sabato 21 giugno 2014

Summertime disagio

Sì, oggi è il primo giorno d'estate.
Sì, sono tornata. E anche da un po'.
Sì, ovviamente il disagio mi è ripiombato addosso non appena la pesantissima domanda  E adesso cosa faccio? è tornata a tormentarmi come l'allarme dei vicini che non hanno ancora imparato a memoria il codice di sblocco.

Avevo anche preso in considerazione l'idea di abbandonare questo blog, visto il rischio crescente che diventi solo un susseguirsi sterile di lamentele e banalità.
Ma poi ho pensato e mi sono detta che se DAVVERO nella vita quello che voglio fare è scrivere, dove spero di arrivare senza scrivere? Appunto.
Massimo Bottura non è arrivato a essere considerato il miglior chef del mondo senza aver fatto almeno due uova al tegamino tra le mura domestiche.

E quindi.

Niente, ho passato un mese annotando mentalmente ogni spunto da tradurre in parole, parole di cui non è rimasta traccia, quasi come se, disfando le valigie, avessi cacciato in lavatrice anche loro.
Le metafore mi vengono sempre molto bene, sì, ma non saprei come altro descrivere il vuoto che ha prodotto in me un ritorno che ho desiderato ma che non ho saputo affrontare.
E adesso cosa faccio? mi ha colto del tutto impreparata, inutile fare la figa dicendo che il mio destino si è dipanato davanti agli occhi mentre inghiottivo gli insulti da rivolgere a una collega, o a metà strada tra Montecarlo e Firenze, proprio su quel tratto di autostrada che chiamano "Del Sole" ma non perché ti faccia vedere la luce in fondo al tunnel.
No.
Non sono figa e non sono furba, proprio come un mese fa.
L'unica differenza è che ho vissuto un'esperienza di cui non mi pentirò mai, ho festeggiato il 27esimo compleanno a Montecarlo e, soprattutto, in ogni posto in cui io sia stata, ho abbondantemente foraggiato l'economia enogastronomica locale.
E pazienza se a Ginevra i crostini con il formaggio di capra mi hanno provocato contorcimenti di stomaco tali da farmi desiderare la morte istantanea, e pazienza se a Zurigo i ristoranti sembrano essere prerogativa di italiani e turchi e io sono andata a mangiare la pizza da un turco.
Non fotografo mai il cibo ma questo era più un'opera d'arte.
A Montecarlo (si sente tanto che me ne sono innamorata alla follia?) ho scoperto che le patatine con la composta di fragole e cipolle rosse sono semplicemente da orgasmo.
Ho scoperto che Zurigo, a dispetto della fama di centro finanziario internazionale, è anche una città incredibilmente cosmopolita, giovane, frizzante e... Truzza.
E con truzza intendo proprio lo stereotipo dell'uomo con la macchina ribassata, agghindata con led, alettoni, marmittoni e volante in pelo, braccio fuori dal finestrino e musica degna di un rave a cielo aperto. Donne, diciamo, non proprio in perfetta forma che, ben lontane dalle seghe mentali tipicamente italiche, esibiscono cosce strizzate in minigonne in latex, ombelichi piercingati, tette fasciate da bustini che in nessuna lingua potrebbero essere definiti sobri. Le ho viste divertirsi (e rimorchiare) molto più di quanto possano millantare tutte le fighe di legno di Parma e provincia. Me compresa.

Ah niente, volevo solo aggiungere che alla fine ce l'ho fatta.
A diventare bionda.




2 commenti:

  1. Vero, Zurigo è very truzza. I zurighensi o zurighi (giusto no?) spesso somigliano a quel comico ritardato che faceva il discotecaro a Zelig (almeno mi pare fosse Zelig..vabeh, quello di "ti stimo fratello")..
    Città incantevole comunque

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    Risposte
    1. Sì sì sì! U G U A L I.
      Credo sia l'unica città al mondo in cui vedere un uomo tranquillamente al volante di una Lamborghini bianca con i sedili zebrati.

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