martedì 11 marzo 2014

Non dire Knorr

Il nuovo millennio ha partorito tantissime nuove variabili umane più o meno fastidiose.
Stiamo tutti a scagliarci contro gli indie, gli hipster, le imitatrici di Zooey Deschanel, i club del tramezzino, gli inestinguibili tronisti di Maria, trascurando una categoria in costante e inesorabile aumento.
I GOURMET.
I gourmet, attenzione, non sono chef, non sono sommelier, non sono ristoratori e nemmeno food blogger: sono una categoria di individui non malvagi ma potenzialmente ingannevoli e sicuramente dei gran rompipalle.
Con loro è altamente sconsigliato intraprendere un dialogo che sia minimamente incentrato sul cibo, perfino la pizza da asporto diventa un pretesto per dare dell'ignorante al prossimo.
«Hai assaggiato la pizza completamente bio nel nuovo asporto di via dalla parte opposta della città rispetto a dove abiti te
«No. Buona?»
«Guarda. NON PUOI CAPIRE. ECCEZIONALE»
«La proverò. Comunque anche il Merda sotto casa mia non è male eh...»
«No ma qui si tratta proprio di un'altra cosa. Non è nemmeno paragonabile. Cioè una teglia 4 gusti mi costa 24 euro ma è un'esperienza che non ti fa più tornare indietro...»
E STI CAZZI QUANTO LI PAGHI?
Ora. Se c'è una cosa che mi riesce molto bene nella vita, quella è mangiare. Giuro, sono bravissima. Da degna figlia di ristoratrice, sono cresciuta con l'amore per le tradizioni, per i sapori e con la curiosità di assaggiare. Fosse per me mangerei fuori ogni giorno. Però capite bene che una giornalista precaria non si può permettere di raschiare il fondo di tutte le borsette ogni volta che ha voglia di pizza, no?
Il gourmet invece, il degustatore di sapori raffinati, l'annusatore sopraffino, non accetta un pasto che sia normale. Deve esserci sempre l'ingrediente che lo differenzia dalla massa.
L'uovo sodo non può essere condito da sale e pepe, nemmeno da maionese, no. Ovviamente il gourmet ha le galline sul balcone del bilocale vista Duomo, cucina solo le uova fresche di giornata e le mangia solo se spruzzate di paprika della Micronesia e sale a scaglie estratto a mano dagli sherpa dell'Himalaya durante la luna calante.
La verdura, rigorosamente acquistata in fattoria, non si condisce con olio e aceto, ma con tabasco importato dall'Isola Che Non C'è perché ha quel retrogusto che ricorda le botti di rovere dove fanno maturare quel vino di cui vengono prodotte solo quattro bottiglie l'anno.
Il pane si fa in casa a mano e si cuoce nel forno a legna ubicato insieme alle galline sul balcone 2 x 2 cm, l'acqua non si compra al supermercato ma ogni domenica si va sull'Appennino a riempire taniche e bottiglie alla fonte non certificata, i surgelati sono un insulto, i salumi vale la pena di chiamarli tali solo se si è assistito al processo di lavorazione della carne perché ha un amico/un parente che.
Il gourmet, in poche parole, si sente investito del sacro dovere di insegnare alla gente a esaltare i sapori.
Non raccontare al gourmet i tuoi pasti miseri perché li prende come offesa personale.
Il massimo punto di sfregio, infatti, l'ho modestamente raggiunto io e credo che nessuno sappia fare meglio:
«Stasera ho cenato con passato di verdura in tetrapack Knorr e cracker».
«Sei una brutta persona».

19 commenti:

  1. ok, ma non mi dire che ti piacciono i saikebon !!!

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    1. Ovviamente li ho assaggiati ;)

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    2. Mah... Lì per lì non mi sono dispiaciuti però non sono affatto soddisfacenti

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    3. meglio una carbonara fatta al momento :-)

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  2. Ahahah geniale! D'altronde, anche questa è una moda e passerà appena Bastianich e compagnia non faranno più successo :P

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    1. Dici? Secondo me è un fenomeno molto più difficile da estirpare...

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  3. io sono una a cui piace cucinare, però, non mi atteggio a gourmet... per il tuo stesso discorso... mica posso raschiare il fondo del portafoglio per andarmi a mangiare una pizza!!! ;) e sai cosa aggiungo? che a me piacciono un sacco i risotti pronti knorr o le zuppe nelle buste!!!! però niente tetrapack... almeno quelle liofilizzate in cui l'acqua ce la devo mettere io!!! ;)

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    1. ma guarda... nemmeno io me la cavo male in cucina ma ci sono giorni (la maggior parte dei giorni) in cui arrivo a casa e la voglia di stare appresso ai fornelli è zero. poi, intendiamoci, i ingredienti di qualità mi piacciono e li apprezzo ma non trovo che siano indispensabili. infatti, il passato di verdura mi piace da morire, che sia fresco, liofilizzato o in tetrapack ;)

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  4. Per fortuna non ne conosco manco uno. Vabbè che qua a Roma al massimo c'abbiamo Chef Rubio.

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  5. Sotto casa mia, invece, c'è il Lurido.

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  6. Oddio, muoio.. Sono veramente esseri della peggior specie! Bravissima, articolo fantastico!! :)

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  7. ahahaha mi hai fatto morire dal ridere XD vade retro sofficini! creature malvagie quelle.

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    1. I sofficini non piacciono nemmeno a me!

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