domenica 19 ottobre 2014

Macerie e resti

È passata quasi una settimana da quel pomeriggio, un pomeriggio che ha cambiato per sempre la vita della mia città.

"Ma voi in Emilia siete un popolo forte" mi sono sentita dire.
Sì, lo siamo, e questa volta ho potuto verificare sulla mia pelle fino a che punto la forza riesca a prendere il sopravvento sulla rabbia, sullo sconforto, sulla delusione per un vero e proprio disastro che si poteva evitare.

È banale ma, davanti al telegiornale, si pensa sempre che certe cose succedano agli altri, lontano dalla sicurezza delle proprie mura domestiche, più per un innato istinto di ricerca della tranquillità che per reale presunzione. Certe cose le vivi solo attraverso i racconti dei nonni, rabbrividisci ma pensi "Non succederà più".
E invece no, succede, in un attimo, un battito di ciglia e le vie così conosciute e percorse migliaia di volte diventano irriconoscibili sotto la coltre di acqua e fango che le ricopre.

E quindi succede, succede di privarsi di ogni indumento utile che hai in casa per donarlo a chi non ha nemmeno l'elettricità, succede di svuotare la dispensa per portare ogni aiuto possibile a chi ha dovuto buttare il tavolo attorno al quale si riuniva tutte le sere.
Succede di non odiare quella città e quel fiume, succede di amarli ancora di più, di provare un senso di appartenenza così forte che non ci sono parole per descrivere quanto faccia male vedere i danni, la normalità stravolta. Un senso di appartenenza violento e travolgente che non esiste essere chiamati angeli del fango, è quasi un insulto, una violazione di un innato senso del dovere, di ciò che è giusto, di non poter proprio stare a casa a guardare. Gli angeli sono creature mitologiche che vanno bene per le chiese, noi siamo fatti di carne e ossa e ci sta bene affondare le mani nel fango, sbadilarlo e spazzarlo via.

PS: grazie tutti coloro che mi hanno scritto un incoraggiamento, che mi hanno mandato un abbraccio a distanza o per sincerarsi delle condizioni mie e della mia città.

2 commenti:

  1. E io mi trovo senza parole in questo momento....rischierei davvero di essere banale..ma sono vicina a te, alla tua terra e a tutti voi. Ti abbraccio.

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  2. Da emiliana a emiliana: coraggio cara! :)
    E comunque si, siamo un popolo forte. Ma cosa ci vuoi fare?
    Avendo fatto l'abbonamento ad alluvioni e terremoti, mi sembra il minimo, no?

    Ti abbraccio :)

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