lunedì 9 febbraio 2015

Celto

Disclaimer: questo post è molto più comprensibile dalle ragazze perché so che laffuori tutte siamo state colte prima o poi dalla stessa follia. Gli uomini all'ascolto non so, ma comunque fatemi sapere.

Focalizzate la situazione: c'è un tipo che vorreste limonare disperatamente e lui addirittura ricambia (abbiamo una diapositiva)
ma per cause di forza maggiore, improrogabili e insindacabili siamo impossibilitati a limonare come gli adolescenti pazzi fino a data da destinarsi.
Cosa fareste voi, confinate causa neve nel paesiello natale, pur di non stare in casa a sbattere la testa al muro?
DAI CHE LO SAPETE.
Step 1 - Estetista.
Step 2 - Parrucchiere.
Estetista tutto ok, gode di piena fiducia (o quasi), ha cominciato a spinzettarmi le sopracciglia quando c'era ancora la lira, ha visto la mia pelle assumere colorazioni che spaziano dal rosino primaverile al mi sono addormentata con la faccia davanti al camino acceso e quindi non ho davvero più niente di cui vergognarmi, neanche ammettere che mi sono fatta una maschera peel-off in casa e qualcosa dev'essere andato storto perché quando l'ho tolta sono venute via anche un po' troppe sopracciglia per i miei gusti quindi adesso mettimi a posto per favore.

Concentriamoci più sull'esperienza parrucchiere: chi mi legge dagli albori sa che io amo andare a farmi tagliare i capelli più o meno quanto mettermi in coda in Posta per pagare le bollette.
Ma niente, doppie punte e tempo da perdere sono una combinazione decisamente letale.
Arrivo al punto: quale può essere l'unico parrucchiere che accetta di farti i capelli al sabato pomeriggio, senza prenotazione e senza quei tempi d'attesa molto rischiosi per un rapido ripensamento?
Sì. Loro. Per forza.
I cinesi.
Mettiamo subito in chiaro che io sono, sì, di ampie vedute e sempre pronta a mettere in discussione i luoghi comuni ma CON CALMA. Tutto con ESTREMA CALMA, per favore.
Approcciarsi al magico mondo dei parrucchieri cinesi aspettandosi gli stessi rituali a cui siamo abituate è come ballare sul cubo in pigiama. Non ci si sente esattamente a proprio agio.
Innanzitutto, la colonna sonora con cui io sono stata accolta è quanto di più diametralmente opposto alla gentilezza e alla dolcezza di questi silenziosi ragazzetti senza età che inspiegabilmente utilizzano forbici per capelli senza la sorveglianza di un tutor: un'alternanza (apparentemente) senza senso tra hard techno e lentoni struggenti. Tutti successi cinesi della durata di 40 secondi ciascuno in media.
Nel tragitto tra l'ingresso e il lavello, la musica cambia circa otto volte, lo shampoo viene spalmato con movimenti che ricordano più mia nonna che rastrella l'orto, l'ansia decolla.
"MA PROPRIO UNA SPUNTATA EH!", il panico al momento del taglio.
SI SI CELTO.

Sì sì celto un paio di palle. Ho i capelli di sbirulino.





2 commenti:

  1. Dire che ti capisco è poco. Detesto andare dalla parrucchiera sinceramente. Non ne ho ancora trovata una che mi chiede direttamente come voglio tagliare,spuntare i capelli e che lo faccia come le dico io. Tutte le volte esco dal parrucco e non mi sento affatto soddisfatta. Un BARBONCINO, una VECCHIAZZA. Insomma tanto vale tenerseli come all'inizio.

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  2. Quanto comprendo! Già con i capelli ricci tagli un centimetro e ne sembrano quattro, a quanto pare i parrucchieri usano un altro sistema di misura... Ed esco sempre dalla parrucchiera che a confronto mia nonna con la permanente ha dei ricci naturali... il Disagio

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