lunedì 24 marzo 2014

Maledetta primavera

DONNE!!!
NON è arrivato l'arrotino, MA arrivo IO.
A raccontarvi cosa questa volta, santa pazienza?
Tanto per cambiare, racconto cose da cialtrona, che alla fine è quello che mi riesce meglio, ma questa volta si tratta di storie di vita vera che normalmente sono restia ad esporre al pubblico, a partire da alcuni dati esplicativi, premessa pesante ma necessaria a quanto seguirà.
Brevemente, è piuttosto superfluo ribadire che, rispetto a quando arrivai al giornale con cui tuttora collaboro, con l'attività giornalistica arrivo a stento a coprire le spese d'affitto (grazie crisi dell'editoria, grazie tagli ai collaboratori e via dicendo). Mentre mi arrabattavo qua e là tra discutibili ruoli da segretaria, web content, fotografa ai convegni, revisore di bozze e santi genitori (ciao mamma e papà che mi leggete da quando avete scoperto Twitter), lasciavo decidere agli eventi se espatriare oppure rimanere.
Quando ormai avevo già la valigia pronta per raggiungere l'Irlanda, arrivò il colloquio per un lavoro part time a cui avevo risposto senza ben sapere di cosa si trattasse.
Bè, quel lavoro si è rivelato essere una figata pazzesca: a week end alterni, o periodi vari ed eventuali, lavoro come assistente nella gestione di un circuito automobilistico dove vengono organizzati corsi di guida Alfa Romeo, Abarth, Maserati e Ferrari. È vero, mi devo svegliare alle 6 del mattino, stare in piedi per non meno di dieci ore, senza stipendio fisso né monte ore ma, per quanto di macchine e motori me ne freghi l'equivalente dell'ennesima piantina che ho fatto morire sul balcone, mentirei se dicessi che vederle da vicino mi lascia indifferente.
Merito anche degli istruttori dei corsi di guida, ovvero I PILOTI.
TA DA DA DAAAAAAHHH!!!
Voi, donne e uomini a prescindere dall'orientamento sessuale, non avete idea alcuna di cosa voglia dire trovarsi al cospetto di un nugolo di manzi che bisogna darsi un paio di schiaffi per credere di averli davanti agli occhi tutti in una volta.
Dimenticatevi le caserme di pompieri, i marinai, i carabinieri, i calciatori, i rugbisti, i bagnini O WHATEVER per voi fosse la categoria lavorativa dei vostri sogni più sconci e focalizzate tutti gli sforzi di immaginazione su questi che alla voce segni particolari sulla carta d'identità dovrebbero avere ommioddio.
Dal più giovane al più vecchio, tutti fighi, tutti sprezzanti del pericolo, tutti con 'sti sorrisi luminescenti, le voci profonde e suadenti, lo sguardo affilato sotto le lenti da sole a specchio, la camminata elastica e slanciata che lascia impronte di testosterone sull'asfalto, le chiome vaporose e scompigliate, tutti con quest'alone di sicurezza e charme che ti dà solo vivere una vita al limite e inaccessibile. 
Vi ricordate Maverick e Ice Man in Top Gun prima che Scientology mangiasse il cervello a Tom Cruise e prima che Val Kilmer mangiasse se stesso? 
Ecco, togliete le ali e mettete un po' di Montecarlo.
Siamo ancora qui a discuterne? 

(PS: sacrificate un agnello per me perché sono ancora in prova!)


