domenica 29 dicembre 2013

La mia Itaca

Sono giorni difficili per chiunque desideri rientrare nei jeans preferiti. Io, ad esempio, nemmeno ci provo. Momento pubblicità progresso: cinque minuti di lode silenziosa per ringraziare i collant push up di Calzedonia, strumento divino di cui abuserò fino a primavera o finché la fatina della taglia 40 non verrà a suonarmi il citofono.
Sono a casa dei miei genitori da quello che ormai mi sembra tempo immemore e... Oh guarda! Cosa fa una fetta di panettone ricoperto di cioccolata abbandonata tutta sola sul ripiano della cucina? Aspetta che ti mangio, così vai a fare compagnia a tutte le tue sorelle.
La verità è che dormo, mangio, accendo il pc, accendo la tv (come farò senza il canale CinemaChristmas, qualcuno me lo spieghi), guardo tubini neri di Mango nei quali potrò entrare ancora se inizio a nutrirmi solo di minestroni Knorr, vado in overdose da immagini, dormo, metto a posto la coscienza facendo salutari passeggiate in campagna, poi arrivano le mie amiche e mi trascinano a bere bombardini a casa di genitori, nonni, zii, parenti altrui, gente mai vista prima ma sempre pronta a farti ingurgitare calorie.
Tu sei lì che giochi a briscola con tutta l'allegra combricola di amiche del liceo dopo l'ennesima giornata di abbuffate, con i pantaloni di una tuta riesumata dai
resti archeologici di quando ancora facevi ginnastica a scuola, con un maglione da far invidia a Mr Darcy, struccata e rilassata perché succede una volta all'anno e PERCHÉ TANTO STIAMO IN CASA e chi compare dalla porta? CHI? Chi compare mentre tu sei conciata come la figlia di Fantozzi?
IL
FIGO
DEL
VILLAGGIO.
L'unico essere di sesso maschile nel raggio di chilometri con cui da anni ancora sussistono quelle schermaglie e occhiatine tipiche degli adolescenti provinciali. Il Corto Maltese della Pianura Padana.
La soluzione non è scappare in bagno fingendo il cagotto, come mi ha gentilmente suggerito quella che si suppone essere la mia migliore amica, bensì fare esattamente finta di niente. Sorridere come Martha Raye e ingurgitare d'un fiato quel che resta della terza birra media che ti sei messa in corpo.
Dopo tutto, questa è pur sempre la mia Itaca.

"Ulisse me lo disse 
giri il mondo e resti triste 
se non trovi un'Itaca dentro di te".

sabato 21 dicembre 2013

Dieci cose da dire a una ragazza per renderla pappa anche se ha un quoziente intellettivo molto più alto del tuo

La ragazza dei vostri sogni è troppo intelligente per voi e non sapete come conquistarla?
In passato avete frequentato solo troniste di Maria a cui bastava un cocktail offerto per sganciarla ma ora siete inspiegabilmente attratti da quella pazzerella spettinata e con gli occhiali più grandi della faccia che non sopporta nemmeno l'idea di farsi vedere con voi che avete la Mini Cooper con gli inserti fosforescenti?
Ecco, meritereste di essere banditi dal genere umano ma è quasi Nasale, siamo tutti più buoni e voglio farvi un regalo che non potete rifiutare: dieci, e dico ben dieci, frasi da dire a grandi e piccine che le farà cadere ai vostri piedi nonostante l'abisso cerebrale che vi divide.


Come diceva il buon Nanni Moretti, le parole sono importanti: probabilmente quanto segue per voi non ha alcun senso, e in questo caso mi sento anche di darvi un po' ragione, ma ci sono alcune frasi che hanno l'infallibile potere di piegare anche le menti migliori. Colpa di tonnellate di film e telefilm che già dalla tenera infanzia ci hanno convinto che il principe azzurro si cela sotto le più mentite spoglie.

