venerdì 3 luglio 2015

La precaria che salì la collina

Io sono sempre andata in cerca delle storie a lieto fine: che fossero d'amore, di amicizia, di formazione personale. L'ho sempre voluto so badly questo lieto fine, magari non quello canonico stile Disney, ma comunque quello in cui gli sforzi del protagonista vengono premiati con traguardi e nuovi inizi.
Quando ho aperto questo blog credo che il mio traguardo fosse smettere un giorno di essere precaria: pensavo che, ad un certo punto i miei sforzi sarebbero stati premiati con "il lavoro dei sogni", quello che ti dà la sicurezza necessaria per essere felice in modo concreto e senza fronzoli. Che mi sarei svegliata un mattino, adulta e soddisfatta.
Sono passati quasi quattro anni da quel 24 luglio in cui la prima cosa che ho scritto era che ho la capacità innata di cogliere l'essenza delle situazioni.
Quello che non avevo assolutamente colto è che sarei stata precaria tutta la vita. Precaria, perennemente insoddisfatta e inquieta. E felice.
C'è voluto un po' per capirlo ma alla fine avevo davvero ragione Tonino Carotoneè un mondo difficile, felicità momenti futuro incerto.
Ed eccomi qua, una precaria che da contratti co.co.co, co.co.pro, stage, collaborazioni saltuarie, ritenute d'acconto è passata a, attenzione, LA PARTITA IVA.
Sono tre giorni che mi sveglio alle sei del mattino per fare la pendolare, 24 ore a disposizione in cui incastrare a forza due lavori part time in due diverse città, qualche lavatrice, qualche birra e qualche ora di sonno. Non so quale parte del mio cervello mi abbia suggerito che potevo farcela ma occhei, lo sto facendo, e con un entusiasmo che non pensavo mi potesse mai appartenere.
Eccolo qua, il mio lieto fine e nuovo inizio: una scelta di amore e di precariato, la felicità più grande è la certezza di potermi fidare di me stessa.



2 commenti:

  1. La vita è strana, a volte ci porta lì dove non ci saremmo mai immaginati di andare...che ben venga questo nuovo inizio insieme a queste nuove consapevolezze. Che ben venga il piacere di lanciarsi con convinzione, felicità e serenità in nuove sfide, in nuove avventure...in nuovi pezzi di vita. A volte serve solo un pizzico di coraggio per cambiare strada, perché continuare a percorrere la stessa senza ottenere risultati, è solo un' inutile perdita di tempo e soprattutto un inutile dispendio di energie. E comunque, come canta Cesare: "Coraggio lasciare tutto indietro e andare partire per ricominciare, non c'è niente di più vero di un miraggio
    e per quanta strada ancora c'è da fare, AMERAI IL FINALE !".

    RispondiElimina
  2. almeno lavori...sii felice solo per questo. un abbraccio

    RispondiElimina