giovedì 20 marzo 2014

La moda passa, sono io che purtroppo resto

Non so voi, ma tra tutti i problemi che le donne devono affrontare quotidianamente, quelli relativi ai capelli mi gettano sempre nella più bieca paranoia.
Oddio si spezzano! Che faccio, taglio??? No, piuttosto muoio.
E' iniziata la primavera, che faccio? Prendo gli integratori o mi affido ai rimedi della nonna e inizio a cibarmi solo di miglio come fossi un canarino bulimico?
Ho già qualche filo bianco, santa la miseria e benedetta mia madre che mi ha concepita quando è scoppiata Chernobyl. Che faccio? Tingo, me ne frego, strappo??
Ma poi, soprattutto, la frangia la tengo o la faccio ricrescere???
Quesiti che non fanno dormire la notte e spingono a gesti estremi come farsi i cazzi degli altri su Instagram. Per ORE.
Ieri sera quindi, invece di mettermi in pari con il lavoro arretrato dato che ho indietro ben cinque pezzi da scrivere, stavo allegramente saltellando da un profilo all'altro quando, all'improvviso, mi sono sorpresa a pensare intensamente a quante fescion bloggherrr esistano.
Cristo ma quante siete? Di cosa vivete? Ma perchè? Ma soprattutto... NE ABBIAMO BISOGNO???
Io capisco che la tua passione sia la moda e che tu voglia fare della tua passione un mestiere, sono io la prima ad essere curiosa sulle nuove tendenze, ma questo non significa che mi debbano per forza piacere.
Cocca de zia, non è che se Zara per la nuova stagione ci propone, alla modica cifra di 70 euri, le stesse ciabatte che mia nonna usa per andare nell'orto tu devi sentirti in dovere di indossarle facendoci credere che ci starebbero veramente daddio, eh?
Forse mi sbaglio ma un tempo avevo il ragionevole dubbio che il "mestiere" della fashion blogger avesse un minimo di dignità e fosse quello di scrivere a proposito delle nuove tendenze, stili nazionali e internazionali, stilisti emergenti, capi originali, tessuti e via dicendo. QUESTO NON SIGNIFICA CHE DOVETE SPARARVI DEGLI AUTOSCATTI A OGNI ORA DEL GIORNO E DELLA NOTTE.
Scrivere di moda non è pubblicare foto di voi con in testa l'ennesima cuffietta in morbidissimo pelo di kiwi, appoggiate al muro dove il barboncino del piano di sopra ha appena segnato il territorio.
Non è nemmeno tentare di farmi credere che mangerete veramente quella crepes alla Nutella che fate finta di sbonconcellare giusto per mostrare il nuovo ombretto color va a ciapà i ratt.
Chi sei tu per farmi credere che la moda siano scarpe ortopediche multicolori solo perché quel deficiente del tuo fidanzato ti ha scattato una foto mentre salti sullo sfondo di un parchetto dimenticato alla periferia estrema di Milano?
E soprattutto smettetela di augurarci la buona notte con un primo piano scattato sotto al sole di mezzogiorno, fresche di trucco e parrucchiere, che le donne vere vanno a letto solo quando l'ultimo sforzo contemplabile è quello di reggere un libro.

martedì 11 marzo 2014

Non dire Knorr

Il nuovo millennio ha partorito tantissime nuove variabili umane più o meno fastidiose.
Stiamo tutti a scagliarci contro gli indie, gli hipster, le imitatrici di Zooey Deschanel, i club del tramezzino, gli inestinguibili tronisti di Maria, trascurando una categoria in costante e inesorabile aumento.
I GOURMET.
I gourmet, attenzione, non sono chef, non sono sommelier, non sono ristoratori e nemmeno food blogger: sono una categoria di individui non malvagi ma potenzialmente ingannevoli e sicuramente dei gran rompipalle.
Con loro è altamente sconsigliato intraprendere un dialogo che sia minimamente incentrato sul cibo, perfino la pizza da asporto diventa un pretesto per dare dell'ignorante al prossimo.
«Hai assaggiato la pizza completamente bio nel nuovo asporto di via dalla parte opposta della città rispetto a dove abiti te
«No. Buona?»
«Guarda. NON PUOI CAPIRE. ECCEZIONALE»
«La proverò. Comunque anche il Merda sotto casa mia non è male eh...»
«No ma qui si tratta proprio di un'altra cosa. Non è nemmeno paragonabile. Cioè una teglia 4 gusti mi costa 24 euro ma è un'esperienza che non ti fa più tornare indietro...»
E STI CAZZI QUANTO LI PAGHI?
Ora. Se c'è una cosa che mi riesce molto bene nella vita, quella è mangiare. Giuro, sono bravissima. Da degna figlia di ristoratrice, sono cresciuta con l'amore per le tradizioni, per i sapori e con la curiosità di assaggiare. Fosse per me mangerei fuori ogni giorno. Però capite bene che una giornalista precaria non si può permettere di raschiare il fondo di tutte le borsette ogni volta che ha voglia di pizza, no?
Il gourmet invece, il degustatore di sapori raffinati, l'annusatore sopraffino, non accetta un pasto che sia normale. Deve esserci sempre l'ingrediente che lo differenzia dalla massa.
L'uovo sodo non può essere condito da sale e pepe, nemmeno da maionese, no. Ovviamente il gourmet ha le galline sul balcone del bilocale vista Duomo, cucina solo le uova fresche di giornata e le mangia solo se spruzzate di paprika della Micronesia e sale a scaglie estratto a mano dagli sherpa dell'Himalaya durante la luna calante.
La verdura, rigorosamente acquistata in fattoria, non si condisce con olio e aceto, ma con tabasco importato dall'Isola Che Non C'è perché ha quel retrogusto che ricorda le botti di rovere dove fanno maturare quel vino di cui vengono prodotte solo quattro bottiglie l'anno.
Il pane si fa in casa a mano e si cuoce nel forno a legna ubicato insieme alle galline sul balcone 2 x 2 cm, l'acqua non si compra al supermercato ma ogni domenica si va sull'Appennino a riempire taniche e bottiglie alla fonte non certificata, i surgelati sono un insulto, i salumi vale la pena di chiamarli tali solo se si è assistito al processo di lavorazione della carne perché ha un amico/un parente che.
Il gourmet, in poche parole, si sente investito del sacro dovere di insegnare alla gente a esaltare i sapori.
Non raccontare al gourmet i tuoi pasti miseri perché li prende come offesa personale.
Il massimo punto di sfregio, infatti, l'ho modestamente raggiunto io e credo che nessuno sappia fare meglio:
«Stasera ho cenato con passato di verdura in tetrapack Knorr e cracker».
«Sei una brutta persona».

