giovedì 10 dicembre 2015

Calzini blu

Va beh avevo detto che non avrei aspettato un mese per scrivere di nuovo e invece.
E invece come al solito il tempo scivola, mi dimentico di tutto quello che avrei dovuto annotare e va a finire che oggi è il 10 dicembre e, tra tutte le cose che avevo pensato di raccontare, al momento mi viene in mente solo l'entusiasmo ingiustificato per una nuova linea di calzini in cotone di Calzedonia, di cui annovero già almeno dieci paia. Tutti blu, coerentemente con il mio autismo cromatico.

In mia difesa: grazie al cielo e dopo anni passati a fare ogni sforzo possibile perché succedesse, sono riuscita a trasformare la mia più grande passione, nonché unica abilità che Dio mi abbia concesso nella vita, in un lavoro. "Lavoro".
Nel senso, secondo voi i sommelier bevono vino anche durante il tempo libero? Non credo. Acqua, Coca Cola, spremuta, tutt'al più una birretta.
Gli chef cucinano anche tra le mura domestiche? No. Focaccia, sughi pronti e minestrone in busta.
I falegnami si mettono a piallare le persiane durante le ferie? No, vanno al mare, al cinema, a scuola di tango.

Ecco, io scrivo tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, ogni tanto pure il sabato e la domenica. Quando torno a casa e finalmente mi levo scarpe, giacca e jeans, l'unico pensiero fisso è CIBO, seguito da NETFLIX. O dal libro di turno, se ho la fortuna di incrociare qualcosa che non mi faccia venir voglia di spostare il titolo nel cloud senza possibilità di ritorno. EH SI SIGNORE E SIGNORE, spostare nel cloud is the new bruciare le pagine: una delle scelte che ho fatto trasferendomi qui a Bologna è di non trascinarmi appresso gli scatoloni di libri. Con molto dolore nell'anima ho portato solo il Kindle, mio migliore amico insieme alla caffettiera Alicia e alla solita bicicletta Emilia. Alicia e Kindle stanno insieme dopo un sacco di sospiri innamorati da parte di lei che ha passato ogni mattina per almeno sei mesi a smicciarlo. Emilia, invece, passando la maggior parte del suo tempo insieme a me ovviamente è single ma credo le stia bene così, nonostante la mountain bike sempre parcheggiata affianco cerchi di appoggiarsi ogni notte. Me lei niente, non ne vuole sapere. Preferisce l'eleganza alla sportività e me lo fa notare ogni volta che andiamo insieme a prendere il gelato alla Cremeria Santo Stefano, molto frequentata da possessori di bici a scatto fisso.

Non ho perso, né mai (spero) perderò questa troppa fantasia che mi affolla la testa da sempre. Mia madre si diverte molto nel ricordarmi che a circa tre anni le chiesi di scrivere per me una lettera per raccontare a mia nonna che durante il soggiorno a Canazei avevo avvistato al parco giochi una mucca gialla e una bianca, un piccolo elefante e altre amenità che ora mi sfuggono.
In passato, più di una persona ha additato questo esubero di immaginazione come un problema, un limite a cui porre rimedio. Io credo che sia al tempo stesso il mio più grande pregio e il mio peggior difetto: non c'è bisogno di spiegare perché.
Tutto questo girotondo per arrivare qui e qui: è vero che trascuro questo blog ma tutto quello che scrivo mi dà la possibilità di raccontare il mio territorio, la mia regione, nel modo che più mi appartiene, con tutta la fantasia di cui sono capace, con quell'amore che si riserva solo alle proprie radici, velato sempre da tantissima ironia.
Qui ci sono (anche) le mie favole, disseminate di persone, cose, aneddoti e luoghi che fanno parte di me e senza dei quali niente di quello che ho scritto e scriverò potrebbe esistere:





2 commenti:

  1. La fantasia e la dote della scrittura sono un dono nel bene e nel male, se poi diventano un lavoro è l'apoteosi :)

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  2. Anche io ho scritto sempre meno sul blog, in questo 2015 e non perché ho fatto della scrittura il mio lavoro (magari) ma perché sonos tato risucchiato da Twitter ed è come se abbia buttato il tempo in un buco nero. Ho letto meno, scritto poco, vissuto forse sì.
    Spero di ricominciare, spero ti vada tutto alla grande.
    Baol

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