lunedì 20 gennaio 2014

Ci conosciamo?

Pare che il 20 gennaio sia il giorno più triste dell'anno.
Io però voglio risollevare gli animi raccontando di come sono tornata dopo anni, e dopo aver giurato mai più, nella discoteca del paesiello che ha segnato ogni venerdì sera tra il 2007 e il 2009.

Ma come ho potuto, ma a cosa pensavo, ma ero davvero così disperata, o forse ero solo troppo ubriaca, ma perché nessuno mi ha fermato, sono solo i primi tra i tanti interrogativi che è giusto porsi di fronte a tutti quei cancheri disumani con cui ho avuto il coraggio di limonare. Non esistono risposte che possano lenire il proprio sgomento, ma ne esiste una da usare senza indugio. Solo due lettere, una consonante e una vocale. No.
Ci conosciamo?
NO.
Non ci siamo già visti?
NO.
Io ti conosco!
NO.
Soprattutto se si tratta di un hippie conosciuto ad una festa a tema anni '50, convinto di essere LA promessa della musica italiana. E guarda invece dove me lo ritrovo anni dopo, nello stesso identico posto, in pista a ballare CON ADDOSSO UNO SCALDACOLLO DI PILE FOSFORESCENTE.
Sì, proprio lui, quello che ho conosciuto mentre indossavo quell'orrenda gonna nera a pois bianchi, quello che mi ha fatto perdere due fantastici orecchini vintage a clip, quello che mi trascinò sulla sua Bravo scassata per farmi ascoltare le AUDIOCASSETTE incise probabilmente con il mangianastri allegato ai fustini del Dixan di qualche lustro fa. Quello che prima di chiedermi di vedersi per una pizza, mi aveva proposto di partire per il coast to coast. E non in Basilicata. Me lo ricordo, eccome. E ricordo anche che non facevo altro se non annuire estasiata perché ero giovane, scema e con gravissimi problemi di alcolismo. Ora è lì che mi fissa e, nonostante lo sguardo vitreo, lo sa che sto dicendo una cazzata.
Se l'andazzo è questo, quattro mojito, capite bene, sono il minimo indispensabile per reggere la serata. Arriva però il punto di non ritorno in cui sono i collant a non reggere più le dimensioni della vescica.
E mentre aspetto il mio turno calcolando quante brioches mi serviranno per asciugare tutto il rum ingurgitato, da una delle porte esce chi se non la mia personalissima interpretazione di Voldemort, Colui Che Non Doveva Essere Nominato Fino a Qualche Mese Fa. L'angoscia fall-winter 2011-2012.
Due anni che non lo vedo, nemmeno abitiamo nella stessa provincia, ma no: lui deve essere lì a ricordarmi quanti neuroni è stato in grado di far evaporare in appena quattro mesi di relazione. Lui, che detiene il primato delle frasi stronze capaci di abbindolare anche Margaret Thatcher (ebbene sì, è lui ad aver partorito le numero 1, 2 e 5). Sgrana gli occhi con la stessa intensità della mucca che guarda il treno passare e boccheggia come i pesci rossi nei sacchetti delle giostre.
Ed è in momenti come questo che mi sento illuminata da luce divina per non aver preso proprio alla lettera il dress code della serata, nella fattispecie Gothic Dark.
Ed è in momenti come questo che sento di dover ringraziare un Dio che dev'essere per forza da qualche parte, altrimenti non si spiega la decisione dell'ultimo minuto di indossare quel vestito regalato dalla mia migliore amica perché "un vestito acchiappacazzi lo devi avere nell'armadio, non puoi sempre vestirti a sacco". E non si spiega lo stato di grazia dei capelli, e nemmeno il trucco ancora impeccabile, e ancora meno le improvvisate doti recitative che hanno toccato vertici estremi che Jennifer Lawrence spostati con quella risata naturale, spontanea e sincera e quel maddaiiiii che ci fai anche tu quiiii!?! seguito da sorriso senza rossetto color vinaccia sui denti.
Ci conosciamo?
SÌ CARO, E FINALMENTE TI VEDO PER QUELLO CHE SEI: STEMPIATO, PSICOPATICO E CON LA BASIOLA CHE NEMMENO CARRIE BRADSHAW NEGLI ANNI '90.

Nel frattempo, l'attuale fidanzata della mia più recente frequentazione semi seria, che, nonostante fosse malamente naufragata per conclamata incompatibilità, era sfociata in quella che ormai fu una discreta amicizia, scrive su Facebook: «Tu sarai pur bellissima ma il mondo è pieno di donne belle. Io l'ho fatto innamorare dei miei difetti».
Tieniti pure i tuoi grossi polpacci, cretina.

19 commenti:

  1. Viva i miracoli improvvisi e gli stati di grazia dei capelli e del trucco.
    Per tutto il resto, ovvero gente conosciuta quando si avevano problemi di alcolismo egiovinezza (più o meno passegeri), l'importante è negare. Negare sempre. O nascondersi. O invocarela temporanea insanità mentale.

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    1. negare sempre e salutare sorridenti con la manina a conchetta come la regina d'Inghilterra, non trovi?!

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  2. No...No...e ancora NOOOOOOOO !!!!
    <3

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  3. L'ultima frase mi ha fatto morire! ahahahahah!

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  4. Ahahahahahahahaha... Oddio. Ma alla tizia che scrive su facebook quella frase, brucia ancora il culo per caso? Altrimenti non riesco a spiegarmi il motivo di codesta frase.

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  5. Ahahahahah oddiooooooo! Voglio che mi racconti tutto dal vivo!!! :D

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  6. Ma se una al primo bacio ti rutta addosso che fai? Rispondi con rutto altrettanto meritevole e a lei non resta che fare chapeau?
    Come va la dipendenza da Brioschi?

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    1. non saprei... credo dipenda dai gusti! tu che faresti? a questo proposito, il Brioschi aiuta ;)

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    2. Io mi farei una risata, di quelle non da competizione (se proprio c'è da precisare). Il post m'ha lasciato un retrogusto un po' acido: immagino sia l'alcol che faccia ridere naturalmente in corsivo, ma non lo bevo da un po' e non ricordo benissimo.

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    3. Ma l'occhiolino che grado di parentela ha con la manina a conchetta?

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    4. L'occhiolino è il nipote adolescente sbarazzino

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    5. Rimane pur sempre un principino. Ah, signora mia, ai miei tempi i ragazzini li si mandava in miniera, o nei campi, o in guerra, altro che internet e discoteche.

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