giovedì 6 marzo 2014

Dipendenze da prodotti del supermercato


Sapete qual è la dose consigliata per uno spuntino?
DUE.
Sapete quanti ne ho appena mangiati?
UN
PACCHETTO
INTERO.

domenica 2 marzo 2014

And the Oscar goes to...

Sono pronta, sono carica, ho la sveglia già puntata alle 2.15 di lunedì mattina.
Una smania così non la provavo dai tempi della recita di fine anno delle elementari, fossimo in America sarei andata a scommettere alla Snai.

Miglior film
12 anni schiavo, regia di Steve McQueen
American Hustle, regia di David O. Russell
Captain Phillips, regia di Paul Greengrass
Dallas Buyers Club, regia di Jean-Marc Vallée
Gravity, regia di Alfonso Cuarón
Her, regia di Spike Jonze
Nebraska, regia di Alexander Payne
Philomena, regia di Stephen Frears
The Wolf of Wall Street, regia di Martin Scorsese

Ragazzi. Un'ansia del genere non la provavo dai tempi di Diaz. E infatti ho pure fatto gli incubi di notte, non sto scherzando. Sofferto, incredibile, meritato.

Miglior regia
David O. Russell - American Hustle
Alfonso Cuarón - Gravity
Alexander Payne - Nebraska
Steve McQueen - 12 anni schiavo
Martin Scorsese - The Wolf of Wall Street

Difficile. Tentenno. Ma questo film l'ho adorato, soprattutto perché tra pochi anni potrebbe essere autobiografico.

Miglior attore protagonista
Christian Bale - American Hustle
Leonardo DiCaprio - The Wolf of Wall Street
Chiwetel Ejiofor - 12 anni schiavo
Matthew McConaughey - Dallas Buyers Club

Sapete come la penso. Leo, perdonami.

Miglior attrice protagonista
Amy Adams - American Hustle
Cate Blanchett - Blue Jasmine
Sandra Bullock - Gravity
Judi Dench - Philomena
Meryl Streep - I segreti di Osage County

Perché lei può.

Miglior attore non protagonista
Barkhad Abdi - Captain Phillips
Bradley Cooper - American Hustle
Michael Fassbender - 12 anni schiavo
Jonah Hill - The Wolf of Wall Street
Jared Leto - Dallas Buyers Club

Jared, tesssoro, tosati immediatamente quell'orrendo shatush che non è roba per te, molla la musica e datti al cinema. O al travestimento, vedi te.

Migliore attrice non protagonista
Sally Hawkins - Blue Jasmine
Jennifer Lawrence - American Hustle
Lupita Nyong'o - 12 anni schiavo
Julia Roberts - I segreti di Osage County
June Squibb - Nebraska

Gesù se esisti sai cosa fare.

Migliore sceneggiatura originale
David O. Russell e Eric Warren Singer - American Hustle
Woody Allen - Blue Jasmine
Craig Borten e Melisa Wallack - Dallas Buyers Club
Spike Jonze - Her
Bob Nelson - Nebraska

Sono in difficoltà.

Migliore sceneggiatura non originale
Richard Linklater, Julie Delpy e Ethan Hawke - Before Midnight
Billy Ray - Captain Phillips - Attacco in mare aperto
Steve Coogan e Jeff Pope - Philomena
John Ridley - 12 anni schiavo
Terence Winter - The Wolf of Wall Street

Almeno questo...

