martedì 5 agosto 2014

Logico, sì, è logico per tutti ma non per me

Sono sopravvissuta.
Nessuno lo credeva possibile ma, sì, HO TRIONFATO sul male.
Ho avuto un attimo di cedimento proprio nel momento in cui ero convinta che nulla più mi avrebbe scalfita, quando sul treno del ritorno il mio scompartimento è stato invaso da una decina di scout (che poi si sono rivelati appartenenti al MSC, non la compagnia di navi da crociera bensì Movimento Studentesco Cattolico) che si sono messi a intonare canzoni dedicate a colui che non posso nominare, battendo il ritmo sui tubi delle Pringles. A quel punto, dopo 10 giorni di vita vissuta ai margini della società civile, in un paese senza Zara e senza McDonald, a stretto contatto con una famiglia bisognosa di un immediato TSO di gruppo, l'istinto è stato quello di gettarmi dal mezzo in corsa.
E invece no. Stoica. Ho estratto un Okitask e le cuffie per smarthphone et VOILÀ. Ho raggiunto Bologna e poi Parma quasi indenne. Quasi. Euforica ma con una gran voglia di riempirmi lo stomaco di birra e la faccia di crema antibiotica.
Avete presente tutti quei fastidiosi sintomi con cui, in caso di stress o disagio psicologico, reagisce il corpo umano? C'è chi suda, chi arrossisce, chi soffre di ulcera, chi di cefalea a grappolo. Io in dieci giorni sono diventata un'enciclopedia medica.
Benissimo, uniamoci tutti nella speranza che la mia faccia torni presto ad avere i consueti tratti umani e non più quelli di un rettile e nella speranza che l'evoluzione della specie presto elimini la possibilità per alcune persone di riprodursi.

Giorno uno: decido di portare la pargola a me affidata al parco giochi. La madre estrae dal cassetto della bambina una felpa. La felpa ha un pezzo di pane nella tasca. La madre si giustifica con EH GUARDA PROBABILMENTE L'HO MESSA IN LAVATRICE E L'HO LAVATA CON IL PANE ANCORA IN TASCA. Senti bella, posso esprimere con certezza che almeno le leggi della fisica siano uguali per tutti. Non mi raccontare balle che non sono nata ieri.
La suddetta, inoltre, mi lascia una merendina da somministrare alla bambina alle consuete ore 16 circa.
Scaduta a marzo. Eravamo a luglio.
Giorno due: mi alzo prima di tutti per poter fare colazione, il mio pasto preferito, in silenzio e solitudine. Prendo il mio yogurt, cerco il miele. Lo trovo in frigorifero. Strano posto per conservare il miele, mi dico. Memore del giorno prima, controllo la data di scadenza. Risale a dicembre 2012.
Giorno tre: ormai vittima della paranoia da avvelenamento da prodotti deperiti, controllo compulsivamente OGNI etichetta di OGNI prodotto che trovo. Scopro di essermi condita i pomodori con un olio scaduto nel 2011. Il mio lato ipocondriaco prende il sopravvento.
Giorno quattro: la madre a tavola sostiene che con il relitto della Concordia bisognerebbe proprio fare un museo. Avanti così.
Giorno cinque: la bambina chiede spiegazioni in merito alla statua di un tizio piazzata al centro di una rotonda stradale. La madre risponde, e giuro che non me lo sto inventando, che "un signore era lì, è passato l'angioletto e l'ha trasformato".
Vado avanti?

14 commenti:

  1. Pensa alla gioia del signore che era lì, casualmente, in mezzo alla rotonda mentre passava l'angioletto.
    Mi stai forse suggerendo che devo far sparire tutti i prodotti scaduti dal mio frigorifero? compreso lo yogurt che porta la data di marzo (2014) e a cui ormai sono affezionata?

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    1. Ma pensa piuttosto al terrore della bambina al pensiero di essere trasformata pure lei!! :D

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  2. certo che devi continuare!!!! è epica la cosa della statua e dell'angioletto!
    (Per quel che riguarda il miele... ammetto la mia ignoranza sulla sua scadenza... in dispensa da noi il miele che abbiamo preso in campagna da uno zio di mamma c'è stato non so quanto!!! ma non è morto nessuno per averlo mangiato!!!) ;)

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    1. Guarda, come ho raccontato anche tempo fa nelle mie disavventure da casalinga incapace, ho fatto scadere pure io un sacco di roba e, mangiata a distanza di qualche giorno, non ha mai fatto male a nessuno, men che meno a me. Però non so, non essendo roba mia e non sapendo com'era stata conservata fino a quel momento, ho preferito non correre rischi.

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  3. ahahaha :) ma dove sei finita??

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    1. Facevo da babysitter in trasferta. Un'esperienza da non ripetere :)

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  4. Ahahahahahahah. Oddio quella dell'angioletto è TERRIBILE!

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  5. Non si può certo vivere in un posto dove non esistono mc e zara...LUI poi va nominato, spesso e volentieri...io almeno lo faccio...:-p

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    1. È un po' come Voldemort :D
      Ti posso assicurare che lo nomino parecchio ma in questo ultimo periodo abbiamo un appuntamento quasi quotidiano.

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  6. Oddio. Io già al miele scaduto avrei fatto un tuffo carpiato fuori dalla finestra. Il tizio della rotonda... no, non commento. Non ce la faccio.

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