lunedì 25 agosto 2014

Waiting for Terza puntata

Sarebbe tempo di proseguire il paradossale racconto della mia tremenda esperienza lavorativa fuori porta e di far conoscere al mondo intero come una fighetta parmigiana, che non mangia il coniglio perché come fai con quel pelo e quelle orecchie e quel naso, che non si avvicina nemmeno alle uova di quaglia perché mangiatele voi delle uova a pois se avete così tanta voglia di avventura, che schifa il fritto e non tollera che qualcuno possa davvero mangiare formati di pasta diversi da spaghetti, fusilli, penne e tortiglioni, si trovò nel piatto un pesce DI FIUME ancora dotato di PELLE, LISCHE, TESTA e CODA. Lo so, potreste farmi un sacco di menate sul non essere schizzinosa e via dicendo e sticazzi ma se mi conosceste di persona capireste che i miei gusti alimentari sono uno dei problemi più trascurabili in confronto al resto.

E invece.
E invece voglio parlavi di cose serie.

Potrei parlare di questo mio agosto sabbatico che inaugura giusto oggi l'ultima settimana di cazzeggio.
Ma no.
Potrei dirvi che ho scoperto l'ammorbidente Coccolino rosa e se non lo provate non siete nessuno.
Ma no.
Potrei parlarvi di come il mio colon si sia preso la libertà di scioperare senza nemmeno garantire l'indispensabile servizio viaggiatori.
E, in effetti, il fatto che io sia stitica come un bambolotto è lo spunto necessario per parlarvi del libro che più mi ha entusiasmato in questa estate 2014.
Archiviato l'indimenticabile successo 2013, da cui tutti i lettori non smetteranno mai di sentirsi un po' orfani, c'è un altro libro grazie al quale sentirsi ingiustamente abbandonati una volta raggiunta l'inevitabile parola FINE, che arriva, si sa, sempre troppo presto quando ci si diverte.

Il titolo è già di per sé un valido motivo per andare oltre la copertina, L'audace colpo dei quattro di Rete Maria che sfuggirono alle Miserabili Monache.
Lui, l'autore, è Marco Marsullo, beffardo giovane napoletano già noto per il romanzo d'esordio Atletico Minaccia Football Club.
La trama è di quelle che tutti noi gerontofili bramiamo, un passo oltre Amici miei: quattro anziani amici residenti presso la casa di riposo Villa Betulle decidono di scappare dalla visita guidata a Roma per occupare abusivamente il canale Rete Maria e, nello specifico, sbarazzarsi di Padre Anselmo da Procida, colpevole di recitare il rosario delle diciotto con una fastidiosissima zeppola.
È solo il punto di partenza per un corollario di bravate che fanno ridere e, sì, anche commuovere, nonostante il protagonista e voce narrante odi suscitare tenerezza nei giovani, gli stessi che quando leggeranno di un limone duro (avete letto bene) sulle scale del Vittoriano non potranno fare proprio a meno di rimuovere dagli occhi l'immagine effettivamente troppo estrema di due ultra settantenni che vanno di lingua.
Un libro carico di umorismo e fantasia che non si può non adorare fin dalle prime battute:

 Ho settantaquattro anni, un solo rene, la prostata grande come la Danimarca e un'insana, rischiosa passione per i pistacchi. Odio i giovani, com'è giusto. Ma odio anche i vecchi, sono lenti e insopportabili. Odio quei tipi che quando ti guardano sorridono come se avessero visto un cucciolo di labrador. Che cazzo ci avete da sorridere? Sono vecchio, cosa c'è di tenero? Se contate fino a trenta, forse muoio pure.  Odio i preti, i gatti persiani, le feste comandate, i telequiz che ci mettono due mesi per dirti se il concorrente ha indovinato la densità della popolazione di Tripoli. Odio un sacco di altre cose. (...)
Ho tre amici. Sono le uniche tre cose che non odio troppo al mondo. 
Uno è Guttalax, lo chiamiamo così perché è più stitico di un bambolotto.

Capito ora perché vi ho parlato del mio colon? 



6 commenti:

  1. Dovrò leggerlo. Prima di avere l'età del protagonista.

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    1. Devi e credimi che quando avrai l'età del protagonista lo rileggerai e riderai ancora ;)

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  2. Già solo per il titolo merita. Io, poi, ho un debole per i nonnini!

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    1. Merita davvero, soprattutto se anche tu non resisti al fascino senile ;)

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