#10 I miei nonni ti adorerebbero.
In assenza dei nonni vanno bene gli zii, il barista di fiducia, i vecchietti del condominio a cui portate le casse d'acqua fino al quinto piano senza ascensore, la segretaria a un passo dalla pensione a cui offrite il caffè ogni giorno che Dio manda in terra. E sapete perché? Perché l'anziano fa subito tenerezza, le farete credere di essere persone a modo e di darle accesso a una sfera molto esclusiva della vostra vita privata.

#9 Dove sei stata finora?
Ovvero: le altre sono solo polvere in confronto a te. Da NON usare nel caso siate stati vicini di casa per tutta l'adolescenza ma voi eravate troppo impegnati a fantasticare sui vedo non vedo delle modelle dei cataloghi Postal Market per accorgervi della giovane dirimpettaia tutta apparecchio e lentiggini.

#8 Mi basti tu.
Invito a cena a casa vostra (l'uomo che cucina fa sempre un discreto effetto):
Lei: "Io cosa porto?" 
Lui: "Una bottiglia di rosso buono".
Lei: "Al dolce pensi ci hai già pensato?" 
Lui: "Per il dolce basti tu". 
Vi siete garantiti anche un completo intimo che non sia a fantasia di ananas.

#7 Penso che Giovanni Allevi sia l'equivalente musicale di Fabio Volo.
Ovviamente, il tono di voce NON deve essere entusiasta. Se lei, nonostante sia più intelligente di voi, è pure fan di Fabio Volo allora siete liberi di mostrare tutto il finto fervore di cui disponete (o, magari, anche scappare sgommando).

#6 Vedere il tuo viso ha smosso la mia allenatissima imperturbabilità.
Semplice ed efficace per una perfetta sviolinata che non passa mai di moda.

#5 Lovely... Never, ever change.
Keep that breathless charm. 
Won't you please arrange it ? 
'Cause I love you... Just the way you look tonight.
Ovvero, come scomodare Frank Sinatra solo per dirle che lei, ebbene sì, sprizza fascino da tutti i pori, tanto da togliere il fiato, e non deve cambiare mai. Canticchiatela con nonchalance anche se avete la grazia di un tacchino, scrivetela sul finestrino lercio della sua macchina, mandatele un sms. Il tocco di classe? Farla ballare sulle note della versione di Bryan Ferry (E, sì, ci sono passata anch'io quindi SO cosa vuol dire).

#4 Parlare con te è come avere finalmente accesso a un universo finora sconosciuto.
Figurone assicurato: in un colpo solo date segno di ascoltare quello che dice, apprezzando ogni sillaba pronunciata. Sarà consapevole di essere più intelligente ma con la certezza che voi non ne siete intimoriti. Da usare responsabilmente per non causare casi di logorrea patologica irreversibile.

#3 Sei bella come una fotografia di Doisneau.
Se lei conosce Robert Doisneau e tutta la sua produzione, le vedrete scintillare gli occhi proprio come succede ai personaggi degli anime. Se lei non lo conosce ma estrae lo smartphone al primo vostro attimo di distrazione, sperate che Google dia come primi risultati Il bacio davanti all'Hotel de Ville e non Il clochard Coco. Se lei non sa chi è e non ha nessuna intenzione di curarsene, andrà in fiducia e vedrà in voi un barlume inaspettato di cultura contemporanea.

#2 Sono innamorato delle tue orecchie.
Dopo un primo momento di sbigottimento e incredulità, lei si crogiolerà al pensiero che la vostra attenzione di uomo virile si sia soffermata su un tenero dettaglio come le orecchie, producendo un fiume di inutili sbrodolamenti interiori ("Oh ma allora non mi guarda solo le tette! E' sensibile, di me gli piace tutto, se si è soffermato a guardarmi un dettaglio insignificante come le orecchie che io finora ho sempre considerato degne di Dumbo l'elefantino vuol dire che gli piaccio PER QUELLO CHE SONO..." eccetera eccetera).