Miglior film straniero
Alabama Monroe (The Broken Circle Breakdown), regia di Felix Van Groeningen (Belgio)
La grande bellezza, regia di Paolo Sorrentino (Italia)
Il sospetto (Jagten), regia di Thomas Vinterberg (Danimarca)
The Missing Picture, regia di Rithy Panh (Cambogia)
Omar, regia di Hany Abu-Assad (Palestina)

Solo perché è italiano.

Miglior film d'animazione
I Croods, regia di Kirk De Micco e Chris Sanders
Cattivissimo me 2, regia di Pierre Coffin e Chris Renaud
Ernest & Celestine, regia di Stéphane Aubier, Vincent Patar e Benjamin Renner
Frozen, regia di Chris Buck e Jennifer Lee
Kaze tachinu, regia di Hayao Miyazaki


Migliore fotografia
Philippe Le Sourd - The Grandmaster
Emmanuel Lubezki - Gravity
Bruno Delbonnel - A proposito di Davis
Phedon Papamichael - Nebraska
Roger Deakins - Prisoners

Miglior scenografia
Judy Becker e Heather Loeffler - American Hustle
Andy Nicholson, Rosie Goodwin e Joanne Woollard - Gravity
Catherine Martin e Beverley Dunn - Il grande Gatsby
K.K. Barrett e Gene Serdena - Her
Adam Stockhausen e Alice Baker - 12 anni schiavo

Miglior montaggio
Jay Cassidy, Crispin Struthers e Alan Baumgarten - American Hustle
Christopher Rouse - Captain Phillips - Attacco in mare aperto
John Mac McMurphy e Martin Pensa - Dallas Buyers Club
Alfonso Cuarón e Mark Sanger - Gravity
Joe Walker - 12 anni schiavo 

Migliore colonna sonora
Steven Price - Gravity
William Butler e Owen Pallett - Her
Alexandre Desplat - Philomena
Thomas Newman - Saving Mr. Banks
John Williams - Storia di una ladra di libri

(O__________O ???)

Migliore canzone
Happy, musica e parole di Pharrell Williams - Cattivissimo me 2
Let it Go, musica e parole di Kristen Anderson-Lopez e Robert Lopez - Frozen
The Moon Song, musica e parole di Karen O e Spike Jonze - Her
Ordinary Love, musica e parole di Paul Hewson, David Evans, Adam Clayton, Larry Mullen e Paul Hewson - Mandela: Long Walk to Freedom

Migliori effetti speciali
Tim Webber, Chris Lawrence, Dave Shirk e Neil Corbould - Gravity
Joe Letteri, Eric Saindon, David Clayton e Eric Reynolds - Lo Hobbit - La desolazione di Smaug
Roger Guyett, Patrick Tubach, Ben Grossmann e Burt Dalton - Into Darkness - Star Trek
Christopher Townsend, Guy Williams, Erik Nash e Dan Sudick - Iron Man 3
Tim Alexander, Gary Brozenich, Edson Williams e John Frazier - The Lone Ranger

Miglior sonoro
Chris Burdon, Mark Taylor, Mike Prestwood Smith e Chris Munro - Captain Phillips - Attacco in mare aperto (Captain Phillips)
Skip Lievsay, Niv Adiri, Christopher Benstead e Chris Munro - Gravity
Skip Lievsay, Greg Orloff e Peter F. Kurland - A proposito di Davis 
Christopher Boyes, Michael Hedges, Michael Semanick e Tony Johnson - Lo Hobbit - La desolazione di Smaug
Andy Koyama, Beau Borders e David Brownlow - Lone Survivor

Miglior montaggio sonoro
Steve Boeddeker e Richard Hymns - All Is Lost
Oliver Tarney - Captain Phillips
Brent Burge - Lo Hobbit - La desolazione di Smaug
Glenn Freemantle - Gravity
Wylie Stateman - Lone Survivor

Qui ho sparato veramente a caso.

Migliori costumi
Michael Wilkinson - American Hustle
William Chang Suk Ping - The Grandmaster
Catherine Martin - Il grande Gatsby
Michael O'Connor - The Invisible Woman
Patricia Norris - 12 anni schiavo

Miglior trucco e acconciatura
Adruitha Lee e Robin Mathews - Dallas Buyers Club
Stephen Prouty - Jackass Presents: Bad Grandpa
Joel Harlow e Gloria Pasqua-Casny - The Lone Ranger