fanno altrettanto: sono agli antipodi.
Una non rinuncia mai a tacchi, parrucchiere e appuntamento settimanale dall'estetista, l'altra è già tanto se si ricorda di pettinarsi prima di uscire di casa.
Come qualificatissima rappresentante del genere, ci tengo a precisare che la Femmina Omega non è una punkabbestia della montagnola di Bologna. La Femmina Omega ha cura di se stessa, si lava, si depila, si profuma però magari non tutto in una volta, ecco. La Femmina Omega ha qualche difficoltà nel dedicarsi con costanza alla propria femminilità, ecco.
Per esempio, in questo momento io sono pulita e profumata, indosso mutande altrettanto pulite ma di cotone color marroncino carne. Inoltre, stamattina i miei capelli avevano una piega deliziosa ma l'umidità ha ne fatto scempio e chi sono io per remare contro l'umidità, dopo 26 anni di convivenza rassegnata? Appunto.
Quindi, cosa succede quando La Femmina Omega incontra Il Maschio Alfa?
Normalmente, Maschio Alfa e Femmina Omega non frequentano gli stessi posti e difficilmente hanno amici in comune. Ovviamente, ci possono essere numerose variabili ed eccezioni. Il Maschio Alfa raramente sa cosa significa "variabili" ed "eccezioni". Ovviamente, anche in questo caso si può verificare qualche rara anomalia.
Può succedere che il MA venga a contatto con la FO in un'ambiente che è consono a entrambi: pare un'ossimoro, me ne rendo conto, ma se sono presenti fiumi di birra, cibi indigeribili e, soprattutto, giostre dove dar prova della prova idiozia allora tutto diventa più facile.
L'alcol fa miracoli, ed ecco spiegato perché la FO viene adescata mentre sta dando il meglio di sè, il che non significa ammiccare e scuotere la chioma con movenze seducenti, bensì chiedere allo sconosciuto MA "Mi tieni la borsa?" e andare a saltare per 10 minuti sui tappeti elastici dopo aver ingurgitato circa due litri di birra accompagnati da wurstel alla griglia, patatine e bretzel e, a seguire, fissare con sguardo vitreo un tizio che alla modica cifra di 5 euro dà la possibilità al pubblico astante di tentare la guida in stato di ubriachezza molesta di una bici con il manubrio montato al contrario.
I dialoghi scaturiti sono grotteschi ma ormai il danno è fatto: la Femmina Omega viene vista come un simpatico scimpanzè ubriachino con cui è possibile divertirsi e fare cose turpi, mentre il Maschio Alfa diventa l'incarnazione di una qualsiasi fantasia in stile telefilm americano.
Svaniti i vapori alcolici, il buon senso suggerirebbe che tutto dovrebbe ristabilirsi sui normali parametri (ciao ciao, ignoramoci) e invece no.
Perché non proviamo a frequentarci?
Perché non vieni a casa mia a guardare il motomondiale?
Perché non mi accompagni alla galleria d'arte?
Oggi vado in pista a girare in moto, perché non vieni?
Domani mi hanno chiesto di tenere una lezione di storia della fotografia, perché non vieni?
Perché poi va a finire che per dimenticare si passano serate
COSÌ
PERCHÉ NO.
Punto.
Se l'universo ha fatto in modo che l'olio non si mescolasse con l'acqua, che fosse impossibile starnutire ad occhi aperti, che i rossi di capelli abbiano un fototipo incompatibile con la luce del sole, che un coccodrillo non si possa accoppiare con una zebra CI SARÀ UN MOTIVO.