sabato 26 aprile 2014

Il lavoro, il precariato e la liberazione ai tempi del 2014

Allora, che dici? 25 aprile convegno MENSA e rane fritte?
È uno scherzo?
No veramente era un invito...

E questa è solo la conclusione di una settimana che è paragonabile solo a un girone infernale che Dante Alighieri, nonostante la sua saggezza, non poteva prevedere nemmeno se avesse continuato altri 10 anni con le metanfetamine medievali che gli hanno procurato il titolo di Sommo Poeta. Un girone infernale in cui giovani precari vengono continuamente inseguiti da incombenti scadenze di affitti per appartamenti condivisi e bollette esorbitanti, dai prodotti scaduti da mesi nel frigorifero ormai dotati di capacità di intendere e volere, e da caporedattori che chiamano alle 6.50 del mattino. Al contempo, il precario peccaminoso deve inseguire senza sosta improbabili lavori che hanno pochissima attitudine alle proprie competenze e titolari che ogni mese fanno fatica a programmare correttamente i dovuti bonifici, sempre attento però a schivare con destrezza gli impieghi a provvigione, gli inviti ad appuntamenti di cui sopra, le chiamate dei call center e dei genitori angosciati la cui unica preoccupazione pare essere diventata l'alimentazione varia, equilibrata, ma soprattutto abbondante del figlio che in realtà sta soccombendo sotto tonnellate di volantini dei cibi d'asporto e/o domicilio di città e provincia. 
Quando ero al liceo, la professoressa di lettere e latino ci aveva introdotto la lettura della Divina Commedia promettendo con entusiasmo che, finita l'opera, avremmo avuto l'impressione che Dante avesse fatto DAVVERO questo suo viaggio tra inferi e paradiso. Ci sono giorni in cui vorrei andare da questa professoressa, pigliarla per i capelli e dirle che per trovare l'inferno non è necessario affidarsi al Sommo Poeta, basta nascere nel secolo sbagliato e scegliere Lettere all'università. 

Come ho già accennato altre volte, la scelta del titolo del blog è stata il frutto di una frase detta in modo scherzoso e casuale e, se è diventata la porta per un mondo parallelo, è un anche un po' merito di un ex fidanzato che, nonostante fosse lievemente scemo, per primo mi incoraggiò ad aprire una sorta di diario che parlasse delle difficoltà di una relazione tra precari. La relazione naufragò in breve tempo, ma io decisi comunque di mantenere invariato il titolo, pur non avendo alcuna idea di quanto da lì a poco l'amore e il precariato avrebbero avuto nella mia vita implicazioni e intrecci comuni.
Sì perché pare che quanto più il mestiere per cui si è scelto di dedicare anima, corpo, sangue, lacrime e sudore sia in balìa della bufera, allora anche la vita sentimentale debba fare altrettanto.
Non ne abbiano a male quella manciata di maschietti che leggono queste pagine e non si sentano (troppo) perculati quelli che loro malgrado hanno incrociato la mia via e sono inconsapevolmente diventati fonte di ispirazione, ma lì fuori ci sono dei casi umani che LEVATEVI. CRIBBIO. 
Ma perché, ma cosa ti fa pensare che come primo appuntamento tu possa proporre UNA QUALUNQUE INIZIATIVA DEL MENSA e, in alternativa, RANE FRITTE!?
Per inciso, il MENSA è quell'associazione internazionale senza scopo di lucro di cui possono essere membri le persone che abbiano raggiunto o superato il 98º percentile del quoziente intellettivo. Per diventare un "Mensano" (mi asterrò dal creare rime anche se mi prudono le mani), bisogna rientrare in quel 2% di popolazione mondiale con il più alto QI. 
Apriamo una piccola parentesi su questo mirabolante mondo di super intelligenti: ovviamente, per conquistarne l'accesso bisogna superare determinati test. Il Mensa utilizza le Matrici di RavenEcco io guardo queste belle figurine e l'unica cosa che mi viene in mente è MA CHI È CHE PIASTRELLA ANCORA CASA CON 'STE FANTASIE OSCENE ANNI '70?!
Non voglio fingere falsa modestia, ma il fatto che io abbia una cultura variegata, sia indipendente e sappia mettere insieme le frasi, non fa di me un'intelligenza superiore. La verità è che sono un'acida svampita cretina che guarda ancora i film dei supereroi Marvel, che canta pedalando su una bicicletta ROSA e diffida da qualunque gusto di gelato che non sia fiordilatte. Mi ci vedo proprio a partecipare a una serata Mensa: tutti a parlare di fisica quantistica e filosofia del periodo assiale, io in un angolo a fissarmi le doppie punte.

Dalle scelte più importanti, come l'impegno per portare avanti un lavoro precario e rischioso a costo di passare giorni di vero inferno, alle banalità che sono solo delusioni passeggere, passando attraverso quelle rinunce che pesano come un macigno ma in fondo si sa che dire basta, non senza una dose di egoismo, è l'unico modo per salvarsi: il mio 25 aprile è finito così, con la liberazione che solo la consapevolezza di poter dire anche no a qualcosa che non fa al caso mio. 

E poi il mio 25 aprile è finito così, a cantare Bella Ciao al Coachella della Bassa Padana, ancora rossa come la Resistenza e come il Lambrusco.




4 commenti:

  1. rane fritte? [ho letto tutto il post, ma il mio cervellino è rimasto impantanato sulle rane fritte. Evidentemente anche io non sono materiale da Mensa, a differenza di Immanuel Casto]

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    1. Non mangerei le rane fritte nemmeno se stessi per morire di fame, figurati.

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  2. Non ci sono parole. Davvero. Se può esserti di consolazione anche il mio 25 aprile è stato una cacca. Non mi sono liberata di niente.

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