lunedì 24 febbraio 2014

Giovani carine e semi occupate

Tra esattamente tre mesi saranno già 27 anni, 16 dei quali li ho passati con loro, anno dopo anno, gomito a gomito. Io non ce l'avrei  più quel sorriso se non fosse per loro.
Non mi sentirei così legata al paesiello se non fosse per loro.
Avete presente quel conto alla rovescia allo scoccare del quale avevo deciso che sarei emigrata, nel caso in cui non avessi trovato qualcosa con cui integrare l'attività giornalistica?
Bè. Rimango.
E ne sono felice.

venerdì 14 febbraio 2014

Coerenza mi ricordo di te

Un mattino un tizio varcò la porta e io pensai
Che cesso. Da quale zoo è scappato questo canchero di uomo?
Alla sera ci uscii.

martedì 11 febbraio 2014

La speranza ai tempi del precariato

Qualcuno sostiene che si tratti di un fotomontaggio, qualcuno la definisce foto simbolo del 2013.
Io la guardo e la riguardo da mesi, e voglio fortemente credere che sia vera, così come la è la testimonianza del torero ritratto in questo scatto. Voglio fortemente credere in un barlume di speranza per l'umanità.
"Questa foto segna la fine della carriera di Álvaro Múnera come torero "matador". Il ragazzo crollò pieno di rimorso nella metà della corrida quando si rese conto che il toro si rifiutava di lottare per la sua vita. Alvaro si è trasformato in un avversario accanito delle corride di tori. Múnera ricorda quel momento: ...Ed improvvisamente, guardai il toro... Aveva l'innocenza che tutti gli animali hanno nei suoi occhi, ed egli mi guardò, sentendo dentro di me un: perché? Era come un grido di giustizia in fondo a me, e sentii..., lo descriverei come...una connessione, perché se uno si confessa, e si aspetta di essere perdonato. Mi sentii come la peggiore merda nella terra...".

venerdì 7 febbraio 2014

La polemica ai tempi del precariato

In Italia esistono ancora persone che si rifiutano di comprare Barilla dopo quell'infelice uscita su omosessuali e famiglia. Poi mi vengono a raccontare di essere fieri cittadini italiani che non si riconoscono nello Stato e che lottano contro le ingiustizie.

In Italia esistono ancora persone che credono che ballare in piazza serva davvero a fermare la violenza sulle donne poi guai se a casa prendono da parte la figlia e le spiegano che no, non è normale se il tuo fidanzato ogni tanto ti molla un ceffone. Che no, la mamma, la moglie non è la serva di casa e anche tu devi fare la tua parte.

In Italia esistono ancora uomini che picchiano le donne, che le tradiscono, le usano, le umiliano.

In Italia esiste ancora gente che difende i preti pedofili.

In Italia esistono ancora i leghisti.

In Italia ancora qualcuno indossa pellicce.

In Italia esistono ancora persone che non fanno la raccolta differenziata e poi guardano le tonnellate di rifiuti che non riusciamo a smaltire e grida allo scandalo.

In Italia esistono ancora trentenni che dicono "No io la patente non la prendo per principio" e poi scroccano passaggi anche per andare dal panaio sotto casa.

In Italia esistono ancora pluritrentenni che abitano a Milano e portano i panni a lavare alla madre che abita a Forlì. E poi mi vengono a dire di essere indipendenti dai tempi dell'università.

In Italia esiste ancora gente che "Ah Steve McCurry? Quello della Bambina afgana! Lo sai che dopo 17 anni è tornato a cercarla ed è diventata un cesso?".

In Italia esistono ancora persone che "Allora sei furba solo te!".
Figa no, bella neanche, magra ci mancherebbe, simpatica non parliamone ma se c'è una cosa che porca puttana ho imparato a fare in quasi 27 anni di vita è essere capace di ragionare. Vi consiglio di iniziare a fare altrettanto.

martedì 4 febbraio 2014

Le pezze degli altri

Non so voi ma io mi faccio tirare delle pezze paurose.
Dicesi dalle mie parti "pezze" come sinonimo di "attaccare bottone", ovvero quando sconosciuti/conoscenti cominciano una conversazione con un pretesto qualunque, trattando di argomenti vari ed eventuali per il semplice gusto di farlo o perché l'interlocutore ha la faccia che dice sì, parlami pure dei cazzi tuoi che tanto io ti ascolto o al massimo mi faccio l'elenco mentale di cosa compare la prossima volta che passo da Mango.
Ci sono magari giorni in cui ho voglia di stare a sentire la farmacista che mi spiega del 4 in latino di suo figlio come di prestare attenzione a mia madre quando si ostina a blaterare cose mentre sono ancora avvolta nel piumone le poche volte che torno a dormire nella magione genitoriale. Ma, in fondo, la mia patologica curiosità ha sempre la meglio e chi sono io per dire arrivederci? Ci mancherebbe. Deliziatemi pure con i vostri amori non corrisposti, chiedetemi una trascurabile opinione sulla maturazione delle pere o sul colore del rossetto che vi sta meglio, commentatemi la nebbia, lamentatevi dell'umidità e raccontatemi dell'ultimo ristorante provato, della vacanza sulla neve, dell'insalata nell'orto, della geopolitica del Brasile, della passione per la danza. Musica per le mie orecchie, cibo per la mia insaziabile fantasia. Che poi mi faccio dei film mentali che Steven Spielberg levati proprio.
Ma tra tutti i possibili pretesti ce n'è uno a cui proprio non so dire no e, anzi, non importa dove io stessi andando così di fretta fino a poco fa: dobbiamo parlarne finché morte non ci separi.
Un attico vista Duomo con terrazza, vetrate, parquet,
cucina a isola e travi a vista
a 400 euro al mese compresi i consumi e la portineria??
L'IMMOBILE. 
Sì, la casa, il mattone, i giornaletti con gli annunci immobiliari, l'arredamento, il restauro.
Tu dimmi solo oddio che stress cercar casa, è quasi peggio che lavorare che io son subito pronta a portarmi il dorso della mano alla fronte e parlare per settimane di metrature, ascensori, consumi, riscaldamento, balconi, terrazze, soffitti, controsoffitti, mansarde, soppalchi, piastrelle, parquet, sanitari, vicini di casa molesti, giardini, vasi di fiori e stendipanni.
Lo so, fa molto anziana, fa molto anziana borghese, fa molto anziana borghese di provincia ma è da quando sono bambina che adoro vedere le luci delle case quando, durante l'atterraggio notturno dell'aereo, ci si avvicina ai centri abitati, sarà che non so resistere alla tentazione di sbirciare dentro le finestre altrui, soprattutto quando comincia a far buio, sarà che la casa è il bene più prezioso.
Credo che sia stata mia cugina ad attaccarmi questo morbo quando, invece di farmi fare i compiti, mi faceva sfogliare riviste su riviste di arredamento perché lei stava per sposarsi e doveva metter su casa. Il risultato è che ora in cucina ha un lampadario che fa la luce rossa. No dico. Abiti a Amsterdam e non me ne sono mai accorta?


domenica 2 febbraio 2014

As time goes by

Che devo ancora compiere 27 anni e ormai non mi bastano più 48 ore per riprendermi da una sbronza di media intensità e mia nonna, anni 88, due infarti, colesterolo alle stelle e un collasso respiratorio, manda giù la pastiglia per il cuore con un bicchiere di Ortrugo.