martedì 4 febbraio 2014

Le pezze degli altri

Non so voi ma io mi faccio tirare delle pezze paurose.
Dicesi dalle mie parti "pezze" come sinonimo di "attaccare bottone", ovvero quando sconosciuti/conoscenti cominciano una conversazione con un pretesto qualunque, trattando di argomenti vari ed eventuali per il semplice gusto di farlo o perché l'interlocutore ha la faccia che dice sì, parlami pure dei cazzi tuoi che tanto io ti ascolto o al massimo mi faccio l'elenco mentale di cosa compare la prossima volta che passo da Mango.
Ci sono magari giorni in cui ho voglia di stare a sentire la farmacista che mi spiega del 4 in latino di suo figlio come di prestare attenzione a mia madre quando si ostina a blaterare cose mentre sono ancora avvolta nel piumone le poche volte che torno a dormire nella magione genitoriale. Ma, in fondo, la mia patologica curiosità ha sempre la meglio e chi sono io per dire arrivederci? Ci mancherebbe. Deliziatemi pure con i vostri amori non corrisposti, chiedetemi una trascurabile opinione sulla maturazione delle pere o sul colore del rossetto che vi sta meglio, commentatemi la nebbia, lamentatevi dell'umidità e raccontatemi dell'ultimo ristorante provato, della vacanza sulla neve, dell'insalata nell'orto, della geopolitica del Brasile, della passione per la danza. Musica per le mie orecchie, cibo per la mia insaziabile fantasia. Che poi mi faccio dei film mentali che Steven Spielberg levati proprio.
Ma tra tutti i possibili pretesti ce n'è uno a cui proprio non so dire no e, anzi, non importa dove io stessi andando così di fretta fino a poco fa: dobbiamo parlarne finché morte non ci separi.
Un attico vista Duomo con terrazza, vetrate, parquet,
cucina a isola e travi a vista
a 400 euro al mese compresi i consumi e la portineria??
L'IMMOBILE. 
Sì, la casa, il mattone, i giornaletti con gli annunci immobiliari, l'arredamento, il restauro.
Tu dimmi solo oddio che stress cercar casa, è quasi peggio che lavorare che io son subito pronta a portarmi il dorso della mano alla fronte e parlare per settimane di metrature, ascensori, consumi, riscaldamento, balconi, terrazze, soffitti, controsoffitti, mansarde, soppalchi, piastrelle, parquet, sanitari, vicini di casa molesti, giardini, vasi di fiori e stendipanni.
Lo so, fa molto anziana, fa molto anziana borghese, fa molto anziana borghese di provincia ma è da quando sono bambina che adoro vedere le luci delle case quando, durante l'atterraggio notturno dell'aereo, ci si avvicina ai centri abitati, sarà che non so resistere alla tentazione di sbirciare dentro le finestre altrui, soprattutto quando comincia a far buio, sarà che la casa è il bene più prezioso.
Credo che sia stata mia cugina ad attaccarmi questo morbo quando, invece di farmi fare i compiti, mi faceva sfogliare riviste su riviste di arredamento perché lei stava per sposarsi e doveva metter su casa. Il risultato è che ora in cucina ha un lampadario che fa la luce rossa. No dico. Abiti a Amsterdam e non me ne sono mai accorta?


1 commento:

  1. Ahahahahahahaha!!
    Ma quanto sarebbe bello entrare nelle case degli altrui e sbirciare tutto senza essere viste?
    (Si, sono malata!)

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