#1 Zitta, voglio sentire il tuo cuore che batte.
BAM! E' fatta. Ideale dopo un amplesso per garantirsene almeno altri due, anche se siete scarsi.

Disclaimer: ci tengo a sottolineare che questa è ironia. Le donne che ne sono prive e a cui prudono le mani dalla fregola di digitare furiosamente insulti e smentite perdono il loro prezioso tempo.

venerdì 13 dicembre 2013

Finali di stagione

L'anno volge al termine e Facebook è già pronto a propinarmi un bilancio dei miei momenti più importanti.
Zuckerberg, so che sei un genio miliardario e via dicendo, ma te cosa ne sai? Cosa ne sanno i tuoi algoritmi? Come pretendi di fare il bilancio dei quasi 365 giorni appena trascorsi a una persona che considera un vero traguardo degno di nota la decisione di passare finalmente allo spazzolino elettrico?
Non puoi, ecco cosa.
E poi io, il 2013, non ci penso proprio a ripercorrerlo. È stato un anno di merda, ecco cosa.
Hai presente partire dallo start con la Batmobile e arrivare al traguardo con una Seicento del 2001 color passato di verdura, senza aria condizionata, senza riscaldamento, senza fendinebbia, con i tergicristalli che esalano il loro ultimo soffio vitale a ogni goccia di pioggia mandata dal cielo e con la marmitta che ti abbandona a ogni dosso costruito dalle amministrazioni comunali stronze? Ecco. Questa è la sintesi del mio anno appena trascorso.

Colgo l'occasione per mandare un caloroso vaffanculo a quella cagna maledetta della mia ex titolare, sparita nel nulla esattamente un anno fa senza rinnovarmi il contratto di quello che era, sì, un lavoro che mi aveva profondamente stancato ma che aveva comunque il vantaggio di non farmi preoccupare per la sopravvivenza.
Colgo l'occasione per accomiatarmi dalla mia esperienza televisiva: è stato un amore difficile e inaspettato, totalizzante, combattuto e divertente. Ti ho amato, ho dato tutta me stessa per te e non ne ricavato nulla, se non l'amarezza di essere stata gettata via come uno straccio usato. Tipico.
Colgo l'occasione per ribadire che non ho più l'età: ho il raffreddore, la schiena bloccata e innumerevoli capelli bianchi. E le occhiaie.
Colgo l'occasione per ringraziare fagiolo, che è diventato un amico di quelli veri.
Colgo l'occasione per fare un ciao ciao con la manina alla manciata di uomini passati da queste parti nel corso dell'ultimo anno: qualcuno di voi mi legge e vorrei indietro il mio orologio, grazie.
E, infine, questa è per te, Gulliver, meglio conosciuto come la fornicazione ai tempi di Paperissima Sprint: a te niente ciao ciao con la manina. Smettila di pubblicare foto di merda su Instagram e vai a lavorare.

lunedì 9 dicembre 2013

lunedì 2 dicembre 2013

Clio spostati

Premessa: questo è l'ennesimo post assolutamente politically INcorrect, privo di democrazia e, soprattutto, di tatto.

No dico siamo nel 2013, ve lo devo dire io che ANCHE BASTA di truccarsi con stucco e pennello di cinghiale? Non vi basta Real Time, Fox Life, Lei, tutti i canali televisivi digitali e satellitari, le riviste, i siti, la pubblicità, e tutto 'sto bombardamento mediatico che gira attorno a quella particolare bellezza LESS IS MORE? 
Perché ancora vi ostinate a imbrattarvi le ciglia? Perché?
Che voi non lo sapete, non lo capite, ma al mondo esistono persone che, come me, hanno ricevuto in dono dalla vita la particolarissima caratteristica dell'eccesso di fantasia. Voi non immaginate quali traumi potete provocare presentandovi con tutto quel nero, con quei grumi attaccati alle ciglia da far sembrare gli occhi un covo di ragni pelosi.
BASTA! Che poi vi fisso e faccio le figure di merda.